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SPECIALE! Il National Geographic dà i numeri...

Incredibile serie di falsità date in pasto a milioni di persone nel documentario "SEI" pubblicato dal National Geographic.

Editoriali - 20 Settembre 2012, ore 08.00

Avevo deciso che non avrei più parlato del global warming in nessuna sede, ma dopo aver visto "SEI" il documentario sui cambiamenti climatici, pubblicato dal National Geographic, mi sono sentito in dovere di intervenire con questo scritto per tutelare l'integrità mentale delle persone intelligenti, che riescono ancora a ragionare con la propria testa.


Il documentario si apre con toni angoscianti che mostrano scenari apocalittici già in atto, tutti riconducibili al riscaldamento globale di natura antropica: da un tornado, ad un semplice fiume in secca, alla foresta amazzonica assassinata.

Si afferma in modo totalmente gratuito che tra 50 anni potremmo non riuscire a fermare lo scioglimento della calotta glaciale in Groenlandia, come se l'uomo avesse il potere di arrestare qualsiasi aumento della temperatura sulla Terra, si afferma in modo altrettanto gratuito che fra meno di 90 anni la foresta amazzonica sarà ridotta ad un'arida savana.

Si dice che l'aumento di 1 grado sia il più alto da migliaia di anni, quando molti scienziati ritengono che durante l'optimum climatico medievale tra l'800 e il 1350 d.C la Terra sperimentò temperature ben più alte di quelle attuali, si dà per scontato che il cambiamento climatico sia qualcosa di terribile, che non dovrebbe mai verificarsi e si parla di segni già evidenti, come se il clima dovesse comportarsi in modo perfettamente lineare e il pianeta dovesse continuare costantemente ad essere quello che è senza mutare mai. Una follia! Il clima cambia da sempre ed è logico che vi siano riflessi sul territorio, dunque non si tratta di segni già evidenti, ma di segni da SEMPRE evidenti! Ma chi ha elaborato simili copioni?

Si parla dell'Australia come una terra di incendi pressochè continui, figli di 10 anni di siccità, un pompiere parla di "incendi che scoppiano in zone che prima erano sicure" ma non lo sa che l'autocombustione è un evento piuttosto raro e che la gran parte degli incendi sono di origine dolosa? Si parla della stagione degli incendi peggiore della storia per Victoria in Australia e ancora una volta viene commesso l'errore di pensare che un singolo evento costituisca non una mattonella ma un muro intero di mattoni su cui costruire un trend climatico, un po' come fanno al contrario coloro che, dopo una grande nevicata, pensano che l'era glaciale sia dietro l'angolo. "Per molti questi incendi sono un monito sulle conseguenze dei cambiamenti climatici", qui siamo davvero al delirio. 

Possibile che nessuna commissione scientifica abbia visionato il testo di questo documentario prima di mandarlo in pasto al pubblico. Con leggerezza si parla di siccità peggiore degli ultimi 1000 anni, si è incredibilmente certi che un aumento termico peggiori le condizioni di aridità dell'Australia. "Secondo i modellisti del clima nei prossimi 30 anni gli incendi si intensificheranno" Parole sconcertanti. Forse prevedono un aumento del numero di piromani "professionisti", magari in seguito alla crisi economica si scopriranno nuovi lavori...

Uno scrittore, avete letto bene, da anni analizza i dati dei cambiamenti climatici ed è sicuro che gli effetti dei cambiamenti climatici si vedano proprio nell'alternanza tra siccità e alluvioni presenti sulla Terra, come se il sistema climatico fosse un essere razionale e dispensasse piogge e bel tempo per tutti in quantità moderata.

Accidenti! Ma queste condizioni estreme hanno sempre caratterizzato il clima della Terra, perchè nessuno lo dice mai? Semplice, un documentario tranquillizzante in tal senso sarebbe passato inosservato. Meglio dunque calcare la mano dicendo falsità. Le emissioni della auto scioglieranno i ghiacciai dell'Himalaya entro 50 anni, lo dice sempre lui, lo scrittore che analizza i dati. Chissà quali poi, comunque lo dice. Poi arriva la profezia, la salita di sei gradi centigradi in soli 90 anni. L'abbiamo sentita dall'IPCC, ma una frase pronunciata con il sottofondo di una musica degna di un film horror, fa molto più presa.

Poi si dice che la variazione di sei gradi in fondo è piccola, quando invece non lo è affatto, e si aggiunge che potrà avere comunque conseguenze estreme. Sei gradi sono indubbiamente tanti e se davvero in pochi anni la temperatura aumentasse a questo ritmo ci sarebbe da preoccuparsi, ma in realtà il riscaldamento nel 2012 è sempre quasi fermo ai valori degli anni 90, cioè dalla fine della piccola era glaciale non abbiamo guadagnato nemmeno un grado su scala globale. "A prima vista, continua lo scrittore, un aumento di sei gradi fa parte di una normale fluttuazione climatica..." Gulp! Non servono ulteriori commenti. Invece servono perchè il delirio continua: "una diminuzione di 6 gradi ci porterebbe dentro una nuova era glaciale", in realtà ne basterebbero molto meno di 6 per riportarci al freddo, ma questo è un altro discorso. 

Arriva poi James Hansen della Nasa che riferisce che "un raddoppio dell'anidride carbonica (da 383ppm) porterebbe ad una catastrofe globale, con una soglia di pericolo a 450ppm. Un aumento di un paio di gradi secondo noi avrebbe conseguenze gravi, secondo le stime". 

Leggi la seconda parte qui: http://meteolive.leonardo.it/news/Striscia...la-meteo/41/SPECIALE-2--il-National-Geographic-da-i-numeri--/36949/ 


Autore : Alessio Grosso

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