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Se il vortice polare piazzasse il suo quartiere generale in Europa che stagioni vivremmo?

Il vortice polare in casa? Costringerebbe chi punta tutto sul clima che va alla deriva a riadattare i suoi dogmi.

Editoriali - 17 Maggio 2019, ore 10.33

L'Europa verso una glaciazione? Una delle conseguenze del global warming. La girerebbero cosi la frittata i sostenitori accaniti del riscaldamento globale dopato dalle attività umane; del resto è già successo tra gli anni 60 e l'inizio degli anni 80, dunque nessuno si farebbe alcuno scrupolo a riproporre questo mantra.


Per la popolazione europea invece le chiacchiere accademiche passerebbero in secondo piano: un vortice polare che sposta il suo quartier generale dal nord America all'Europa stabilmente non è ipotizzabile ma se più frequentemente intervenissero dal Polo masse d'aria gelide sicuramente avremmo pesanti ripercussioni su ogni stagione, in primis l'inverno.

 

Un ramo del vortice polare in reiterata discesa verso le basse latitudini porterebbe con sé una massiccia dose di freddo, raffreddando i mari, favorendo nevicate frequenti, un'estensione importante della copertura nevosa (snow cover) su molte zone del Continente, il Mediterraneo diverrebbe facilmente sede quasi stabile di depressioni, l'alta pressione rimarrebbe defilata ad ovest e l'inverno farebbe l'inverno, così come avviene negli States orientali.(Immagine qui sotto)

Si sprecherebbe molto gasolio o metano per riscaldarci, si inquinerebbe certamente di più, il turismo invernale ne avrebbe certamente un impulso positivo, addirittura anche le stazioni di media o bassa quota potrebbero reinvestire in impianti sciistici, perché le temperature si abbasserebbero in media di almeno un grado localmente e le precipitazioni nevose risulterebbero anche abbondanti.

Probabilmente meno idilliaco sarebbe il quadro nelle stagioni intermedie, specie in primavera, dove non mancherebbero eventi estremi così come li vivono da sempre gli States: tornado e nubifragi grandinigeni diverrebbero quasi la norma, arrecando ingenti danni all'agricoltura ed anche l'estate risulterebbe caratterizzata da sbalzi termici molto più marcati di quelli che sperimentiamo normalmente.

Certamente i ghiacciai vivrebbero una ripresa o perlomeno si arresterebbe palesemente l'ablazione estiva, ma il turismo estivo potrebbe risentirne negativamente sia in montagna che al mare.

Ci sarebbe una flessione nella vendita di abbigliamento leggero ma un incremento in quello destinato al semestre freddo. Con temperature più rigide probabilmente la popolazione frequenterebbe volentieri i centri commerciali al coperto per fare shopping al caldo, così come avviene a Montreal in Canada, dove esiste una vera e propria città sotterranea sopra quella visibile all'esterno e aumenterebbe il giro d'affari.

Il core del vortice polare in casa sarebbe uno shock per molte milioni di persone, non abituate a quanto accade quasi normalmente oltre oceano. Attenzione! Anche con il vortice polare parcheggiato in Europa non sono mai scongiurate le ondate di caldo estive, ma un contrasto tra aria calda e fredda in discesa dal Polo porterebbe a conseguenze ben più gravi di un semplice temporalone estivo. Dunque meditiamo...



 


Autore : Alessio Grosso

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