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NON è ammissibile ricondurre ogni episodio atmosferico al riscaldamento globale!

Strumentalizzazioni sgradevoli.

Editoriali - 13 Dicembre 2017, ore 09.00

La storia autunnale ed invernale del nostro Paese nell'ultimo cinquantennio è ricca di episodi come quello che abbiamo appena vissuto. Solo che la memoria storica di molti italiani, di molti giornalisti e anche di molti "studiati" sulle vicende atmosferiche sembra essere cortissima.

Con lo Scirocco in pieno inverno possono esserci anche 25°C a Palermo e nevicare a Torino con 1°C come accadde ad esempio nei primissimi giorni di gennaio del 2007 e in molte altre occasioni.

Di colpo la neve che cade sulla pianura veneta e friulana si tramuta in pioggia e la temperatura può passare da 0 a 12°C in una manciata di ore a causa dello Scirocco.

I casi di gelicidio sull'Emilia-Romagna si perdono nella notte dei tempi: il Libeccio scalda in quota ma non al suolo, dove la pioggia che vi cade congela all'istante.

Il fatto di viverli molto più raramente che in passato, a causa di un minor passaggio di perturbazioni e di irruzioni fredde meno frequenti, ha probabilmente portato il fenomeno maggiormente alla ribalta.

Intendiamoci: i danni ci sono stati, ma quante volte l'Italia è passata dalla siccità alle alluvioni nel passato, dal gran freddo alla Sciroccata dal sapore primaverile? Tante, oserei dire troppe volte.

In tempi non sospetti ricordo una nevicata eccezionale sulle Orobie nella bergamasca nel periodo natalizio alla fine degli anni 70, tramutatasi in pioggia con temperature schizzate in poche ore da zero a dieci gradi a causa dello Scirocco. In poco tempo i fiumi si ingrossarono, ci furono frane ed anche due vittime.

Lo Scirocco "mangia neve" colpisce in maniera sadica il Triveneto e la Lombardia, molto meno il Piemonte e la Valle d'Aosta.

Stesse identiche cose accadono sull'Appennino: il gelicidio ha colpito spesso Umbria, Marche, Abruzzo, ma anche il Lazio interno, mentre Roma ha visto troppe volte una potenziale occasione di neve tramutarsi in pioggia battente per correnti meridionali troppo intense.

Quello che stona adesso è che ogni evento atmosferico, che sia un'abbondante nevicata, un nebbione più persistente degli altri o una tempesta di Libeccio, venga presentato come il segnale di una catastrofe imminente, di una natura dal dente avvelenato che si vuole vendicare dell'uomo in ogni occasione, come se fosse un essere pensante. 

Immaginate se solo l'Italia si trasferisse per un mese in inverno negli States cosa direbbe e scriverebbe certa stampa.
Per questo dobbiamo dire un secco NO alle strumentalizzazione degli eventi atmosferici per fini speculativi ambientali. 
Il riscaldamento globale è un fatto conclamato, l'uomo ha certamente le sue colpe, ma è inammissibile oltre che scientificamente inaccettabile calcare la mano in questo modo.


Autore : Alessio Grosso

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