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Fine mese con l'anticiclone o con nuovi affondi perturbati?

Previsione molto difficile per la fine del mese.

Fantameteo 15gg - 18 Novembre 2013, ore 15.30

Nel ventennio dal 1980 al 2000 siamo stati abituati a vivere stagioni invernali e qualche volta anche parte dell'autunno sotto l'egida degli anticicloni. Mesi interi, non qualche settimana.

Ora questo non accade quasi più in questa stagione, ma soprattutto d'estate e per merito di una nuova figura barica che si è fatta strada dal 2000 in poi: quella dell'anticiclone africano,  in virtù dello spostamento della cella di Hadley verso latitudini più settentrionali.

In inverno invece il vortice polare ha perso quella compattezza che caratterizzò gli anni 80 e 90 e per quanto il getto possa correre veloce e trasportare correnti occidentali tese che stirano verso di noi l'anticiclone, proprio il riscaldamento più o meno naturale del Pianeta, ha fatto si che questa compattezza venisse meno e dunque gli inverni sono diventati molto più dinamici e meno statici, regalando anche più di neve rispetto agli anni 90.

Dunque perchè pensare ad un inverno 2013-2014 anticiclonico quasi stile anni 80 in una stagione in cui gli indici non sembrerebbero essere così determinanti nel muovere la macchina del tempo. Le lievi ondulazioni delle correnti in quota previste per novembre, sono in realtà risultate ondulazioni molto marcate, veri e propri affondi depressionari che stanno mettendo radici, condizionando gran parte dell'ultimo mese autunnale.

Credere in una pausa di questi scambi meridiani di calore è un ragionamento assolutamente razionale, ritenere che poi sin quasi a Natale possano esserci ancora affondi depressionari è altrettanto legittimo-

Statisticamene invece per il periodo di Natale o subito dopo ci attendiamo una ripresa dell'attività del vortice polare e dunque magari un momento anticiclonico anche abbastanza lungo, come del resto è accaduto durante quasi tutte le ultime annate. In fondo alloranon c'è nulla o non ci sarebbe nulla di cui stupirsi rispetto a questo trend. Per gennaio poi si vedrà, accontentiamoci di riuscire a capire qualcosa di più di questo finale di novembre.

Abbiamo già scritto che l'americano non crede nel freddo, che il canadese e l'inglese si. In realtà nel no del modello americano c'è molta confusione: vorrebbe farci credere in un ritorno del bel tempo e dell'anticiclone con spallata alle correnti fredde da martedì 26 in poi, che colpirebbero solo Russia e parte dei Balcani.

Nelle corse alternative si rivede un anticiclone schiacciato al centro del Continente con tutte le perturbazioni atlantiche a scorrere nel nord Europa, ma anche una penetrazione più a sud del fronte polare e dunque una generale variabilità.
 
In un simile contesto permetteci oggi di non emettere alcun bollettino significativo dal 26 in poi. Troppe sono le divergenze modellistiche e degli uomini di scienza devono, prima di dare in pasto una previsione qualsiasi, ragionare sulla sua attendibilità.

Questo significa prima di tutto capire qual è il modello che attualmente NON bleffa. Entro domani sicuramente lo scopriremo. Intanto vi lasciamo un po' di suspence.


Autore : Alessio Grosso

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