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Riscaldamento globale? La gente si sente cosi provvisoria da non pensarci troppo

La brevità della nostra esistenza ci rende egoisti ma la natura non è nostra alleata, anzi per molti decisa a stroncare l'eccesso di popolazione con tutte le armi a sua disposizione.

Editoriali - 25 Settembre 2019, ore 10.49

Noi vediamo l'ambiente come qualcosa di fragile perché siamo abituati a vedere la natura addomesticata e conosciamo solo quella. L'urbanesimo ha cancellato quasi totalmente il contatto con la natura vera, e c'è gente che per tutta la sua vita ha vissuto in un mondo totalmente artificiale e non se ne rammarica affatto, salvo poi trasalire quando improvvisamente si apre di fronte ad essa una finestra di mondo reale, tipo una bufera di neve.

La verità è che l'uomo è ancora in balia delle forze naturali, come lo è sempre stato, una natura che attraverso microbi, virus ed insetti schifosi e velenosi di ogni tipo ci ricorda ogni giorno (non sappiamo grazie a chi) quanto possa essere sadica e cattiva e quanto l'uomo sia vulnerabile e piccolo di fronte a lei.

Le Alpi non sono una creazione Lego, non possono rimanere lì ferme per secoli senza subire cambiamenti come un quadro da parete da mostrare agli abitanti di un altro pianeta in visita di cortesia sulla Terra. Le Alpi non sono nostre, nessuno ce le ha affidate perché dovessimo proteggerle. Sono belle da vedere, cosi come la spiaggia di Stintino o quella di San Vito lo Capo, ma è tutto provvisorio, tutto in divenire.

C'è inoltre da capire di quale clima ideale parliamo? Quale meravigliosa condizione abbiamo rubato a Greta che è nata ieri e che ha sempre e solo vissuto questo tipo di clima negli ultimi 20 anni? 

Voleva forse tornare a quello gelido degli anni 70 del secolo scorso o alla piccola era glaciale? Controllare il clima è impossibile, vivere in un mondo meno inquinato SI, ma non siamo certi che questo avrà un'azione di raffreddamento sul sistema clima, perché se costui ha deciso che vuole mandare arrosto il pianeta lo farà con o senza l'aiuto della CO2. 

I ghiacciai sono scomparsi e ricomparsi molte volte alle nostre latitudini nella storia del clima. Eppure ci dicono che la velocità di questo cambiamento non ha precedenti e che l'uomo ne è il principale attore. Ammettiamo che questo effetto di accelerazione sia dovuto a tutti i gas emessi dall'uomo e che la loro riduzione abbassi la temperatura di un grado.

Pensate che gli eventi estremi possano diminuire? Che la gente che vive nella favelas o nelle case popolari più squallide della periferia cittadina ne sia contenta? Senza scomodare il termine "ecologismo da benpensanti, eugenisti, ricconi e radical chic" pensate che questo interessi a gran parte della popolazione mondiale? 

Avete mai ascoltato una conversazione sul tempo e indirettamente sul clima per strada o in ascensore? "Che freddo stamattina, ieri faceva cosi caldo, com'è possibile? Questi sbalzi ci fanno ammalare. Speriamo che non piova domenica che c'è la comunione di Irma" E magari non pioveva da 3 mesi, magari era un mese che la temperatura di notte non scendeva sotto i 20 gradi.

La gente non appassionata alle vicende climatiche, il 98 per cento della popolazione, vive nel suo mondo, vive il cielo come un impiccio, vorrebbe solo e sempre il sole e la temperatura ideale, l'estate perfetta e perenne e se potesse gestirebbe il tempo a comando, altro che riscaldamento globale. E' però ben consapevole della breve durata della propria vita, costantemente a rischio di contrarre una grave malattia, di finire schiacciata da un tir in autostrada, di perdere il lavoro, di affrontare crisi familiari o i problemi di figli adolescenti.

Insomma il clima viene dopo o non viene proprio. Va cambiato il tiro per coinvolgere la gente: bisognerebbe dire a tutti, riduciamo le emissioni non per tentare di salvare la foca monaca (poverina) ma per ridurre drasticamente il numero annuo di ammalati di tumore alla prostata, al seno, al colon retto, questo è quello che dobbiamo dire. Stabiliamo pene severissime per chi inquina mari e fiumi con rifiuti o scarichi industriali, combattiamo una vera battaglia ambientalista, immediata, per noi prima di tutto.

Al cambiamento climatico ci stiamo adattando, invece le neoplasie ci cancellano da un mondo in cui in fondo siamo di passaggio. Cosa volete che interessi cosa erediteranno le future generazioni; molti ti diranno poco elegantemente: sono fatti loro e tu, più che dare una risposta da finto moralista o da grande saggio non potrai fare, perché sotto sotto sai che è davvero così. Che poi qualcuno creda nella reincarnazione mi sta anche bene, ma questo è tutto un altro discorso.
 


Autore : Alessio Grosso

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