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Tra abusivismo edilizio ed alluvioni

La piaga dell'abusivismo, la fragilità del territorio.

Editoriali - 8 Settembre 2014, ore 10.29

Il sogno di una casa o di un albergo direttamente sul mare si scontra sia con il deturpamento del territorio che con la sua fragilità. Costruire a due passi dall'arenile non solo dovrebbe essere proibito (le leggi c'erano eccome: fatte, disattese, rifatte, disfatte) per non alterare gli equilibri ambientali ma anche per non rischiare potenziali tragedie come quelle attualissime del Gargano o di molte altre che si sono verificate in anni recenti nel nostro Paese.

Resta il fatto che non è bastata un'estate meno calda del solito per scongiurare fenomeni meteorologici estremi. Puntualmente tra settembre e novembre il territorio è in balia di situazioni temporalesche che possono scaricare 300-400 anche 500mm di pioggia in poche ore, 24, 48, anche solo 6. Lo si sa, è inutile piangersi addosso dopo.

I sindaci durante l'estate hanno incaricato chi di dovere di verificare quale fosse il reale stato di torrenti, fiumicelli, fiumare, fiumi? Hanno inviato lungo il loro percorso persone in grado di stabilire se alla prima pioggia seria potesse esservi il rischio di importanti esondazioni, anche a causa di azioni ostruttive determinate ad esempio dalla presenza di materiale di scavo, carcasse di auto, resti di elettrodomestici di ogni tipo, tronchi d'albero? Sembra una barzelletta, ma non lo è! Gli italiani nei fiumi ci buttano di tutto, se potessero vi getterebbero anche la suocera.

Qualcuno ha denunciato la tombinatura forzata di torrenti "scomodi" in transito nelle vie cittadine? Qualche telegiornale di Stato, invece di intervistare come al solito i politici il giorno dopo la tragedia, giusto per fargli fare un po' di passerella, si è fatto carico di andare ogni giorno a sbirciare nelle località italiane più a rischio e ce ne sono tante (e si conoscono tutte) a vedere cosa stanno facendo le amministrazioni locali per mettere in sicurezza il territorio e di conseguenza la popolazione?

Un caso su tutti: quello di Atrani nel settembre, ripeto settembre (vi dice qualcosa) del 2010: Costiera Amalfitana devastata da un nubifragio storico. In realtà nessuno ricorda che il torrente che passava sotto il paesino di Atrani era stato barbaramente tombinato per costruirci sopra un parcheggio e che puntualmente tale parcheggio è stato rifatto tale e quale dopo la tragedia. Peggio di così...

E si dà colpa alla natura che si rivolta contro l'uomo? Ma quale ribellione? La natura è questa da sempre, l'uomo si illude di poterne fare ciò che vuole, salvo poi pagharne amaramente le conseguenze, da ignorante, egoista, menefreghista e pressapochista quale è sempre stato.

E allora auguri, aspettiamo solo la prossima tragedia!


Autore : Alessio Grosso

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