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Perchè il Pianeta si scalda?

Cause da ricercarsi molto probabilmente nella combinazione sinergica di più fattori causali.

Editoriali - 14 Ottobre 2015, ore 10.10

Di recente, abbiamo analizzato la dinamica dell'ultima fase di riscaldamento globale che ha interessato il nostro pianeta. L'intento era quello di considerare un fenomeno ben preciso ed evidente dal punto di vista scientifico in quanto ben supportato da dati attendibili, isolandolo contemporaneamente dal passato più remoto per tentare così di cogliere una migliore rappresentatività del dato. Proviamo ora ad alzare il tiro parlando di cause.

Anche in questo caso, un approccio serio, dovrebbe rispettare almeno i requisiti minimi di contestualizzazione, per cui è bene sapere che affermazioni del tipo:
"Il clima è sempre cambiato", "in passato ha fatto più caldo o più freddo di così", "l'uomo non c'entra niente", "si andrà verso l'era glaciale" e via dicendo, sono frasi decisamente poco pertinenti e di scarsa utilità e coerenza dal punto di vista scientifico.

Un conto è infatti considerare un contesto di cambiamenti climatici a lungo termine (decine di migliaia di anni e oltre), un conto è invece considerare, come nel nostro caso, i mutamenti a breve termine (anni, decine di anni). Questo perchè i diversi fattori che regolano il clima sono molteplici e possono seguire scale temporali completamente differenti.

Ma allora quali sono i fattori che possono contribuire ai mutamenti climatici sul breve termine? I più quotati sono almeno cinque. Vediamoli.

Concentrazione di CO2 e altri gas serra. Questo fattore, secondo la scienza, rimane ancora l'indiziato numero uno, se non altro per almeno due motivi inconfutabili. Il primo riguarda la natura e le proprietà chimiche della molecola di CO2 note da tempo, l'altro la sua concentrazione in atmosfera, che secondo misurazioni attendibili (curva di Keeling, ma non solo) risulta in costante e progressivo aumento almeno fin dal 1958. Ma non è tutto.

Tra i parametri che considereremo è quello che ha subito, nell'arco di tempo delle ultime decine d'anni, la variazione percentuale nettamente più importante, dell'ordine del 30% in aumento. E non è poco. La sua dinamica di crescita lineare, inoltre, si sovrappone bene a quella del riscaldamento globale fino a circa il 2002,  momento in cui le due curve iniziano invece a divergere, introducendo così, semmai ce ne fosse bisogno, il concetto che ovviamente il parametro, anche se probabilmente di una certa importanza, non può sicuramente essere considerato l'unico responsabile dell'aumento delle temperature globali.

Cicli solari e raggi cosmici. Settore di ricerca sicuramente interessante e da tenere sotto osservazione, anche se, al momento, le evidenze scientifiche in merito ad una loro importante implicazione nella genesi del riscaldamento globale, appaiono ancora abbastanza fragili. É in corso un importante esperimento al CERN di Ginevra che potrebbe presto fare luce sull'effettiva capacità da parte dei raggi cosmici di produrre nuclei di condensazione e areosol in grado effettivamente di agire sulla formazione delle nubi.

Per quanto riguarda invece i cicli solari a breve termine, essi sono legati principalmente al ciclo delle macchie solari, della durata di circa undici anni. É vero che il sole è il motore della vita e del clima, su questo non c'è dubbio, ma c'è da dire che nel breve periodo, la percentuale di variazione di energia  solare in arrivo, tra un minimo ed un massimo del ciclo, è dell'ordine dello 0,1%, forse un pò troppo poco. Inoltre la dinamica di variabilità solare, poco si sovrappone a quella del riscaldamento globale, non è evidente nessuna corrispondenza tra massimi solari e picchi di temperatura, per esempio. Sono inoltre disponibili in letteratura scientifica internazionale anche alcuni importanti lavori peer-review che attribuirebbero alla variabile solare sul breve termine, un'influenza piuttosto modesta.

Indici climatici. Questo ramo di studi rappresenta un settore molto interessante e promettente in quanto sembra che le dinamiche delle variazioni di alcuni indici, in particolare ENSO e PDO, che riguardano le temperature superficiali di grandi porzioni di Oceano Pacifico, mostrino effettivamente una certa corrispondenza con la dinamica del riscaldamento globale. Ad esempio nel caso di episodi di Nino significativi, è facile riscontrare un picco delle temperature medie globali, discorso opposto in caso di Nina. Anche la variazione decadale della PDO mostrerebbe una correlazione significativa, essendo questo indice passato da un fase negativa ad una positiva intorno all'anno 1976 e tornato in una fase prevalentemente negativa negli ultimi anni. Tuttavia il grado di predicibilità della variazione di questi indici rimane ancora piuttosto basso.

Eruzioni vulcaniche. Le grandi eruzioni vulcaniche sono certamente in grado di influenzare il clima, immettendo grandi quantità di polveri in stratosfera che determinano un maggiore potere riflettente  della radiazione solare. Nel passato ci sono stati diversi episodi, direi che il più recente, e quindi anche il più monitorato nelle conseguenze, è quello del Pinatubo nelle Filippine del 1991, che ha causato una diminuzione delle temperature medie globali di alcuni decimi di grado per diversi mesi successivi all'eruzione. Gli effetti sul clima di questo fattore, comunque, si risolvono nel giro di mesi o anni, anche se una eventuale fase parossistica potrebbe innescare ulteriori processi di retroazione orientati ad una prosecuzione del raffreddamento.

Aerosol atmosferici. L'aumento della concentrazione di queste particelle in atmosfera, derivanti sia da attività umane (industria, traffico veicolare), sia da fonti naturali (incendi, pollini ecc.) potrebbe essere in grado di causare un raffreddamento del clima, agendo principalmente da schermo all'energia solare, come nel caso delle polveri vulcaniche. Tuttavia l'entità di questo tipo di forcing rimane ancora abbastanza incerto, essendo legato ad uno sviluppo delle attività umane tutto da interpretare e a causa di un eventuale monitoraggio di difficile applicazione.

 

 


Autore : Fabio Vomiero

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