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Primavera? Genio e sregolatezza!

"Primavera" uguale a "bella stagione": verità o solito luogo comune da sfatare?

Editoriali - 31 Marzo 2003, ore 12.35

E' iniziata la primavera. Credo che tutti gli italiani se ne siano accorti, non soltanto dal calendario, ma anche e sorpattutto da un ultimo mese di marzo caratterizzato da un'alta pressione avvolgente e dal primo tiepido sole del semestre caldo che assieme hanno dominato la scena sul nostro Stivale per più di qualche settimana. Con le dovute eccezioni, s'intende! Sappiamo per certo che però non sarà così fino a settembre. Chi crede - e ce ne son molti! - che la primavera sia un puro e semplice "lasciapassare" dell'inverno verso la bella stagione, si sbaglia di grosso. Statisticamente, il mese di aprile è caratterizzato da almeno un'irruzione di aria fredda, ed episodi relativamente freddi non sono infrequenti nel mese di maggio, quando in montagna può continuare a cadere la neve. E diciamo questo senza citare il più freddo dei mesi primaverili, marzo: basti a tal proposito far riecheggiare le clamorose nevicate di L'Aquila e di Campobasso di appena quindici giorni fa, ed il quadro della situazione è pressoché tracciato. La storia degli ultimissimi anni ci ha regalato episodi che la dicono tutta sulle caratteristiche estremamente variabili e spesso imprevedibili di questa stagione, per certi versi anche un po' "bizzarra". Lo scorso anno le Alpi videro cadere più neve in aprile e maggio che non in dicembre e gennaio; per ben due volte, negli ultimi dieci anni, i Castelli Romani hanno visto posarsi al suolo spessori di neve superiori ai 30 cm ad aprile inoltrato; ci sono stati poi periodi caratterizzati da forti temporali, con trombe d'aria su tutto il territorio nazionale. Diciamo tutto questo, non senza citare anche gli episodi di caldo estremo che si sono avuti in primavera nel corso degli ultimi anni. Basti a tal proposito citare, per il mese di aprile, i 27°C di Torino e di Bologna datati 1992, nonché i 32°C di Bari ed i 34°C di Palermo (1985). Nel mese di maggio, spiccano i 38°C di Palermo nel 1989, i 37°C di Bari (1994) ed i 35°C di Napoli (massimo storico registrato nel 1999). Insomma, come si evince da questa rapida panoramica, la stabilità ed il bel tempo ad oltranza non sono certo regole fisse per questa stagione. La verità, come spesso accade, sta però a monte. La primavera deve infatti intendersi non come trait d'union tra il freddo ed il caldo, cioè come una stagione stabile e tiepida, ma come un periodo di mezzo caratterizzato da continui rimescolamenti della circolazione nella bassa atmosfera che sono necessari al cambio di stagione. Come logica conseguenza, in questo periodo si possono alternare periodi caldi ed anche molto stabili, ad altri improvvisamente instabili e vivaci, con irruzioni fredde a volte degne del miglior febbraio. Il maggior contributo di energia offerto dal sole - più alto sulla linea dell'orizzonte - chiude il quadro di una stagione che fa dell'estrema variabilità e della sostanziale imprevedibilità le sue caratteristiche principali. Per chiudere, potremo immaginare la primavera come un tortuoso ed intricato cammino stagionale che conduce il clima dall'inverno all'estate; un cammino fatto di reiterati saliscendi e di tornanti, in una continua ricerca di soluzioni. In quest'ottica, è sempre bene ricordarsi che il tempo della primavera fa sempre due passi verso l'estate ed uno verso l'inverno, e che la vera stabilità arriva solo con l'estate. Tutto questo cozza ovviamente con quanto i media vogliono farci credere per forza di cose. Nell'immaginario collettivo, la primavera vive di un'iconografia prestabilita, con le rondini a tracciare parabole aeree su cieli azzurrissimi, e con un caldo sole a suggerirci fine settimana al mare od in montagna per le prime tintarelle dell'anno. E se poi dovesse arrivare l'irruzione fredda, con un po' di neve sui nostri pic-nic in collina? Niente paura: nessuno incolperà la primavera, che per la gente rimane la stagione "innocente" per eccellenza; semmai, la "colpa" è dell'inverno e della sua indomita prepotenza, della sua sete di potere e della sua "voglia" di scalciare la bella stagione. D'altro canto, che vogliamo farci? Il clima è impazzito e non c'è più spazio per le mezze stagioni... Ma forse il vero problema di fondo è che non si ha ancora ben chiara l'idea di cosa sia in verità una "mezza stagione".

Autore : Emanuele Latini

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