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Ma che effetto fa la... "Prima Neve"?

L'arrivo dell'inverno visto da parte dell'appassionato di neve: un motivo per sentirsi spensieratamente felice...

Editoriali - 8 Novembre 2004, ore 08.19

Sarà che si viene da uno dei mesi d'ottobre più caldi della storia recente; sarà perché il conto alla rovescia che porta all'inverno meteorologico è iniziato da un pezzo; sarà perché la stagione autunnale impone i suoi ritmi e le sue scadenze... Sarà dunque tutto quello che volete, ma l'appassionato di neve, in questi ultimi giorni -diciamo pure in queste ore- vive attimi di autentica frenesia! Nemmeno quattro giorni orsono eravamo qui a raccontare di temperature di dieci gradi oltre la media; adesso, dalle medesime postazioni, vi stiamo illustrando in diretta il ritorno della neve in montagna. Calendario alla mano, niente di eccezionale; o meglio, tutto secondo programma. Un paio di gradi o poco più sotto la norma non gridano all'eccezionalità... Ma allora, cosa c'è di strano? Nulla, se non fosse che le bizze d'autunno ci fanno piombare, nel giro di una manciata di ore, da un'atmosfera settembrina ad una dicembrina, con uno scarto termico che arriva come una manna dal cielo per allergici e freddofili, ma che al contempo rovina la salute dei più distratti "comuni mortali". D'altro canto, mangiare caldarroste e polenta a maniche corte e con la tenda da sole spiegata, ci aveva tolto un retrogusto d'antico sapore; e si capiva che c'era qualcosa da cambiare. A cambiare ci ha pensato insomma il tempo, sempre pronto a fare il buono e il cattivo (...tempo!), con buona pace di chi si ritrova sempre divertito a sparlare di lui nelle metropolitane affollate, ma che poi alla fine sempre i conti con pioggia e vento deve continuare a fare. E poi c'è lui, l'appassionato di neve, quello che scia sulle piste di Alberto Tomba o quello che scala le cascate di ghiaccio, quello che non è capace di tenersi in equilibrio sulla spolverata bianca in città o quello che parte alla ricerca di paesaggi bianchi da immortalare: tutti sono accomunati dalla voglia di veder tornare bianche le proprie montagne; tutti fremono per la neve come un bambino che attende impaziente il proprio regalo di Natale. Il giorno del ritorno della neve su Alpi e Appennini è un giorno tutto particolare, per loro. Che proprio da lì, da quel giorno "a fasatura variabile", iniziano a parlare di "inverno"; altro che 21 dicembre o stranevolezze accademiche! Al primo cambiamento del tempo, l'appassionato di neve segue l'evolversi della situazione, controlla il termometro ogni cinque minuti, corre alla finestra per cercare di carpire l'abbassamento della quota-neve. I più attrezzati, dotati di mezzo di locomozione, salgono in montagna per meglio apprezzare il cambio di circolazione atmosferica, sperimentando quella sensazione di freddo abbandonata diversi mesi addietro e della quale si sentiva la mancanza! Qualcuno li chiama "pazzi", ma loro fanno della propria "pazzia" il loro migliore divertimento, dimostrando che nella vita basta veramente poco per trascorrere una giornata spensieratamente felice. Ogni appassionato di neve ha la propria montagna di riferimento, alta o bassa che sia: va sempre bene, se deve servire da "termometro" per misurare la quantità della neve caduta. I forum di meteo, poi, diventano un centro dati di inestimabile valore in cui ognuno, come una sorta di grande calderone, riversa le informazioni recepite dalla propria osservazione. Così si viene a scoprire che l'inverno è tornato, con la sua prima zampata. Certo: non la più temibile o quella che lascerà il segno, non quella del mezzo metro di neve in città o della gelata-record; ma certo quella che ogni appassionato di neve ricorderà con maggiore romanticismo e con un pizzico di nostalgia, perché attesa da un anno intero e perché più bella da ricordare nei mesi che verranno. Che si voglia o no, infatti, l'inverno (almeno in montagna) inizia da lì. E come ogni inizio di degna esperienza desiderata, quello del brindisi è proprio il momento più sentito...

Autore : Emanuele Latini

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