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Atlantico furente ad oltranza: poche e rare le possibilità di freddo intenso ma la NEVE non mancherà

Il tempo atmosferico a cavallo tra la seconda e la terza decade di febbraio presenterà ancora una volta come attore protagonista del panorama circolatorio europeo, il flusso perturbato atlantico che spazzerà senza troppa difficoltà l'intera Europa, confinando il freddo intenso, ben lontano dal nostro continente. In questo panorama atmosferico il deficit termico sarà compensato quasi totalmente da un surplus precipitativo che potrebbe ben presto portare ad alcuni eccezionali record di accumulo nevoso alle quote medie sulle Alpi. Per il resto del Paese ma con particolare riferimento ai settori tirrenici, saranno probabili ancora diverse occasioni di pioggia, in un contesto fresco/freddino solo al nord.

Fantameteo 15gg - 4 Febbraio 2014, ore 15.15

Ormai definitivamente conclusa la parentesi atmosferica dal sapore invernale che ha caratterizzato il tempo sul finire di gennaio, l'ultimo mese dell'inverno meteorologico sta portando ancora una volta un netto rinforzo delle vorticità zonali che rinnoveranno condizioni di tempo spesso instabile a spasso per molti settori della penisola. Il rinforzo della zonale, analogamente a quanto avvenuto durante la prima metà di gennaio, troverà spiegazione in un eccesso di freddo presente sulla regione canadese. Il freddo ancora intenso presente su questo settore dell'emisfero, fornisce linfa vitale alla creazione di intense depressioni che possono così coinvolgere l'Europa, sfruttando un canale già ampiamente collaudato durante il corso di questa stagione invernale.

Essendo le correnti previste in Europa di matrice occidentale per tutto il periodo preso in esame, scemano considerevolmente le possibilità di una conclusione dell'inverno sotto l'insegna del freddo veramente intenso che probabilmente mancherà all'appello non solo in Italia e sul Mediterraneo, ma anche sul resto dell'Europa. L'evidente carenza di freddo (soprattutto di matrice continentale) che ha caratterizzato e caratterizzerà quel che rimane di questo inverno, sarà tuttavia compensato dal passaggio frequente di perturbazioni che manterranno sull'Italia un surplus precipitativo piuttosto rilevante.

In questo frangente le temperature subiranno una continua altalena, alternando fasi tipicamente più tiepide in sede prefrontale, a fasi più fresche appena dopo il passaggio delle perturbazioni, quando i venti andranno disponendosi temporaneamente dai quadranti settentrionali. In conseguenza di questo, anche le quote neve potranno subire significative variazioni a seconda della prevalenza di un tipo di circolazione meridionale piuttosto che occidentale.

Quest'oggi alcuni modelli di previsione pongono inoltre l'accento su una possibile maggiore ingerenza degli impulsi freschi ed instabili di origine nord-atlantica che potrebbero influenzare in maniera più diretta lo stato del tempo dell'Europa centro-occidentale e dell'Italia.
Questo tipo di evoluzione negherebbe l'arrivo di freddo intenso ma sarebbe comunque in grado di garantire una quota neve non eccessivamente elevata. Diverrebbero frequenti le fasi in cui i bianchi fiocchi potrebbero spingersi agevolmente al di sotto dei 1000 metri di quota, segnatamente sulle regioni settentrionali.

A tal proposito, in vista del continuo apporto precipitativo imposto dalla circolazione zonale atlantica, si prospettano ulteriori importanti accumuli di neve su molti dei settori alpini posti oltre la quota di 1300-1500 metri, la neve non mancherà all'appello nemmeno sulle cime più alte dell'Appennino (soprattutto quello settentrionale).

A conti fatti, la prima e la seconda decade di febbraio, nonostante la mancanza del grande freddo, potranno essere caratterizzati da una straordinaria dinamicità in chiave atlantica come non si vedeva più sul continente da diverso tempo. Un tipo di circolazione che potrà ricordare (neanche tanto lontanamente) gli standard perturbati e molto piovosi che caratterizzarono diversi inverni degli anni 70' e 80'.

Nella carta abbiamo evidenziato la previsione del modello americano GFS per mercoledì 12 febbraio: un attivo flusso di correnti fresche nord-atlantiche influenzerebbe il tempo dell'Europa mantenendo condizioni di instabilità diffusa a diverse aree del continente.

 


Autore : William Demasi

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