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Come finirà febbraio? Ulteriori approfondimenti...

Ritroviamo anche oggi conferme circa una tendenza a lungo termine improntata sul mantenimento di una marcata circolazione zonale sull'intero continente. Un rallentamento del flusso zonale potrebbe tuttavia fare capolino nella terza decade del mese, regalando forse, "un contentino" dal sapore maggiormente invernale sull'Europa, prima che la stagione si congedi definitivamente.

Fantameteo 15gg - 6 Febbraio 2014, ore 15.10

Coerentemente con quelle che sono state le spiccate caratteristiche zonali portate dall'inverno 2013-2014 sull'Europa, il tempo atmosferico per i prossimi 10-12 giorni seguiterà a presentare uno stesso palinsesto, costituito da una spiccata zonalità di natura canadese che attraverserà l'Europa senza sosta. Inserito in questo contesto così spiccatamente zonale, diversi sistemi perturbati attraverseranno la nostra penisola, portando precipitazioni sempre piuttosto abbondanti.

Da un lato queste precipitazioni terranno ben lontani gli spettri della siccità sull'Italia, anche qualora dovesse subentrare una primavera avara di piogge, oppure un'estate particolarmente rovente, dall'altro potrebbero determinare il proseguimento di una situazione di difficoltà causata da evidenti processi di dissesto idrogeologico in atto su diverse aree del Paese. Una situazione particolarmente delicata, provocata da un regime pluviometrico che non regala quasi nessuna tregua.

Nonostante questa linea di tendenza risulti confermata anche nelle maglie dei modelli a lungo termine, esistono ancora notevoli margini di incertezza soprattutto per quanto riguarda la previsione sulle temperature. Il modello inglese ECMWF propone infatti un'evoluzione atmosferica molto mite a cavallo tra la seconda e la terza decade di febbraio. L'invasione di aria mite avverrebbe attraverso il trascinamento verso nord di masse d'aria d'origine basso mediterranea. Questo movimento atmosferico sarebbe determinato dal consolidamento del baricentro depressionario sull'Atlantico europeo.

Il modello americano GFS propone invece un'evoluzione che sarebbe garanzia di temperature più fresche, associate a quote neve che si manterrebbero su livelli tutt'altro che elevati, specie al centro-nord.

Breve parentesi invernale di fine stagione?


Sempre secondo il modello americano, lo stesso getto zonale subirebbe una progressiva attenuazione nel corso della terza decade di febbraio; le "super depressioni" che ormai da mesi sferzano l'oceano atlantico, andrebbero così lasciando spazio all'imposizione di una dinamica dal sapore più invernale anche per l'Europa, entro la fine della stagione. Tutto questo sarebbe determinato proprio dall'interruzione del pressing mite e tiepido imposto dalla circolazione sinottica occidentale che ha preso nuovamente possesso del continente durante questo inizio febbraio. 

Tuttavia questa ipotesi proposta oggi dal modello americano, andrà accuratamente verificata con i prossimi aggiornamenti. Al momento presenta una probabilità di realizzazione non particolarmente alta.

Nella prima cartina abbiamo evidenziato la previsione del modello americano circa la possibile conseguenza di un rallentamento del getto zonale entro la terza decade di febbraio. La seconda cartina mostra invece l'andamento sulla previsione dell'indice AO (Arctic Oscillation).


Seguite gli aggiornamenti.
 


Autore : William Demasi

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