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Stratosfera: quando l'inverno gioca il Jolly!

Forse molti non sanno che...

Editoriali - 3 Gennaio 2020, ore 10.58

Quando l'inverno non decolla, gli appassionati di freddo e neve aspettano un segnale dalla stratosfera, cioè chiedono a gran voce all'inverno di giocare il Jolly. Perché? Non è strano che in pieno inverno la stratosfera possa scaldarsi? E' un altro segnale di global warming?

Ma no, è un fenomeno che si verifica probabilmente da sempre, anche se fu scoperto una settantina di anni fa, ma i suoi meccanismi sono stati compresi (e non ancora del tutto) solo negli ultimi anni. Si è compreso ad esempio che questo riscaldamento parte dal basso e non dall'alto come molti sono stati portati a pensare. E' la troposfera, laddove viviamo anche noi, a compiere il primo passo.

Il calore cioè si propaga dal basso verso l'alto, dalla tropo alla strato. Insomma il calore si propaga dalla troposfera, in seno alle onde planetarie che redistribuiscono caldo e freddo tra le alte e le basse latitudini.

Sappiamo infatti che la struttura del vortice polare troposferico presente alle basse quote è sormontata durante l'inverno da una figura gemella alle quote stratosferiche: il vortice polare stratosferico. Se le creste d'onda (anticicloniche) in troposfera superano una certa ampiezza e spessore, sospingono calore alle alte quote stratosferiche, determinandone un clamoroso riscaldamento.

Tutto ciò rende instabile il vortice polare stratosferico, che finisce per influenzare anche il cugino dei piani inferiori dell'atmosfera, quello troposferico, che dunque trasla dalla sua sede (in inglese si dice displacement) e in casi ancora più eclatanti arriva a scindersi in più parti. Gli esperti e i gli appassionati usano i termini tecnici di divisione, cioè split, in due o tre parti, la cosiddetta bilobazione o trilobazione.

I lobi nord americani e quello siberiani del vortice polare troposferico sono quelli che maggiormente risentono di questa destrutturazione; influenzando l'andamento delle correnti attorno al Polo, che possono dunque diventare antizonali, cioè muoversi nel verso opposto a quello precedente, cioè da est ad ovest. Per questo può succedere ma non è automatico, che il lobo siberiano tenda ad avvicinandosi sempre più all'Europa, sospingendo anche verso l'Italia masse d'aria GELIDE.

Anche se ci sono altri fattori che poi influenzano l'arrivo o meno del gelo sino a noi (come le temperature degli oceani, la forzante convettiva equatoriale, etc), quella descritta sopra è la conseguenza più importante che segue un evento di riscaldamento stratosferico per l'Europa.  

Bisogna però sempre ricordare che uno stratwarming può limitarsi a produrre un'ondata di freddo assolutamente normale per la stagione, oppure non interessarci proprio, ma colpire altre aree del pianeta. Di certo comunque una conseguenza c'è quasi sempre quando il meccanismo si mette in moto. 


Autore : Alessio Grosso

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