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Le stagioni ormai spuntate, clima alla deriva...

La svolta climatica verso stagioni più miti e meno perturbate è un fatto conclamato ed innegabile, resta da capire se è solo l'inizio di una fase ulteriormente calda.

Editoriali - 20 Marzo 2017, ore 15.28

Lo diciamo da tempo:
-le perturbazioni atlantiche attive si sono ridotte sul Continente e passano comunque a latitudini spesso più elevate. Le poche che ci raggiungono si contano ormai sulle dita di una mano nell'arco di un intero anno.

-la zonalità, spintasi ormai così a nord per noi, è quasi del tutto ininfluente: la macchina del tempo  per produrre pioggia, si muove dunque per noi solo lungo flussi meridiani.

-Perciò le piogge sono soprattutto affidate alle depressioni e i contrasti termici tra masse d'aria nel Mediterraneo. Non derivano più da una sequenza perturbata atlantica classica 

-Chiaro che in questo contesto a risentirne maggiormente sono le regioni settentrionali schermate dall'arco alpino. Il sud delle Alpi riceve così meno precipitazioni in inverno ma ultimamente anche nelle altre stagioni, primavera in primis.

-I casi alluvionali del recente passato, tra cui 94, 2000, 2002 e le recenti alluvioni a Genova e alle Cinque Terre, non smentiscono anzi confermano questa linea di tendenza, con le depressioni statiche impedite nei loro movimenti da anticicloni bloccanti che concentrano la pioggia solo su fasce ristrette di territorio.

-il flusso meridiano delle correnti porta sempre più spesso l'anticiclone africano ad invadere il nostro Paese come risposta a discese di aria fredda sul settore occidentale del Continente; abbiamo così spesso ondate di caldo e periodi asciutti prolungati.

-Vi sono poi periodi in cui le depressioni agiscono nell'area mediterranea o nel centro Europa ma inviando correnti da nord-ovest e da nord-est che magari portano maltempo sulle centrali adriatiche e al sud, ma lasciano il nord e le centrali tirreniche costantemente sottovento e in cielo sereno.

-La crisi dei ghiacciai oltre a temperature medie più elevate è imputabile ad una drastica riduzione delle precipitazioni nevose

-le grandi famiglie di perturbazioni che raggiungevano le zone alpine a cavallo tra gli anni 60 e gli anni 70 erano un'eccezione o costituivano la norma? L'alternanza tra fasi più secche e fasi più umide fa parte della normale ciclicità del clima ma nel contesto demografico attuale, dove c'è una richiesta d'acqua cento volte superiore a quella degli anni 70, per tanti motivi, non ultimo quello dell'aria condizionata, la ciclicità secca deve farci paura.

-Per fortuna durante le ultime stagioni estive al nord non sono mancate situazioni temporalesche estese che hanno mascherato un po' il problema del bilancio idrico negativo annuale, anche se comunque il numero e la frequenza dei temporali rimane nel complesso in calo.
 
-Al sud e sulle isole invece, proprio grazie alla frequenza con cui si scavano depressioni, riescono fortunatamente a verificarsi precipitazioni di un certo rilievo durante tutte le stagioni, sia pure non distribuite regolarmente.


-Analizziamo qualche semestre caldo del passato:
Stagione del 2001 primavera sufficientemente piovosa, specie maggio, estate sovente tormentata da afflussi freddi, caldo solo dopo ferragosto e per un breve periodo. 
Stagione del 2002: primavera complessivamente più avara di piogge, ma estate fresca e temporalesca.
Stagione del 2003: primavera avara di piogge, estate storicamente caldissima ma a tratti temporalesca sulle Alpi e il Triveneto.
Stagione del 2004: primavera bagnata soprattutto al centro-sud, piogge sempre sotto norma al nord, estate termicamente normale ma sempre con deficit pluviometrico al settentrione. 
Stagione del 2005: primavera con precipitazioni leggermente sotto la norma con eredità invernale secca al nord, specie sulle Alpi. Da notare i picchi di pioggia sulle isole, specie nel sud Sardegna. Singolare il leggero deficit della Gallura in un'isola bagnata ultimamente da molta pioggia.

-In conclusione il cambiamento nella circolazione generale, dall'inizio degli anni 80 ad oggi è da considerarsi vistoso: l'inverno si è accorciato, viviamo una lunghissima primavera che spesso si traveste da estate anche fuori stagione.


Autore : Alessio Grosso

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