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MITEZZA atlantica o FREDDO INTENSO e NEVE? Siamo al bivio

Cosa accadrà? Abbiamo provato a sbrogliare la matassa.

Editoriali - 24 Gennaio 2012, ore 09.22

Una situazione gelida come quella prospettata dal modello inglese con il freddo in costante retrogressione da est tra fine gennaio e i primi di febbraio è probabile?
La risposta è apparentemente semplice, ma esiste pur sempre l'eccezione che conferma la regola. Vediamo qual è la regola: in 13 anni di lavoro presso la testata MeteoLive con i colleghi, ogni qual volta si è prospettata un'ondata di gelo a lungo termine sulla quale i modelli fossero divisi noi abbiamo archiviato delle carte per testarle poi in vista di eventi simili successivi.

Ebbene su 10 situazioni prese in esame con modelli discordi 9 volte su 10 si è imposto il modello che ha previsto un'evoluzione mite. E' naturalmente più facile per il modello prevedere situazioni già viste, molto meno situazioni rare, che necessitano di andare oltre i modelli per capire cosa stia davvero accadendo e se ci saranno possibilità di vere ondate di gelo.

Quindi la regola ci suggerirebbe di seguire l'altro colosso nel campo modellistico, cioè quello americano, che vede ancora una sostanziale compattezza del vortice polare, il getto abbastanza sparato pronto a mangiarsi via tutto il freddo, annichilendo l'anticiclone scandinavo e riproponendo situazioni già viste in questa prima fase dell'inverno.

L'eccezione ha un senso? L'avrebbe se l'anticiclone delle Azzorre collaborasse di più a nostro giudizio, costruendo un ponte più stabile e saldo, ma l'avrebbe anche se davvero quella colata artica si innescasse con forza come rappresentato dal modello inglese e anche dal canadese ma con traiettoria un po' più occidentale, perchè di fronte ad una massa gelida e pesante che cola a sud e si muove a ritroso, le masse miti ed umide in arrivo da ovest avrebbero le loro difficoltà ad "asfaltarla", dunque se l'irruzione fosse confermata anche nella severità nelle prossime 24 ore, ci sarebbero davvero ottime possibilità che resista e si opponga all'offensiva atlantica. In questo caso anche il modello americano, corsa dopo corsa vedrebbe l'Atlantico sempre più indebolito e tutta la circolazione sull'Europa subirebbe una profonda modifica.

Per questo riteniamo sia opportuno attendere almeno le prossime 24 ore per sciogliere la prognosi e sposare una linea piuttosto che un'altra. Fatta la scelta, indietro non si torna, si resterà sulla nave sino all'ultimo, anche se dovesse andare a picco.
L'impressione comunque è che il getto ripartirà comunque dal 4-5 febbraio alle alte latitudini, ma per limare anche quello eventualmente affluito sull'Europa orientale, ci metterebbe un bel po'.

Improponobili al momento comunque i paragoni con il 56, quando il Ponte, ve lo mostriamo, era ben più saldo e le colate gelide davvero di eccezionale portata. La previsione del modello inglese comunque è di grande rilievo e se fosse confermata rimarrebbe il vero ricordo di questa stagione decisamente incolore per molte regioni d'Italia.    

Per completezza d'informazione segnalo che non vi è stata alcuna incertezza circa l'ondata di gelo prevista con quasi 10 giorni di anticipo nel dicembre del 2009 da MeteoLive: in quel caso non c'erano molti dubbi, dal tracollo dell'indice AO, risultato di corse modellistiche alternative quasi sempre estreme, capimmo che si sarebbe realizzato un evento storico. Non sempre va così bene però...


Autore : Alessio Grosso

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