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I problemi di due grandi fiumi: il PIAVE e il TAGLIAMENTO

Tutelare i paesaggi fluviali si può.

Geologia - 16 Ottobre 2006, ore 11.33

Il Piave nasce ad est del massiccio dolomitico nelle Alpi Carniche. Ha un'elevata portata idrica che ha reso possibile la costruzione di numerosissimi bacini artificiali e di 60 centrali idroelettriche che imbrigliano le piene del fiume e alimentano una serie di canali per la produzione energetica e l'irrigazione. I tratti in cui il Piave scorre in condizioni quasi naturali sono pochi e questi pochi minacciati costantemente da progettazioni idrauliche. Per dare nuovamente al Piave una dinamica naturale e un conseguente movimento della massa dei detriti, è necessario stabilire con urgenza norme di pianificazione idrogeologica ed idroenergetica del territorio. Per salvaguardare i paesaggi fluviali delle Alpi è necessario tutelarli sistematicamente ed effettuare degli interventi atti a riportarli alle condizioni naturali. Dove è presente una varietà biologica naturale e il fiume ha spazio sufficiente per inondare, si dovrebbe intervenire per garantire che le ondate di piena possano verificarsi e che la portata idrica del fiume sia quella naturale. A questo proposito torna in discussione il problema dello sfruttamento dei corsi superiori dei fiumi ai fini della produzione idroelettrica. Sin dagli anni Ottanta nell'America del Nord è iniziato il ripristino degli alvei e dei corsi naturali dei bacini per liberare i fiumi dalle strutture idrauliche. Queste iniziative di difesa degli ecosistemi fluviali potrebbero svilupparsi anche in Europa e diventare un serio obiettivo da porsi e realizzare. Il Tagliamento Il Tagliamento scorre in Friuli-Venezia Giulia e per 170 Km il suo percorso è condizionato solo dalle forze naturali. E' un fiume imponente con banchi di ghiaia che, con quelli dei suoi affluenti, il Fella ed il But, copre una superficie maggiore del Lago dei Quattro Cantoni e sposta in continuazione il suo letto. E' interrotto da un solo sbarramento a Caprizi prima di sboccare nel Mediterraneo. Il corso superiore del Tagliamento ha inciso in profondità la roccia che è facilmente disgregabile e la sua forza di erosione ha creato notevoli dislivelli. Con i suoi affluenti raccoglie l'acqua da un bacino di 2580 Km quadrati dalle Alpi e Prealpi Carniche e Giulie. La valle si allarga in vicinanza di Tolmezzo ed i detriti trasportati si depositano qui. Nei pressi di Venzone il Tagliamento si infiltra nel sottosuolo formando laghi sotterranei ed un fiume carsico. A Casarsa le acque tornano in superficie, la pendenza si riduce, l'acqua scorre lentamente e trasporta non più detriti grossi ma sedimenti sottili. Si succedono banchi di ghiaia fine e banchi di sabbia. Poichè le condizioni nell'ecosistema del fiume cambiano, le piante e gli animali sviluppano sistemi diversi di sopravvivenza dovendo coesistere con le piene ed i nuovi arenili. Nel Tagliamento sino ad ora sono state catalogate 23 specie fluviali. Di queste, 5 sono state definite rare e pertanto da tutelare. Il Tagliamento comprende quasi completamente il territorio che aveva in origine anche se la natura è in parte danneggiata. I comuni rivieraschi hanno costruito negli ultimi dieci anni un certo numero di depuratori, molti dei quali però funzionano male tanto che l'acqua non è delle migliori. Il gambero di fiume, un tempo molto diffuso, attualmente lo si trova solo dove le acque sotterranee raggiungono pulite la superficie. Molti affluenti, essendo utilizzati per produrre energia elettrica, riducono per circa 70 Km la portata del fiume il cui deflusso annuale presso Tolmezzo si è ridotto in 20 anni della metà. Gli operatori per l'estrazione della ghiaia dal Tagliamento richiedono concessioni in zone economicamente redditizie ma problematiche per l'ambiente.

Autore : Redazione

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