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Alluvione del Piemonte 16 ottobre 2000: analisi idrometrica

La Regione Piemonte ci dà la possibilità di pubblicare questo importante documento sull'analisi idrometrica del fenomeno alluvionale. Si ringrazia anche il geologo Martin Diego.

Geologia - 15 Marzo 2001, ore 09.58

L’intensità, la persistenza e l’ampia distribuzione spaziale delle precipitazioni hanno generato significative onde di piena sui principali corsi d’acqua del reticolo idrografico piemontese, che hanno raggiunto carattere di eccezionalità in tutto il settore settentrionale del bacino del Po, interessando tutti gli affluenti di sinistra sino al Ticino. Vengono evidenziati di seguito i dati di maggior interesse acquisiti dalla strumentazione idrometrica della Regione Piemonte, integrata con la rete nazionale del Servizio Idrografico e Mareografico, disponibile in tempo reale ai sensi del protocollo d’intesa tra Regione Piemonte e Dipartimento dei Servizi Tecnici Nazionali del 24/4/1996. Nel prossimo articolo l’eccezionalità dell’evento sarà evidenziata dal confronto con gli eventi storici. In particolare la situazione appare eccezionale sull’asta del Po. La portata massima a Torino è stata valutata in 2350 m 3 /s e quindi superiore alla massima storica di 2230 m 3 /s verificatasi nel corso dell’evento del 1949. A valle di Torino i deflussi hanno risentito dei cospicui apporti di Dora Riparia, Stura di Lanzo, Malone e Orco In tutti questi corsi d’acqua si è registrato un primo colmo nel pomeriggio del 14 (massimo livello per l’Orco), seguito da un apprezzabile abbassamento nella serata, ed un secondo colmo ad iniziare dalle prime ore del 15 ottobre, di entità analoga al precedente sull’Orco, superiore su Dora Riparia, Stura di Lanzo, Ceronda e Malone: sulla Dora Riparia, che sembra aver raggiunto valori di piena superiori ai massimi storici registrati, la piena ha mandato in avaria le stazioni esistenti. Il contributo proveniente dalla Dora Baltea ha costituito un importante apporto alla portata del Po. L’idrogramma della Dora Baltea a Tavagnasco, interrotto in corso d’evento per l’avaria dello strumento, è integrato da quello registrato dalla stazione dell’Ufficio Cartografico e Assetto del Territorio della Regione Valle d’Aosta a Hone Bard. Al momento dell’interruzione il livello registrato a Tavagnasco era prossimo al livello del 1993 ma saliva ancora di circa 1.70 m come testimoniato dalle tracce di piena lasciate sul ponte di Tavagnasco. Il colmo della piena era registrato alle 14.30 del 15 ottobre alla stazione di Hone, e nella prima mattina del giorno successivo alla stazione di Verolengo, posta in chiusura di bacino. A valle della confluenza della Dora Baltea il Sesia ha presentato una fase di cospicuo innalzamento delle portate e dei livelli nel corso della giornata di Domenica 15 Ottobre fino a raggiungere unaportata al colmo che potrebbe essere superiore ai 3500 m 3 /s, che si è poi progressivamente attenuata nel corso della giornata del 16 ottobre. L’entità delle portate sul Po è valutabile in circa 8000 m 3 /s a Crescentino e Casale Monferrato, e di circa 10000 m 3 /s a Isola Sant Antonio. I valori raggiunti sono confrontabili con quelli del 1994. Anche nel bacino del Toce la piena raggiungeva valori di eccezionalità. L’apporto maggiore era dato dai tributari di destra nella media valle Ossola (Diveria, Bogna, Ovesca ed Anza). Per l’effetto combinato del cumulo delle onde e dell’andamento delle precipitazioni, anche il Toce mostra una serie di colmi secondari nelle prime ore del 14 ottobre, nel pomeriggio della stessa giornata, prima diregistrare il valore massimo di 9.16 nel pomeriggio del 15, corrispondente ad una portata superiore ai 2500 m 3 /s. Sul bacino del Tanaro l’evento è stato sensibilmente meno gravoso di quello del Po, e decisamente inferiore a quello del 