Scrivi una località, una regione o una nazione per ottenerne le previsioni del tempo
Località Data aggiornamento Quantità neve Impianti
MeteoLive NEWSLeggi tutte le news ›

PREVISIONI: ecco perché è più facile fare quelle sul clima che sul tempo...

Una volta stabilito che tempo e clima non sono la stessa cosa, vediamo se e come possa essere possibile fare previsioni sui cambiamenti climatici futuri.

Editoriali - 7 Marzo 2016, ore 09.41

Quando si parla di clima e cambiamenti climatici, in genere, si tende ad essere abbastanza scettici sul tema della predicibilità. “Ma se non riusciamo a prevedere il tempo oltre i tre giorni come possiamo allora prevedere il clima che ci sarà nel 2100?”, si usa dire.

Questa obiezione però, se sottoposta ad una attenta analisi critica, rivela subito un’importante fallacia logica, visto che i concetti di tempo e di clima, seppure intimamente connessi tra di loro, sono comunque diversi sotto molti aspetti.

Proviamo allora a definirli molto sinteticamente: “il tempo è quello che ti becchi, il clima quello che ti aspetti”. In sostanza, il tempo è dato dall’insieme delle condizioni meteorologiche presenti in un determinato luogo e in un preciso momento, il clima invece è un concetto statistico e rappresenta i valori dei parametri meteorologici di un determinato luogo mediati su un periodo temporale di almeno trent’anni.

Di conseguenza, mentre è quasi impossibile prevedere il tempo che ci sarà a Roma tra quindici giorni, è invece perfettamente possibile prevedere che a luglio, sempre a Roma, ci sarà mediamente bel tempo e caldo.

Detto questo, cominciamo già ad intuire come riuscire a prevedere il clima potrebbe risultare paradossalmente più facile della classica previsione del tempo a lungo termine.

E in effetti è proprio così, perché mentre il tempo di un determinato luogo viene previsto elaborando in modo deterministico l’evoluzione nel tempo dei parametri meteorologici che conosciamo approssimativamente in un certo T zero (evoluzione peraltro soggetta al “butterfly effect”), per il clima invece possiamo avere già delle buone possibilità di successo soltanto conoscendo la storia climatica del luogo stesso.

Bene, una volta stabilito quindi che clima e tempo non sono affatto la stessa cosa, andiamo allora a vedere da che cosa dipende il clima.

Il clima, o meglio il sistema climatico è un sistema complesso, prima di tutto, ed è definibile come la risultante della relazione di diversi sottosistemi fortemente interconnessi tra di loro, atmosfera, idrosfera, biosfera, criosfera, litosfera, antroposfera, fattori astronomici.

Ciò significa che il sistema è governato da continue relazioni pluridirezionali non lineari tra processi anche apparentemente slegati tra di loro, come le dinamiche delle placche tettoniche o del fitoplancton, l’epirogenesi, la chimica dell’atmosfera, i cicli biogeochimici, l’attività vulcanica, la variabilità quantitativa e qualitativa degli aerosol, le attività antropiche, tanto per fare qualche esempio.

E’ ovvio quindi che, data l’estrema complessità del sistema, ogni eventuale tentativo di rappresentarla deterministicamente tramite i modelli fisico-matematici sia destinato purtroppo a fallire. Del resto la scienza dei sistemi complessi sta introducendo una svolta epistemologica epocale nel metodo scientifico.

Le “vecchie” scienze dure, matematica, fisica, chimica, che hanno conosciuto sviluppi e successi enormi da Galileo fino a tutto il secolo scorso, pur rimanendo inevitabilmente alla base di ogni preparazione scientifica, stanno facendo un po’ di fatica oggi a tenere il passo dal punto di vista degli approcci.

Un sistema complesso infatti, non può più essere studiato da un’unica prospettiva, quella fisica o deterministica, ma serve oramai una pluralità di approcci, che vanno ben al di là dell’insufficiente riduzionismo fisico-matematico.

Sembra quasi che a volte sia più efficace osservare il sistema nel suo complesso con tutti i suoi comportamenti emergenti inaspettati e poi cercare di modellare formalmente ricavando ipotesi e teorie, piuttosto che partire dal basso con l’analisi fisico-matematica dei vari elementi fondamentali e poi mettendo assieme.

Detto per inciso e per evitare fraintendimenti, questi concetti non hanno nulla a che vedere con l’inutile e retorica diatriba tra riduzionismo e olismo.

Il clima inoltre, come già accennato, è anche un concetto statistico e la statistica, se utilizzata al meglio, rappresenta un potentissimo strumento concettuale analitico, nonostante le apparenze. Oramai deve essere chiaro che nello studio dei sistemi complessi la previsione quantitativa e puntuale, così cara alla fisica classica, tende a perdere di efficacia, mentre diventa assolutamente necessario ragionare per possibilità e probabilità.

Riguardo quindi alla domanda sulla predicibilità del clima, certamente se qualcuno si aspetta ancora che siano possibili previsioni quantitative corrette, la risposta è chiaramente negativa, mentre se si accetta l’inevitabile introduzione di concetti statistici e probabilistici, allora la risposta non può che essere positiva.

Il clima che farà, quindi, si può prevedere soltanto con una certa approssimazione e purchè ci sia la consapevolezza che queste “proiezioni” devono essere accettate soltanto come scenari di evoluzione probabilistici e non come certezze.

Del resto nella realtà concreta funziona quasi tutto così, da quello che il nostro sistema cognitivo penserà tra cinque minuti, a come evolverà clinicamente la nostra prossima influenza, a come si svilupperanno i mercati finanziari durante il prossimo anno, a come reagirà la nostra cultura alle nuove integrazioni etniche, a come si evolverà la nostra specie.

Piaccia o non piaccia, viviamo in un mondo probabilistico e non deterministico. Concludiamo allora con un sillogismo logico per riflettere sul grado di precisione dei modelli fisico-matematici utilizzati in climatologia: l’equazione del clima non la conosciamo e forse nemmeno esiste, i modelli climatici sono per definizione necessariamente e dichiaratamente approssimati ed incompleti, le previsioni climatiche di conseguenza non possono essere esattedeterministicamente parlando. 

Autore : Fabio Vomiero

Questa pagina: Stampa Invia Favoriti | Condividi: Altro
Webcam
Vedi tutte
Satellite
Immagini e foto dal satellite

Immagini dal satellite

Guarda le ultime immagini inviate dal satellite Meteosat 8, da 36.000 km di altezza.

Visualizza
Editoriali
Leggi tutti
Newsletter

Iscriviti subito!

Scrivi la tua email

Ogni giorno riceverai le nostre previsioni meteorologiche direttamente nella tua casella e-mail!

Info Viabilità

h 09.18: A56 Tangenziale Di Napoli

coda

Code causa viabilità esterna non riceve nel tratto compreso tra Vomero (Km. 12,9) e Fuorigrotta (K..…

h 09.17: A2 Autostrada del Mediterraneo

rallentamento

Traffico rallentato causa traffico intenso a Svincolo Pontecagnano (Km. 12,7) in direzione Allacc..…

Leggi tutti
Dal FORUM
Vai al forum