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Riscaldamento globale: il peggio deve ancora arrivare? Forse no!

I parametri quali-quantitativi che hanno un ruolo favorevole all’innalzamento delle temperature sono pressoché tutti su livelli elevati, salvo qualche eccezione. Siamo alla vigilia di un periodo critico, durante il quale si potrà apprezzare quanto l’uomo sia davvero protagonista dei cambiamenti climatici.

Editoriali - 29 Aprile 2016, ore 08.55

Mio cugino mi ha appena chiesto di spostare l’auto. Accendo il motore, ingrano la prima, sollevo il piede dalla frizione e premo sull’acceleratore… accidenti! Per poco non prendo l’albero alle mie spalle. Una falsa partenza!? No, una partenza inattesa!

Fuor di metafora, stiamo attraversando un periodo abbastanza complesso, in cui molti parametri geo-climatici risultano favorevoli ad un innalzamento delle temperature. Alcuni di questi parametri sono caratterizzati da ciclicità più o meno prevedibile, altri sono meno conosciuti, altri ancora sono occasionali, ma ripetitivi, i più subdoli sono quelli per i quali non si hanno precedenti; infine l’attività antropica che nella sua crescita quasi esponenziale, per quanto ci è dato di sapere, è ai massimi di sempre.

Tra i parametri ciclici possiamo citare il ciclo circa undecennale del sole,  quello pluriannuale dell’ENSO (El Nino – La Nina), quello pluridecennale dell’AMO.

Fenomeni occasionali che si ripetono nel tempo sono ad esempio le grandi eruzioni vulcaniche parossistiche, la caduta di corpi celesti.

Non si hanno invece precedenti per altri fattori particolari, la quantità di radiazioni cosmiche, la quantità di calore immagazzinata negli oceani, la liberazione di gas dovuta allo scioglimento dei ghiacciai e del permafrost, la stessa attività antropica e i suoi prodotti climalteranti. 


C'era però chi prevedeva, già agli inizi degli anni ’90, l’innalzamento del livello dei mari di diverse decine di cm, la sommersione delle coste basse, la desertificazione delle zone mediterranee e la tropicalizzazione del clima alle medie latitudini, lo scioglimento quasi completo della banchisa polare artica. Sta andando davvero così?

Nell’ultima manciata di anni siamo giunti ad una tale sovrapposizione di fattori favorevoli al riscaldamento climatico (Nino ai massimi da un ventennio, ciclo solare 24 ai massimi, indice AMO ai massimi, CO2 ai massimi, banchisa polare e relativo albedo ai minimi, eruzioni vulcaniche significative assenti da almeno 25 anni), che anche la previsione di apertura totale del Mar Glaciale Artico pare ormai alla portata della prossima estate (come pubblicato tra l’altro qualche anno fa sul National Geographic).

Se tutto andasse alla malora, prendendo ad esempio il solo Mediterraneo, ambiente fragile e critico, sia per la latitudine che per la collocazione geografica, incastrato com’è tra due fasce climatiche e tre continenti, e spulciando tra le cronache del passato, non mi stupirei di attraversare periodi meteo-climatici sorprendenti: forti e durature ondate di calore, con picchi di 45°C e oltre; mesi e mesi di siccità consecutiva, alternati a periodi di piogge a carattere monsonico; tempeste di vento paragonabili ad uragani; invasione di specie tropicali, infestanti e xerofile, sia vegetali che animali; fioriture e germinazioni invernali; eutrofizzazione delle acque dolci e inquinamento da alghe tossiche delle acque marine ecc.

Ma se accadesse l’esatto opposto!? Se tutto questo crescendo di fattori positivi avesse invece mascherato un trend completamente diverso!?  Il conto sarà presto alla nostra portata: ciclo solare 24 in calo, El Nino in esaurimento, ciclo AMO che già vira verso il basso, equilibrio termo-alino del nord-Atlantico in procinto di voltare pagina.

Se nel frattempo non si verifica qualche grande eruzione vulcanica, o fenomeni cosmici eccezionali, allora potremo davvero testare la “potenza” dell’influenza antropica sul clima del pianeta, e come questo si sta preparando a reagire…

Sono ancora nell’auto di mio cugino, guardo il pomello consunto del cambio e scopro che, a sinistra della prima, c’è la retromarcia! Bastava non premere a fondo la leva…

Lo studio del clima, beh è un’altra faccenda, ma le previsioni per il futuro sono tutt’altro che chiare.

 

 

 

 


Autore : Giuseppe Tito, adattamento Alessio Grosso

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