1994. Sull’alto bacino, ove si sono registrate le prime precipitazioni dell’evento, si è manifestata una prima onda di piena a cavallo del mezzogiorno del 15 Ottobre. Nelle prime ore del mattino del 16 ottobre tra Alba ed Alessandria è transitata una seconda onda di entità paragonabile alla precedente. Il colmo di piena a Montecastello ha presentato un valore massimo di circa 3000 m 3 /s nel tardo pomeriggio del 16, assai inferiore ai 4800 m 3 /s valutati nel corso dell’evento del 1994. Anche nella Bormida l’evento è stato risentito; ad Alessandria la coda della piena ha presentato nelle prime ore del pomeriggio di Lunedì un secondo colmo di entità paragonabile a quello del 15 Ottobre, anche a causa del rigurgito del Tanaro. La propagazione della piena lungo il fiume Po presenta alcune particolarità evidenziate dall'andamento sincrono dei livelli nelle diverse sezioni del fiume da Torino a Isola S. Antonio e causato dalla distribuzione spazio-temporale delle piogge. Innanzitutto si nota che la stazione dove i livelli manifestano i primi innalzamenti è quella di Isola S.Antonio, seguita da Casei Gerola e Ponte Becca questo è dovuto al contributo notevole del fiume Sesia nel cui bacino le piogge del giorno 13 hanno causato la massima piena di alcuni importanti affluenti come il Mastallone. Successivamente, nella notte tra Venerdì 13 e Sabato 14, i livelli crescono a Crescentino dove risulta evidente il contributo dell'onda di piena della Dora Baltea, a cui si sommano quelle di Orco, Malone e Stura di Lanzo. L'ultima sezione a segnalare l'innalzamento dei livelli è quella di Torino ai Murazzi. In questo caso sono le piogge della parte terminale dell'evento a generare l'onda di piena. Il giorno 15 infatti le precipitazioni hanno investito in particolare la parte nordoccidentale della regione ed i bacini idrografici di: Alto Po, Pellice, Chisone, Sangone e Dora Riparia. La dinamica descritta ha in particolare provocato la formazione di un onda di piena estremamente allungata nel tempo con portate che hanno mantenuto valori di colmo per 8-10 ore consecutive rendendo poco sensibili gli effetti della laminazione. Lungo il fiume Tanaro si evidenzia la sovrapposizione di due processi di piena differenti, quello relativo al bacino montano del Tanaro da una parte e quello relativo alle Bormide dall'altra, che portano al contemporaneo innalzamento dei livelli a Masio e a Montecastello. Nalla parte montana del bacino si è avuta la formazione di un onda a due picchi, evidente a Farigliano e ad Alba, che a causa dei fenomeni di laminazione si regolarizza in un unica onda a Masio. Da notare in particolare l'assenza di contributi significativi da parte della Stura di Demonte. Il processo di piena delle Bormide, anch'esso caratterizzato da due picchi, risulta evidente nell'idrogramma di Montecastello, il cui primo colmo è proprio dovuto al primo picco di piena della Bormida. Da notare infine come il secondo colmo registrato a Montecastello sia caratterizzato da un lungo permanere dei valori massimi: questo fenomeno trova una spiegazione nel rigurgito dovuto al concomitante passaggio dell'onda nel Po Il lago Maggiore ha presentato un livello massimo di 7.94 m sullo zero idrometrico pari a 197.94 mslm; a partire da venerdì il livello è cresciuto di 3.56 m. Tuttavia, grazie alla normalizzazione delle portate degli affluenti, primo fra tutti il Toce, il livello è calato a partire dalle ore 06:00 del 17 ottobre. La dinamica del livello del lago registrata risulta simile a quella del Settembre 1993 sebbene quest'ultima sia stata di minore intensità con un livello di 7.61 registrato il 25 Settembre 1993. Tale valore si pone come il più elevato registrato a partire dall’inizio del secolo scorso, ed inferiore solamente ai due eventi del 1840 e 1868.

Autore : Rielaborato da Sofia Fabbri

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