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Arrivo di gran freddo sull'Europa oppure espansione anticiclonica atlantica?

Con l'arrivo della seconda decade di dicembre l'Europa potrebbe divenire sede di conquista da parte di due grandi circolazioni di masse d'aria nell'emisfero settentrionale. Da una parte avremo il lobo del Vortice Polare Canadese che tenterà in ogni modo di penetrare sul continente europeo determinando un riscaldamento. Dall'altra una zona d'alta pressione tra Russia e Scandinavia potenzialmente foriera di gran freddo. Chi avrà la meglio?

Fantameteo 15gg - 4 Dicembre 2012, ore 15.30

Il periodo che ci apprestiamo a vivere presenterà diversi spunti di riflessione. Come di sovente accade al sopraggiungere di dicembre, la lunga notte polare determina un forte raffreddamento delle masse d'aria alle alte latitudini su Russia e Canada. Questo determina solitamente la creazione di geopotenziali particolarmente bassi nelle due zone continentali sopracitate determinando un rinforzo del Vortice Polare che solitamente predilige la zona canadese. 

 

 

Questo rinforzo del vortice in sede polare di sovente determina (ed ha determinato in passato) mesi di dicembre poco interessanti sotto il punto di vista invernale, con frequenti invasioni di aria mite oceanica sin nel cuore dell'Europa. 

Anche quest'anno l'arrivo di dicembre sta esordendo con il consolidamento di una zona di pressione e geopotenziale mediamente più alto collocata tra Europa occidentale e oceano Atlantico orientale. L'aumento di pressione in questo settore emisferico è direttamente collegato ad una graduale ripresa dell'attività zonale in sede canadese dove il calo della temperatura e del geopotenziale diverrà sempre più evidente col passare dei giorni. 

Spostando lo sguardo a quanto si profila sull'Europa orientale, una zona d'alta pressione di origine dinamica ma con caratteristiche termiche soprattutto al suolo, prenderà vita già durante questa settimana a cavallo tra penisola Scandinava e Russia. Essa potrebbe diventare molto potente raggiungendo valori di pressione al suolo sino a 1050hpa ed evidenziando così la propria natura parzialmente termica.

Che ruolo potrebbe recitare questa figura anticiclonica in ambito europeo? 

Al momento i modelli non riescono a valutare con esattezza l'effettivo valore al suolo che verrà raggiunto dal sopracitato anticiclone, mentre invece sembrano individuare abbastanza chiaramente la posizione occupata. L'aggancio di questa zona d'alta pressione con i collega "tiepido" sul vicino Atlantico potrebbe così favorire un certo scivolamento di una parte del freddo accumulato sull'est europeo sin verso l'Europa centrale ed il Mediterraneo centro-orientale. 

Quali conseguenze per l'Italia? 

L'ipotesi più accreditata avvalora delle discrete chance di assistere a qualche episodio invernale principalmente diretto ai versanti adriatici dall'Emilia Romagna sin verso la Puglia tramite il transito di alcuni impulsi d'aria fredda direttamente dalla regione Balcanica. 

In questo frangente le regioni tirreniche e quelle settentrionali si troveranno a fare i conti con un tipo di tempo di sovente freddo ma decisamente più secco e privo di nubi, con scarse o nulle possibilità di precipitazioni almeno sino al 15-20 del mese.

Assai incerta l’evoluzione prevista dopo metà mese. I modelli non sono ancora in grado di valutare con esattezza quale impatto avrà il rinforzo (seppur temporaneo) delle depressioni in sede canadese frutto del parziale scivolamento di masse d’aria gelida sulle tiepide acque dell’oceano Atlantico.

Possibile tendenza atmosferica da mercoledì 12 dicembre a giovedì 20 dicembre: 

Mercoledì 12 - sabato 15: marginale influenza sull’Italia di una zona di bassa pressione che dall’Europa orientale veicola aria fredda soprattutto sui versanti orientali del nostro Paese. Temperature fredde ovunque con ventilazione prevalentemente orientale. Eventuali annuvolamenti associati a nevicate a bassa quota saranno prerogativa dei versanti orientali dello stivale.

Domenica 16 – giovedì 20: parziale espansione anticiclonica dall’Europa occidentale sin verso il Mediterraneo e l’Italia. Addolcimento delle temperature soprattutto sui versanti occidentali, con particolare riferimento alle coste tirreniche e la Sardegna. Tendenza ad attenuazione della ventilazione orientale e degli episodi nevosi a bassa quota lungo i versanti orientali. (da confermare)

 


Autore : William Demasi

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