Scrivi una località, una regione o una nazione per ottenerne le previsioni del tempo
Località Data aggiornamento Quantità neve Impianti
MeteoLive NEWSLeggi tutte le news ›

Si chiude il 2003: l’Estate dei Record, ma non solo...

L’anno che si appresta all’archiviazione, per molte località italiane, passerà alla storia come quello più caldo da quando si effettuano misurazioni; ma soprattutto per l’Estate dei Record, caratterizzata dalla scoppiettante lotteria dei valori termici fatti registrare da maggio ad agosto su tutto lo Stivale. Ad ogni modo, il Duemilatre ha molte altre cose da raccontarci e tante piccole storie da ricordare negli anni avvenire...

Editoriali - 30 Dicembre 2003, ore 14.34

Certo, tutto si potrà dire, fuorchè questo 2003 sia passato alla storia come l’anno dell’anonimato. E' stata infatti un’annata estremamente ricca di spunti, di trame, di dati e di passioni, che, nel bene e nel male, ha fatto storia dall’inizio alla fine. Difficile in questa sede tornare ad elencare, uno ad uno, i tanti episodi che hanno costellato l’anno in corso, in un andirivieni di ribaltoni e di situazioni clamorose che spesso e volentieri hanno trovato spazio sulle prime pagine di riviste e quotidiani. Mai come in passato la gente comune ha dovuto fare i conti con la meteorologia: alluvioni, trombe d’aria, nubifragi, nevicate-record, affondi freddi fuori stagione, ghiacciai in agonìa, caldo-record... Tutto, ma proprio tutto, in questo 2003 dalle infinite sfumature. E, a proposito di sfumature, va detto pure che in tivù se ne son dette di tutti i colori. L’agonìa dei ghiacciai, alcuni dei quali addirittura dati per estinti (come il caso del Glacier de Bantse, in Valle d’Aosta), ha dato credito alle teorie dei serristi, sempre più convinti del surriscaldamento globale e dei suoi effetti immediati sul nostro territorio. A dar man forte a tali teorie, sono puntualmente arrivati alcuni fenomeni del tutto imprevisti, come la formazione improvvisa del Lago Effimero, sopra Macugnaga, a minacciare l’intera vallata piemontese: storie di ghiacciai che muoiono, di acqua che sgorga, di una natura mutevole e dinamica come mai siamo riusciti a concepirla. E come non ricordare in questo senso l’alluvione del Chietino, a fine gennaio, e i tanti episodi alluvionali che hanno colpito (anche più volte) Ennese, Catanese e Siracusano, a conferma che il Sud, quest’anno, di sete ne ha patita veramente poca! A differenza di Genova, dove non è piovuto praticamente per sei mesi e dove la popolazione, in più quartieri, ha dovuto convivere con il razionamento idrico. Anche a Milano sono sparite le piogge per molti mesi, anche se la grande assente dal taccuino del 2003 in città è stata la neve, che, quando ha deciso di cadere, peraltro fuori città, è stata capace di mettere in ginocchio l’aeroporto di Malpensa con pochi centimetri di accumulo al suolo. Ma questa è cronaca recente. Sull’altro fronte ecco arrivare gli accumuli di neve record in Appennino, il febbraio più freddo dal 1956 ad oggi su buona parte del Centro Italia (assieme a quello del 1965), il caso del Ghiacciaio del Calderone, in controtendenza rispetto ai suoi “colleghi” alpini, e i cinque metri di neve caduti sulle piste da sci di Bruncu Spina (Fonni) sul Gennargentu, in Sardegna. Sulla Maiella si è sciato fino a maggio inoltrato, e se non fosse stata per un’estate inaspettatamente precoce (30°C in diverse località italiane già al 30 di aprile), la stagione sarebbe proseguita sino a fine giugno, complici i 7 metri di neve misurati sulle piste. A Capracotta, comune più alto dell’Italia peninsulare, nel cuore del Molise, la neve è arrivata a toccare e a superare i 6 metri di spessore: altro record da aggiungere alla lunga lista di questo furibondo 2003. E vai a scommettere, poi, che i record del freddo arrivano quasi tutti ad aprile, decisamente fuori stagione! Il