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Se mio nonno tornasse in vita...

Ho voluto immaginare le ipotetiche reazioni che avrebbe avuto mio nonno se si fosse trovasse di fronte al clima di questi ultimi tempi.

Editoriali - 14 Ottobre 2002, ore 07.42

Il nonno era un uomo nato nel 1905, che ha sempre fatto l'agricoltore (molto sensibile, quindi, agli eventi meteorologici). E' morto vent'anni fa. Posso quindi affermare che si trattava di una persona abituata all'avvicendarsi delle stagioni, le quali si intervallavano in modo diverso, con meno "pazzie", rispetto ai giorni nostri. Naturalmente questo articolo rappresenta un dialogo fantasioso ma che, tuttavia, spero potra' offrire ottimi spunti di riflessione. Dopo una giornata di lavoro decido di fare un giretto per rilassarmi: prendo la bici e passo davanti alla vecchia casa (disabitata) di mio nonno e noto, con sorpresa e spavento, che la luce e' accesa... Mi avvicino con cautela e una figura familiare mi viene incontro: e' il nonno! Sì, proprio lui! Rimango alquanto interdetto, ma egli provvede immediatamente a mettermi a mio agio dicendo che ha ottenuto una licenza, temporanea, dal paradiso. Mi invita ad entrare e cenare con lui. Trascorriamo una serata a parlare di quanto e' accaduto in tutti questi anni di sua assenza. Prima di andarmene, ci diamo appuntamento al giorno dopo per fare un giro e vedere come sono cambiate le cose. Mi presento a casa del nonno il pomeriggio successivo: siamo in agosto, ma il tempo non promette nulla di buono. Proprio mentre saliamo in auto si alza un ventaccio pauroso ed inizia a piovere e grandinare con notevole intensità. Noto nell'espressione di mio nonno una certa paura, mentre io sono relativamente tranquillo. Gli chiedo: "Cos'hai? C'e' qualcosa che non va?"; lui mi risponde: "Andiamo dentro, questo mi ricorda il temporale del 1919, quando si scoperchio' la casa di Frattini!";io controbatto dicendo: "Può darsi, ma guarda che è più di un mese e mezzo che si verificano episodi di questo tipo, un giorno si, un giorno no...". Dinnanzi alla mia affermazione il nonno e' incredulo e mi dice: "Ma come e' possibile? Siamo in estate! Di queste cose ne sono sempre successe, ma si trattava di episodi isolati che accadevano ogni due/tre anni!". Purtroppo la paura mostratami conteneva un fondamento, in quanto i temporali di quel giorno, si venne a sapere, provocarono danni ingenti. Dinnanzi a quella furia della natura il nonno mi pose un quesito: "Mi hai detto che vivete in una società ultra moderna e tecnologica: come mai, allora, nessuno aveva avvertito per tempo su quanto sarebbe accaduto? Io, ieri sera, ho visto il TG e non ho sentito alcun tipo di allarme". Gli faccio presente che, quando il maltempo si rivela cosi violento ed improvviso, non e' ancora possibile effettuare previsioni esatte ed inoltre puntualizzo come da noi i mezzi di comunicazione, per motivi di scarsa redditivita' pubblicitaria, concedano pochi spazi alla meteorologia. Poco prima di iniziare la vendemmia, mi accorgo che in casa del nonno la stufa e' gia pronta per funzionare e la legna è accatastata dinnanzi ad essa; divertito, prendo un po' il giro il mio interlocutore dicendogli: "Ti sei preparato all'inverno con un po' di anticipo quest'anno!"; e lui, sorpreso: "Cosa stai dicendo? Oggi e' il 15 settembre, e quando la sera torneremo a casa dai campi, fra una settimana, fara' freschino. Quindi un bel pezzo di legna nella stufa è quello che ci vuole!". Io ribatto: "Ma va là! Se succede come negli ultimi anni, possiamo star fuori con le mezze maniche, altro che stufa e camino!". Ai primi di ottobre vedo il mio illustre parente faticare come un pazzo nel portare al riparo i fiori: lo ammonisco dicendogli: "Ma cosa fai? Perche' ti spacchi la schiena nel voler portar dentro tutti i vasi oggi?"; lui, con aria sorpresa, risponde: "E' il 10 ottobre e sicuramente fra qualche notte brinerà!". Scoppio irriverentemente a ridere e lo avverto che sono anni che, in questo periodo, non ci sono gelate notturne. A ridosso del Natale, il nonno mi esprime il desiderio di vedere Sestola, dove negli anni '50 portò mia madre in villeggiatura. Gli prometto che durante le vacanze lo accompagnerò a fare una gita. Durante il viaggio mi si fà notare, con soddisfazione, come quest'anno la nebbia non sia stata particolarmente fastidiosa: anche in questo caso, aggiorno il nonno sul fatto che gli autunni nebbiosi di un tempo non li vediamo da un "tot". A pochi km. da Sestola noto lo stupore del vecchio riguardo alla totale mancanza di neve; il mio ruolo di meteo-Cicerone mi impone di far presente che le nevicate sono molto diminuite rispetto ai tempi passati e che, in pianura, pu capitare di trascorrere un inverno senza vedere un fiocco. Lui, incredulo, mi dice: "Stai parlando seriamente? Non ci posso credere!". Nel mese di febbraio, in una delle mie visite, mi accorgo che il nonno ha un'aria strana: gli chiedo se c'è qualche problema: mi risponde di temere l'avvento di un terremoto, viste le alte temperature per il mese in cui siamo. Mi sembra giusto insegnargli che non esiste alcun nesso tra gli eventi sismici e quelli meteo, ed inoltre rammento come sia ormai una consuetudine il fatto che, nel secondo mese dell'anno, si susseguano periodi particolarmente caldi. A metà aprile mi stupisce che il nonno abbia gia' effettuato il "cambio dell' armadio" e, di conseguenza, abbia riposto gli indumenti invernali. Ritengo giusto avvertirlo che, da almeno dieci anni a questa parte, non è raro che la seconda quindicina di Aprile riservi giorni molto freddi. Verso la fine di maggio, dopo (come da copione) una primavera fredda e piovosa, scoppiano un caldo ed un afa non indifferenti: ancora una volta il nonno e' attonito e non riesce a spiegarsi la ragione di un clima così precocemente estivo. Mi racconta che, durante la sua lunga vita, una cosa del genere si era verificata pochissime volte e solo per 2/3 giorni, non per una settimana come adesso. Gli espongo che non mi meraviglio affatto di fronte ad un simile fenomeno e, addirittura, azzardo una previsione secondo cui luglio sara' all'insegna del maltempo e del fresco. Siamo ormai a meta' luglio e la licenza concessa dal paradiso a mio nonno sta per scadere. E' tempo di bilanci e, meteorologicamnte parlando, i mesi vissuti sono stati completamente diversi da quelli che lui conosceva. Ancora una volta mi viene domandato se, quello trascorso, sia stato un anno eccezionale o se rappresenti, ormai, una regola; non vorrei deludere le ferree certezze del nonno proprio ora che sta per partire, ma ritengo sia corretto dire la verità e quindi, mio malgrado, sono costretto a confermare che la meteorologia, per come la intendeva lui, non e' piu' la stessa. Purtroppo è arrivato il momento dei saluti: mio nonno deve tornare in cielo. Vedendomi triste mi dice: "Non ti preoccupare, nell'aldila' si sta bene ed inoltre il tempo da quelle parti non e' cosi' pazzo come qui sulla terra!". A cura di www.meteomodena.it

Autore : Cristiano Paoluzzi

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