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Inizio INVERNO col respiro dell'ARTICO in arrivo sull'Italia?

Dicembre potrebbe tenere in serbo una notevole sfuriata di aria artica diretta al Mediterraneo, in grado di rinnovare condizioni di instabilità fatta soprattutto di venti intensi e precipitazioni che potrebbero presentarsi nevose a quote anche molto basse. Una prima decade dicembrina in controtendenza rispetto al recente passato.

Fantameteo 15gg - 28 Novembre 2013, ore 15.00

Sino alla scorsa settimana, valutando attentamente alcuni dei più importanti "indici di salute" del Vortice Polare, dicembre sembrava preannunciare per l'Europa centrale ed il Mediterraneo una fase piuttosto mite, garantita da un rinforzo della corrente a getto polare alle alte latitudini, in grado letteralmente di "stirare" l'anticiclone delle Azzorre dal comparto atlantico sino al Mediterraneo e l'Europa centrale. Così facendo le masse d'aria più fredde ed instabili si sarebbero limitate ad influenzare marginalmente i settori europei orientali.

Questa linea di tendenza pare essere smentita dai recenti aggiornamenti. In queste giornate assisteremo ad un temporaneo ricompattamento del Vortice Polare alle proprie sedi di origine, ma il suo comportamento risulterà tutt'altro che stabile. Le fasi tipicamente occidentali dei venti, sintomatiche di un vortice compatto e chiuso alla regione polare, avranno durata assai limitata e potrebbero lasciare ben presto spazio ad alcune importanti "fasi di scambio" tra aria fredda polare e aria calda subtropicale secondo ben note logiche meridiane.

Una di queste fasi atmosferiche dominate da dinamiche fredde ed instabili, potrebbero caratterizzare già la prima decade dicembrina, presentando il conto non solo sull'Europa ma anche sull'Italia ed il Mediterraneo. Diversi cluster di previsione evidenziano infatti un tracollo di pressione e geopotenziale che dai settori polari, scenderebbe di gran carriera verso l'Europa, portando evidente scompiglio nella circolazione generale atmosferica.

Le distanze temporali che ci separano da quello che potrebbe essere definito come il secondo evento dichiaratamente invernale della stagione, sono lunghe ma non impervie. L'inizio dello scambio meridiano si farebbe strada sull'Europa già a partire da venerdì 6 dicembre, avviando poi sull'Italia una fase sempre più fredda. Il calo termico sarà particolarmente "traumatico" alle quote superiori, con valori di gran gelo su Alpi ed Appennini mentre sulle coste, nelle valli e nelle pianure la temperatura calerà solo con gradualità. Il comune denominatore di tutte queste previsioni, riguarda infatti l'origine della massa d'aria, che sarà squisitamente artico-marittima, molto fredda in quota ma mitigata dal mare negli strati prossimi al suolo. Pochi o nulli i contributi continentali, almeno in una prima fase.

Oltre ai valori di gelo che sarà possibile raggiungere in quota, colpisce la grande estensione della colata fredda, una possente ondulazione del getto polare in grado di coinvolgere quasi tutta l'Europa centrale ed occidentale, avviando un imponente ricambio d'aria che si farebbe sentire praticamente ovunque sul vecchio continente.

Riassunto previsionale da venerdì 6 dicembre a sabato 14:

L'inizio della fase fredda per l'Europa, potrebbe farsi sentire già nella giornata di venerdì 6 dicembre, momento in cui una forte ondulazione del getto polare porterebbe atmosfera fredda e tempestosa sui settori nord-europei.

Sull'Italia l'aria fredda giungerebbe sabato 7 dicembre, preceduta con tutta probabilità da un episodio di Favonio freddo sulle regioni del nord, con tempo ventilato ed atmosfera molto secca.

Nei giorni successivi (lunedì 9 - martedì 10 - mercoledì 11) l'aria fredda affluita sul Mediterraneo andrebbe a costituire una depressione in grado di portare una fase di maltempo al centro ed al sud, con neve a bassa quota. Le regioni del nord sarebbero caratterizzate da tempo freddo e secco.

L'attenuazione dello scambio meridiano permetterebbe un relativo miglioramento del tempo, atteso solo da giovedì 12 in avanti. Verrebbero tuttavia mantenuti standard piuttosto freddi con la persistenza di circolazione settentrionale o debolmente orientale sull'Italia.


Autore : William Demasi

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