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I vulcani e il clima: la disastrosa eruzione del LAKI

Forse non tutti sanno che...

Geologia - 14 Gennaio 2004, ore 09.00

In occasione dell'imminente pubblicazione in libreria del nostro meteo-thriller "Apocalisse bianca", vediamo di scoprire insieme quali attinenze ci possono essere tra eruzioni vulcaniche e clima. Benjamin Franklin fu il primo a sostenere che i vulcani modificano il clima. Quando nel 1783 si ebbe l'eruzione del vulcano Laki, in Islanda, di cui il meteo-thriller di MeteoLive propone una replica, si ebbe la più grande effusione di lava della storia e fu liberata nell'atmosfera una grossa quantità di gas. Una foschia bluastra avvolse per mesi l'Islanda e gran parte dell'Europa settentrionale. Il gas doveva contenere una quantità importante di fluoro perchè il bestiame che pascolava morì di fluoridosi. Perirono 11.000 bovini, 28.000 cavalli e 1 190.000 pecore. Immaginate quanto metano in meno venisse immesso nell'atmosfera. La carestia che ne seguì portò alla morte 10.000 islandesi, un quinto della popolazione. La nebbia secca giunse anche in Europa, sia pure attenuata e fu responsabile di una lunga fase rigida che proseguì dalla fine dell'estate sino a tutto l'inverno successivo. Franklin suggerì che la cenere fine e i gas avevano schermato la luce solare. Un secolo più tardi questa teoria si rafforzò nell'eruzione del Krakatau che ebbe risonanza mondiale. Aloni e strani e tramonti multicolori si apprezzarono per diversi mesi a partire dal 17 settembre del 1883. Nei tre anni successivi la radiazione in Europa diminuì del 10% e le temperature medie mondiali furono inferiori al normale. Harry Wexler, già capo dell'Ufficio meteorologico degli Stati Uniti, nel 1952 sostenne che l'aumento della temperatura mondiale riscontratosi a partire dal 1900 fosse dovuto principalmente alla mancanza di eruzioni vulcaniche. Se il gas e la polvere vulcanica alterano effettivamente il tempo e il clima, l'effetto agisce probabilmente nella stratosfera, oltre i 10 km, dove lo strato di foschia resta a lungo sospeso perchè non vi sono nuvole e pioggia per lavarlo ed asportarlo. Le particelle sospese sono costituite di vari materiali: sale marino, polvere di silicati e acido solforico. La densità dello strato di aerosol varia in periodi di mesi ed anni, può aumentare dopo un'eruzione vulcanica, ma occorrono anni perchè diminuisca e torni nella norma. Questo strato di foschia intercetta la radiazione solare, riscaldando la stratosfera e raffreddando gli strati più bassi. Che questo effetto sia reale lo provarono le successive eruzioni del vulcano Agung nell'isola di Bali, in Indonesia, nel 1963 e quelle più recenti del monte St.Helens e del Pinatubo nelle Filippine, senza contare gli effetti sempre rilevanti prodotti da altre eruzioni. Bibliografia: i vulcani di Robert e Barbara Decker, ed.Zanichelli

Autore : Redazione

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