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Marzo sotto l'instabilità oppure faremo i conti con i primi decisi tepori primaverili?

Nella prima decade di marzo la primavera busserà alle porte dell'Italia mostrando il suo volto migliore, oppure assisteremo all'arrivo di una fase perturbata e moderatamente più fredda rispetto a quella attuale? Proviamo a fare chiarezza su una situazione atmosferica dai risvolti ancora assai incerti.

Fantameteo 15gg - 24 Febbraio 2014, ore 15.00

Il mese di febbraio attuale, ha presentato delle caratteristiche assai poco invernali non solo sul Mediterraneo ma anche sul resto d'Europa. Le temperature a livello continentale sono infatti risultate quasi sempre al di sopra della norma, determinando così delle inevitabili ripercussioni su quello che sarà l'esordio della primavera meteorologica ormai imminente. Febbraio andrà congedandosi lasciando in eredità un tipo di tempo che potrebbe senza dubbio agevolare l'arrivo dei primi decisi tepori primaverili, in netto anticipo rispetto a quanto accadde nella primavera dello scorso anno, fredda e tormentata sin quasi all'esordio dell'estate.

Una linea di tendenza che sembrerebbe in parte scontata, presenta in realtà ancora diversi punti di domanda legati soprattutto a quello che sarà il destino della spiccata zonalità che ha interessato l'Europa nel corso del trimestre invernale. Spingendosi sul lungo termine appare infatti abbastanza chiaro il tentativo dell'atmosfera di voler presentare un certo cambio di pattern che potrebbe manifestarsi a livello europeo già entro i primi giorni di marzo.

Il punto comune sul quale quasi tutti i modelli sono concordi, riguarda infatti un possibile aumento della pressione e del geopotenziale previsto durante la prima decade di marzo a cavallo tra i settori europei occidentali e l'oceano Atlantico orientale.

Un'evoluzione di questo tipo potrebbe portare diverse conseguenze:


Nell'ipotesi in cui la spiccata zonalità dovesse perpetuarsi anche per la prima decade di marzo, la presenza dell'anticiclone sull'Europa occidentale risulterebbe determinante sulle sorti del tempo atmosferico previsto sull'Italia, che potrebbe così acquistare caratteristiche di maggiore stabilità. Zonalità spiccata sull'Europa settentrionale con l'anticiclone delle Azzorre parzialmente proteso verso i settori centrali del Mediterraneo, sarebbero garanzia di un esordio primaverile fatto di belle giornate soleggiate piuttosto che di nubi, vento e precipitazioni.

Un aumento della pressione su questo settore d'Europa potrebbe tuttavia portare a delle conseguenze ben diverse da quelle appena descritte:

In condizioni di Jet Stream più debole, e quindi minore zonalità, spianare la strada ad una zona anticiclonica sull'Europa occidentale potrebbe anche determinare sul nostro Paese l'avvio di una fase moderatamente più fredda ed instabile, con precipitazioni che in questo caso potrebbero tornare ad interessare diverse aree del Paese in un contesto certamente più freddo rispetto a quello attuale.

Ambo due se situazioni porterebbero in ogni caso una diminuzione del regime pluviometrico sulle regioni settentrionali che potrebbero finalmente tirare un pò il fiato, dopo un inverno estremamente piovoso in pianura, estremamente nevoso in montagna. Qualora dovesse prevalere l'ipotesi fresca ed instabile, aumenterebbero le chances di assistere al transito di corpi nuvolosi più organizzati con obbiettivo le regioni meridionali.


 


Autore : William Demasi

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