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Per gli italiani il tempo deve sempre comportarsi in modo educato e sole e caldo non devono quasi mai mancare

Manca una vera educazione meteorologica nel nostro Paese.

Editoriali - 12 Febbraio 2009, ore 10.04

Ecco come dovrebbe comportarsi il tempo atmosferico secondo l'italiano medio:

-pioggia al momento giusto, nella quantità giusta, magari solo durante la notte, per non disturbare la nostra giornata. -bel tempo costantemente associato al sole e al caldo che deve regnare quasi indisturbato per tutta l'estate, salvo agognare un temporale notturno nelle giornate in cui davvero si crepa per la calura.

-neve: in pianura concessione solo per il giorno di Natale, per il resto deve nevicare SOLO in montagna, in pianura è un impiccio. Insomma, per noi nubi, acquazzoni e neve sono maltempo. Punto e basta.

Per convincerci ci sono i giornalisti che trasformano le avvezioni di aria fredda in ondate di gelo siberiane, ogni temporale in evento drammatico e la nebbia in un killer; ed è tutta una sequenza di record, come se nell’arco di pochi anni la meteo mostrasse tutto il meglio del suo repertorio, giusto per farci sentire i protagonisti di un’epoca tormentata, ma in qualche modo memorabile. “

Stiamo facendo impazzire il clima del Pianeta, ci surriscalderemo” dicono i media, ma la cosa, ammesso e concesso che, pur esagerata, sia vera, non è che ci inquieti più di tanto, anzi in fondo non è quello che desiderano milioni di italiani e dopotutto anche le popolazioni dell'est che subiscono ancora inverni tremendamente freddi, alla faccia del conclamato global warming.

Il pianeta si scalda? Bene, andremo di più al mare e risparmieremo il riscaldamento in inverno. A liquidare la questione così sono in molti. Certo, ci vorrebbe più sensibilità e preparazione sull'argomento ma tutto si fonda sulla quasi totale ignoranza della popolazione in materia: il 57% degli italiani crede ancora che l’anticiclone delle Azzorre porti le piogge e non il bel tempo. Il 65% ritiene che il caldo torrido sia un caldo afoso e non secco ed infine meno del 10% sa leggere una banalissima carta sinottica.

La colpa non è nemmeno nostra: a scuola i programmi ministeriali non hanno mai concesso molto spazio alla meteorologia, e i primi divulgatori della materia, i giornalisti, risentono di questa mancanza di preparazione di base, in altre parole non posseggono i fondamentali.

Noi italiani però, da quanto è subentrato un relativo benessere economico, siamo diventati molto rispettosi e sensibili alle tematiche ambientali, non che prima le ignorassimo, ma c’erano altre priorità, la natura e le sue bellezze erano riservate alle classi più benestanti, i poveri dovevano pensare a sopravvivere.

La natura dominava l’uomo, ora i rapporti di forza si sono rovesciati, almeno apparentemente: è la natura ad avere bisogno del nostro aiuto, della nostra collaborazione. Anche in questo relativo bengodi però, ogni qualvolta si annunci una pioggia benefica, specie se a ridosso di qualche ponte festivo, il dissenso è quasi totale, appena la temperatura supera i 28°C si accendono i condizionatori alla massima potenza, in pieno inverno i nostri figli girano per casa in maglietta e pantaloncini perché il termostato è regolato sui 25°C.

Crediamo in realtà di vivere bene ma in realtà viviamo malissimo, una vita sedentaria e stressata che ci rende insoddisfatti. Infatti molti si sono spostati a vivere dalla città alla periferia per respirare aria migliore, ma alla fine contribuiscono a raddoppiare la percentuale degli inquinanti per fare la spola quotidiana tra il posto di lavoro e il paesino o la città dormitorio in cui hanno scelto di rifugiarsi; consideriamo i mezzi pubblici inadeguati, insufficienti e maleodoranti e non abbiamo alcuna voglia di rinunciare al nostro mezzo privato.

La tecnologia ci ha viziato e non intendiamo fare alcun passo indietro, rinunciare all’effimero benessere raggiunto. Ottenere energia sfruttando i combustibili fossili piuttosto che fonti alternative, in fondo ci interessa poco, anche se poi, per fare bella figura con il prossimo, ci vantiamo di essere ambientalisti convinti, di aver raccolto i rifiuti sulla spiaggia per il WWF, di aver creato uno spazio verde in giardino e di curare con amore materno piante e fiori, per i quali oltretutto sprechiamo molta acqua, senza contare i rubinetti lasciati aperti, le 2 docce al giorno d’estate, la mania della macchina superpulita.

Visto che una piccola parte di noi vive già in una sorta di Eden, perché non scoprire come va a finire questa avventura sulla Terra? Perché essere costretti a lasciare il cinema prima che finisca lo spettacolo? I giornalisti evidenziano più di ogni altra categoria questa smodata passione per l’escatologia. Quando arriverà la fine del mondo?

Presto….  Ecco allora che tutto va in malora, le catastrofi si moltiplicano, ci avvisano che la nostra gigantesca orgia terrena sta per finire. Le dichiarazioni per nulla rassicuranti degli scienziati vengono sovente assolutizzate, magari con la loro compiacenza. Non c'è che dire: davvero un bel...clima.


Autore : Alessio Grosso

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