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I ghiacciai e la loro formazione

Da semplice neve, nel corso dei mesi e degli anni, si ha la trasformazione in ghiaccio. Come avviene questo fenomeno?

Geologia - 23 Maggio 2003, ore 11.02

Le alte quote e le alte latitudini hanno qualcosa in comune: sono entrambe fredde. Sui rilievi fa freddo perché nei primi 10 km dell’atmosfera si assiste ad una progressiva diminuzione della temperatura in funzione dell’altezza; anche in prossimità delle alte latitudini fa freddo perché procedendo verso i poli aumenta l’angolo di inclinazione dei raggi solari rispetto alla verticale del luogo. In queste regioni, che presentano spesso basse temperature, le nevi che cadono nell’arco dell’anno non riescono a sciogliersi totalmente. In parte esse si accumulano in campi di neve che vengono successivamente trasformati in ghiaccio. Nelle zone calde, in prossimità dell’Equatore, i ghiacciai possono formarsi solo al di sopra dei 4500 metri. L’altitudine naturalmente decresce avvicinandosi ai poli, dove il ghiaccio permane tutto l’anno persino a livello del mare. Il processo di formazione dei ghiacciai è piuttosto lungo. Il primo tassello è rappresentato dalle precipitazioni nevose che cadono dal cielo e si accumulano al suolo. La neve appena caduta è soffice, formata da fiocchi poco compatti, costituiti da piccoli cristalli di ghiaccio. Quando la neve permane al suolo per settimane o mesi, i cristalli diventano più piccoli e compatti. Di conseguenza l’intera massa nevosa si comprime e diventa più densa. Si forma in questo modo la neve granulare. Se si verificano nuove precipitazioni nevose, gli strati di neve granulare vengono ulteriormente compattati, dando così origine al “firn” un tipo di neve molto più denso e pochissimo poroso, che ha uno o due anni di età. Con il passare del tempo si ha un seppellimento più spinto e una lenta cementazione del “firn” e la conseguente formazione di un mosaico di cristalli concatenati che producono il ghiaccio compatto. La neve, di conseguenza, subisce un processo di “ricristallizzazione” , con formazione di nuovi cristalli a spese di quelli vecchi. L’intero processo può compiersi in pochi anni, ma spesso ne occorrono parecchi, fino a dieci o venti. Quando gli strati più bassi sono completamente trasformati in ghiaccio, la neve soprastante può raggiungere un’altezza anche di diversi metri. Quindi, in sostanza, ciò che consente ai ghiacciai di vivere non è tanto il freddo, ma soprattutto le precipitazioni nevose.

Autore : Paolo Bonino

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