giorno 7 a Campo Imperatore, gruppo Gran Sasso d’Italia, il termometro arriva a segnare -14°C, con raffiche di vento a 159 km orari e qualcosa come -40°C di windchill! Contemporaneamente, al Passo dello Stelvio si toccano i -20°C: non sarebbe una novità, se non fosse che trattasi del mese di aprile! A Termoli, sul litorale adriatico in terra molisana, arrivano 30 cm di neve a paralizzare la circolazione stradale, cogliendo tutti di sorpresa. Nel frattempo, il 17 marzo era arrivato un altro piccolo record: la nevicata più abbondate degli ultimi quindici anni in terra aquilana, con 33 cm a L'AQUILA. Ma, parlando di capoluoghi, impressionante è sicuramente il dato di Campobasso, con cinque episodi nevosi nell’arco dell’anno che hanno superato i 35 cm, di cui due di oltre mezzo metro (roba di un vivacissimo, recente, dicembre). Un saltino all’indietro: arriviamo a febbraio, e così appuriamo che sul Pian Grande di Castelluccio di Norcia, ad oltre 1400 metri di quota, la colonnina di mercurio è scesa fin quasi a toccare i -30°C. E’ il record di un inverno eccezionale per l’Appennino, freddo ma sfortunato per le Alpi, che per il secondo anno consecutivo devono badare a limitare i danni. Qui infatti la neve arriva col contagocce, di quindici centimetri in quindici centimetri nei casi più fortunati, e succede spesso che tra un evento nevoso e l’altro passino cinquanta giorni! Così, a confine con Francia, Svizzera e Austria, sono ben altri i record che ci vengono forniti dalle stazioni sciistiche. Ma tant’è: il Duemilatre verrà sicuramente ricordato come l’anno tremendo per le Alpi. E a riprova di quanto detto arriva l’estate terribile, quella con la “E” maiuscola, quella da tutti etichettata come la “Stagione dei Record”. Solo qualche dato, indicativo, per dirla tutta con poche parole: 41.6°C a Torino, 40.2 a Milano, 38.6°C ad Aosta, 41.1°C a Firenze, 40.7°C a Trento, , 38.6°C ad Agordo (BL), 32.5°a Cortina. Ma i record non sono solo numerici. Quella del 2003 passerà alla storia come l’estate più calda anche per l’ossessiva perseveranza dell’anticiclone africano (assoluto padrone da maggio a settembre, con giugno ed agosto sugli scudi), e non ultima la macroscala con cui il caldo-killer si è manifestato. Vanno in questo luogo ricordate le migliaia di vittime in Francia, Spagna, Portogallo ed Inghilterra, con le temperature-record di Lisbona (42.0°C), Parigi (41.0°C) e Londra, riportate come prima notizia da ogni notiziario televisivo. Lo zero termico salito oltre il Monte Bianco, la temperatura costantemente sopra la norma dal 1° maggio al 30 di settembre, la mancanza ricorrente di precipitazioni per oltre tre mesi consecutivi... tutto questo e ancora di più in un film da scrivere, da girare, da far vedere. L'8 novembre cade mezzo metro di neve a Cortina. Il finale (materiale di questi ultimi giorni) è tutto in crescendo: un metro di neve a Madonna di Campiglio, fino a tre in quota in Valle d’Aosta, un metro e mezzo sull’Appennino Centrale e pioggia a catinelle un po’ per tutti in pianura, specialmente laddove se ne sentiva fortissimo il bisogno (Roma, Genova). Non che il deficit pluviometrico sia stato azzerato (ce ne vuole!), ma per come si era messa la situazione in quel di settembre, ad oggi possiamo serenamente brindare ad un 2004 con “quotazioni” sicuramente in rialzo. Senza dimenticare gli insegnamenti del caro, vecchio 2003...

Autore : Emanuele Latini

Questa pagina: Stampa Invia Favoriti | Condividi: Altro
Webcam
Vedi tutte
Satellite
Immagini e foto dal satellite

Immagini dal satellite

Guarda le ultime immagini inviate dal satellite Meteosat 8, da 36.000 km di altezza.

Visualizza
Editoriali
Leggi tutti
Newsletter

Iscriviti subito!

Scrivi la tua email

Ogni giorno riceverai le nostre previsioni meteorologiche direttamente nella tua casella e-mail!

Info Viabilità
Leggi tutti
Dal FORUM
Vai al forum