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Tormentone INVERNO: ogni anno molti si aspettano di poter rivivere un nuovo 29 o almeno un 85 per poi rassegnarsi ad una stagione spesso mediocre

I lettori ci scrivono, noi rispondiamo.

Editoriali - 13 Dicembre 2008, ore 09.35

Gli inverni storici, quelli che sono sempre sulla bocca di tutti per i loro rigori e la neve in abbondanza in realtà si contano sulle dita di una mano: come dimenticare il 29, il 56, l'85. Per il resto l'inverno, come tutte le altre stagioni, vive di episodi, qualcuno anche eccezionale, come la bufera del 13 dicembre 2001 in Valpadana, la nevicata pasquale sulle alture di Ischia nel 2001, la neve tardiva a Termoli del 7 aprile 2003, quella del 17 aprile 91 a Milano e la nevicata "dimenticata" a Roma dell'inverno del 1986, insomma non basterebbe un articolo per ricordarli tutti, ma pur sempre si tratti di episodi o di fasi di stagioni che poi, per un motivo o per un altro, non hanno mantenuto le premesse o si sono scatenate tardivamente. Certo alcuni episodi possono competere con quanto avvenuto negli inverni storici come l'inverno 2005-2006 che regalò all'Europa freddo in abbondanza e nevicate talora eccezionali (tra cui anche mezzo metro in Valpadana), la fase iniziale dell'inverno 2001-2002, l'ultimo burian del dicembre 96 con successiva nevicata eccezionale sull'Aurelia nel Lazio sino alle porte di Roma e che dire delle molte nevicate che hanno semiparalizzato il medio Adriatico in tanti inverni? Belle, importanti, ma ribadisco...pur sempre episodi. Negli ultimi 2 anni gli inverni hanno invece profondamente deluso gli appassionati riducendo a casi isolati gli apporti nevosi e senza quasi mai dare l'impressione di vivere la stagione invernale con tutti i suoi crismi. Ora un lettore ci scrive: "Salve, dato che sono quattro anni che leggo e studio meteorologia vorrei far notare il mio disappunto sulle ultime elaborazioni fatte per il prossimo inverno. A mio modesto parere il minimo solare potrà influire e anche molto sul prossimo inverno, perchè è vero tutte le cose che si dicono riguardo l'AMO positiva, però è anche vero che propio pochi giorni fa abbiamo raggiunto il record per quanto riguarda il minimo solare. Vorrei sapere un pò un vostro parere riguardo la mia riflessione. Vi ringrazio". Anthony Carrano Ogni volta che MeteoLive si esprime in termini negativi sull'inverno che verrà subito i lettori ci scrivono preoccupati. Caro Anthony, il punto è che non basta un minimo di attività solare per avere riflessi immediati sul clima e soprattutto non alle nostre latitudini e nella fattispecie nell'area mediterranea. Oltretutto la presenza della Nina, che un po' a sorpresa, si è andata ripresentando nelle acque del Pacifico quando tutti si attendevano un Nino record deve far riflettere. Lei cita l'AMO positiva, cioè l'anomalia positiva delle acque dell'Atlantico e anche questa per noi si traduce molto spesso in un potenziamento dell'anticiclone. Anche se molti non sembrano voler dar troppo peso a questo indice è innegabile che, unito ad un indice QBO positivo, potrebbe rompere le uova nel paniere a chi si attende un inverno con i fiocchi. Ricorderà infine che anche l'anno scorso è stato un inverno di Nina e per noi si è tradotto in nulla di buono, anche se per la verità su molte zone dell'emisfero boreale l'inverno è risultato freddo e localmente anche molto nevoso. Dunque è sempre necessario fare gli opportuni distinguo, così come è bene ricordare che proprio l'area mediterranea, probabilmente per la sua vicinanza all'Africa, è l'area che più di tutti ha subito gli effetti del riscaldamento climatico del secolo scorso, mentre altre zone si sono riscaldate pochissimo. Perchè lo scorso secolo? Perchè ora dal 2000 al 2008 le temperature sono calate globalmente di un decimo di grado. Anche questo nessuno lo dice. Indubbiamente se il sole dovesse continuare a dormire, stia pur certo che gli effetti non tarderebbero a manifestarsi anche da noi, ma la macchina climatica risponde sempre con lentezza alle variazioni di emissioni di calore ed energia.

Autore : Alessio Grosso

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