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Blandi tentativi INVERNALI ormai fuori tempo massimo

Dopo una relativa attenuazione delle correnti zonali che potrebbe intervenire nell'ultima settimana di febbraio, una fase dalle caratteristiche in parte più invernali potrebbe governare il tempo europeo a cavallo tra fine febbraio e la prima decade di marzo, con risultati però assai incerti. L'orologio dell'inverno è ormai fuori tempo massimo.

Fantameteo 15gg - 18 Febbraio 2014, ore 15.20

L'inverno a marzo? Ipotesi improbabile, tuttavia una circolazione dalle sembianze più invernali potrebbe manifestarsi a cavallo tra la fine di febbraio e l'esordio di marzo. Questa linea di tendenza rappresenta quanto emerge quest'oggi da alcuni dei principali modelli deterministici. La formazione di una zona d'alta pressione sull'Europa settentrionale, collocata con i propri massimi al suolo tra penisola Scandinava e Russia settentrionale, riuscirebbe a veicolare in direzione dell'Europa centrale, aria proveniente dai quadranti orientali.

Nonostante la generale assenza di "vero" freddo anche sui settori orientali europei, l'aria che sopraggiungerebbe sull'Italia avrebbe comunque delle caratteristiche piuttosto fredde, e non potrebbe essere altrimenti, trattandosi pur sempre di masse d'aria continentali, soggette ad intenso raffreddamento negli strati prossimi al suolo. Mancherebbero comunque veri e propri valori di gelo che avrebbero potuto invece manifestarsi anche in marzo, in occasione di altre stagioni invernali assai più fredde rispetto a quella attuale.

L'Europa centrale assieme a parte del Mediterraneo (inclusa in questo caso anche l'Italia) sarebbero così interessate da un flusso di correnti moderatamente fredde dai quadranti orientali che rappresenterebbero una sorta di "punto d'incontro" tra le dinamiche invernali propriamente dette, che tenderanno poi inevitabilmente ad abbandonare la scena, e dinamiche dal sapore decisamente primaverile, innescate dall'aumentato gradiente termico verticale indotto dal vivace sole marzolino nei confronti dell'aria più fredda/fresca presente anche alle quote superiori.

Il risultato finale sarebbe quello di avere una situazione certamente più fredda di quella attuale, ma solo "apparentemente" invernale. I tipici fenomeni di instabilità indotta dal surriscaldamento solare, potrebbero cominciare a fare capolino qua e la, ricordandoci come in realtà la fine dell'inverno vero e proprio si stia verificando già adesso, con il grande tepore che si respira in questi giorni su diversi settori europei meridionali.

E se l'aria fredda restasse confinata più ad est?

Trattandosi di una tendenza previsionale rivolta a lungo termine, essa presenta ancora ampi margini di incertezza, come del resto risulta incerto un coinvolgimento più o meno diretto dello stivale italiano dal flusso d'aria più fresca orientale. Nell'eventualità (tutt'altro che remota) in cui l'aria da est dovesse mancare nuovamente l'obbiettivo, la zonale atlantica potrebbe comunque prendersi un periodo di tregua, lasciando spazio ad un modesto aumento della pressione e del geopotenziale che dai settori iberici influenzerebbe anche il nostro Paese, garantendo quantomeno l'avvio di una fase atmosferica caratterizzata da precipitazioni meno diffuse.

Vedremo con i prossimi aggiornamenti quale sarà la strada percorsa dall'atmosfera in questa fase di transizione stagionale. Seguite gli aggiornamenti.
 


Autore : William Demasi

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