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Riscaldamento globale, scienza e metodo scientifico

Quando si parla di riscaldamento globale è facile imbattersi in valutazioni, commenti e analisi di ogni tipo, ma che dal punto di vista formale non aggiungono nulla al reale dibattito scientifico.

Editoriali - 28 Agosto 2012, ore 08.45

In questi ultimi tempi, purtroppo, stiamo assistendo ad un pericoloso fenomeno, sempre più frequente, di generale svalutazione della scienza, dovuto principalmente all'estrema difficoltà con cui l'ambiente scientifico riesce ad interfacciarsi con una società moderna, sempre più disorientata da oramai folli ed anacronistici modelli di crescita e sviluppo senza limiti.

Ciò è sicuramente facilitato, oltre che dal progressivo ed ingiustificabile dilagare dell'analfabetismo scientifico di massa, anche in parte dalla facile accessibilità a canali tecnologici, internet in primis, dove il controllo delle informazioni e delle fonti diventa praticamente impossibile, e in parte dalla complice superficialità dedicata ai temi di carattere scientifico da parte dei media, quasi sempre poco inclini alla precisione e all'approfondimento.

Tuttavia, anche in questo caos di informazioni, dati, opinioni, elucubrazioni, è possibile trovare una via di fuga per tentare di selezionare il materiale informativo che ci troviamo di fronte, avendo cura però di procurarci almeno qualche strumento in più di comprensione e di critica.

C'è infatti un meccanismo fondamentale che contraddistingue la scienza da tutto il resto e che riguarda proprio il metodo di approccio allo studio di un qualsiasi fenomeno, si chiama metodo scientifico.

Esso, molto sinteticamente, prevede almeno tre criteri fondamentali che devono necessariamente essere rispettati perchè uno studio, un lavoro, una valutazione, una teoria possano definirsi scientifici.

L'osservazione rigorosa e la contestualizzazione del fenomeno da studiare, la formulazione di ipotesi e quindi di una teoria, la possibilità di un controllo delle ipotesi mediante sperimentazione riproducibile, in grado di corroborare o eventualmente di falsificare la teoria.

Tale metodo, che può essere o sembrare semplice nella sua enunciazione generale, diviene tuttavia complicato quando viene applicato ai sistemi complessi, come nel caso del clima, in quanto il campo di applicazione non riguarda più le scienze fisiche, caratterizzate da fenomeni facilmente inquadrabili e prevedibili, ma le scienze storiche o evolutive, quelle in cui il sistema studiato non segue più regole precise, ma si caratterizza per proprietà difficili da indagare come la non linearità, la non ripetibilità, l'irreversibilità, l'aleatorietà.

L'unico modo allora per cercare di aggirare questa complessità consiste nell'approcciare il fenomeno in maniera multidisciplinare e cioè chiamando in causa diverse discipline scientifiche che, grazie alla loro specializzazione, possono tentare di spiegare parte del fenomeno, ma che poi devono essere necessariamente integrate tra di loro con estrema attenzione e competenza.

Quindi, anche la scienza del riscaldamento globale ha le sue regole e le sue procedure, e un lavoro per essere definito scientifico deve quantomeno rispettare i tre criteri fondamentali citati prima, oltre che essere adeguato e coerente nella forma e nei metodi per poter passare al vaglio della comunità scientifica.

Nel caso del clima, come nelle altre scienze evolutive, c'è da dire che purtroppo sia le osservazioni e quindi i dati, sia la teoria, sia la sperimentazione, nella fattispecie largamente affidata a modelli matematici, possono ancora essere affetti da margini di errore, incertezze ed approssimazioni.

Tuttavia, è interessante sapere però, che uno studio pubblicato su "Science" nel 2005, che si proponeva di esaminare la letteratura scientifica sul tema tra il 1993 ed il 2003, ha dimostrato come, fra 928 articoli disponibili peer review (revisione tra i pari), nessuno negava il riscaldamento globale attuale e il ruolo delle attività umane come causa principale o comunque di una certa importanza.

Questo, non vuol dire che la teoria del riscaldamento globale per cause anche antropiche sia la verità assoluta ed indiscussa o priva di errori, anzi, probabilmente, come è giusto che sia, c'è ancora molto da lavorare sulla strada della conoscenza, ma che comunque allo stato attuale dell'arte, è sicuramente ancora quella che a livello scientifico, spiega meglio il fenomeno, non tanto per la sua perfezione, ma quanto per la contemporanea inconsistenza delle teorie alternative.

Quindi quando vi state documentando in materia, attenzione alle fonti, attenzione alla disarmante superficialità e imprecisione dei media, attenzione alle opinioni del tutto personali e soggettive di scienziati magari famosi, ma che nella vita di tutti i giorni si occupano di tutt'altro, attenzione alle informazioni e alle ipotesi suggestive o strampalate che si leggono sul web, quasi sempre non adeguatamente supportate da dati sperimentali seri.

Il messaggio è chiaro: quando si parla di aspetti scientifici o apparentemente tali, che siano i cambiamenti climatici o che siano i molti altri argomenti ancora controversi come OGM, omeopatia, astrologia, medicina alternativa, dietologia, inquinamento, tesi complottistiche e quant'altro, attenzione, prima di tutto, al  metodo scientifico.


                                                                                                                   

 


Autore : Fabio Vomiero

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