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Cosa accadrà nella prima decade di gennaio?

La corda tesa della corrente a getto potrebbe allentarsi di tanto in tanto, consentendo qualche scorribanda fredda, segnatamente in Adriatico. Affondi più netti delle saccature o afflussi freddi improvvisi al momento restano scarsamente probabili.

Fantameteo 15gg - 20 Dicembre 2011, ore 13.21

Questa è la migliore opzione barica che abbia un minimo (30%) di attendibilità e credibilità nel lungo termine. Classico affondo da nord-ovest con Alpi di confine innevate, salto del resto del nord e maltempo al centro-sud con neve in Appennino. Questa ipotesi non è campata in aria semplicemente perchè rientra in quel filone di persistenza, gradito al trend semi-anticiclonico che stiamo sperimentando nelle ultime settimane.

In altre parole, oltre a questo schema è difficile che durante la prima decade di gennaio si possa registrare altro, perlomeno di eclatante. L'unica vera novità sarà rappresentata da quei flussi orientali attesi in Adriatico e al sud tra Santo Stefano e San Silvestro, ma per bloccare la trottola impazzita del vortice polare occorre ben altro.
 
Restano dunque poco probabili ulteriori retrogressioni da est, mentre appare ancora sufficientemente attivo e destinato a diventare protagonista l'Atlantico. Se il getto rimarrà sparato ci sarà poco da fare, mentre se ondulerà anche moderatamente, come si auspica a questo punto e come sarebbe anche probabile, potrebbero esserci nuovi affondi freddi e moderatamente perturbati per le regioni adriatiche e più in generale per gran parte del centro-sud. Ne risulterebbero coinvolte anche le Alpi, ma ancora una volta con i fiocchi pronti a cadere solo lungo i crinali di confine e vallate limitrofe.

Discorso diverso se il flusso zonale riuscisse ad abbassarsi ulteriormente. In quel caso la dinamicità atlantica consentirebbe nevicate anche al sud delle Alpi e non è detto che qualcosa arrivi anche sulle pianure del nord e magari del centro, ma sono solo congetture, ipotesi, speranze, dall'attendibilità per ora molto bassa 10%.

Abbiamo voluto pertanto oggi proporvi alcune opzioni legate al filone della vulnerabilità del bordo orientale dell'anticiclone, ma c'è anche quella che contempla un getto sparato con le grandi perturbazioni a correre veloci sul centro Europa senza colpo ferire, c'è infine quella ottimistica dell'affondo un po' più basso di latitudine, ma niente di più. Nessuna carta estrema, nessuna clamorosa discesa del Polo in casa, con il vortice polare che non splitta, cioè non si divide. Forse lo farà dopo, forse no. Restiamo alla finestra. 


Autore : Alessio Grosso

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