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La scienza è la madre della tecnologia ma attenti a come si usa e si diffonde...

Quali sono i rapporti tra scienza e tecnologia?

Editoriali - 6 Novembre 2007, ore 09.39

La Scienza ha per oggetto la scoperta delle leggi che governano il nostro mondo. Si tratta di una curiosità gratuita dell'uomo. E' come quando si ha una passione per il calcio o per la lettura. Alla fine della partita se la nostra squadra del cuore ha vinto o se il romanzo è risultato avvincente non ci si chiede se avremo più soldi in banca. La motivazione dominante è la curiosità. Lo scienziato vuole leggere il grande libro della Natura, vuole giocare tutta la lunga partita che si svolge sulla Terra. La tecnologia è invece il dominio dell'utile, di ciò che serve, si produce, si compra. Le sue motivazioni sono diverse rispetto alla Scienza. Il suo sviluppo corrisponde in generale a mutamenti rapidi del livello di vita dell'uomo e a grandi problematiche politiche ed economiche. Queste due grandi creazioni dell'uomo sono, oggi più che mai, caratterizzate da reciproci scambi e da un notevole carattere di interdipendenza. Le scoperte che si ottengono nel campo della Scienza si appoggiano sull'uso continuato e sullo sviluppo di tecnologie d'avanguardia. A sua volta la Tecnologia attinge a piene mani e si avvantaggia enormemente dal bagaglio scientifico accumulato indipendetemente dalla scienza pura. Negli ultimi anni il rapporto tra scienza e tecnologia ha subito un'accelerazione con interscambi sempre più forti. Il progresso ha fatto maturare nell'opinione pubblica molta fiducia verso gli scienziati, ma basta un grave incidente e la fiducia nella scienza è messa in discussione. L'attrazione morbosa verso i media si è impossessata di alcuni scienziati e li porta spesso ad esprimersi in modo troppo perentorio e sicuro su cose che sicure non sono affatto. La scienza è una disciplina complessa, un percorso ad ostacoli, fatto spesso di fallimenti più che di progressi. Pronunciarsi in modo netto su qualcosa che non si conosce completamente può nuocere gravemente alla credibilità della scienza stessa. Così nel dibattito sul riscaldamento globale non si può dire: "è colpa dell'uomo se ci riscaldiamo, punto e basta". L'opinione pubblica italiana, completamente a digiuno di scienza, a causa di programmi scolastici ministeriali infelici, recepisce questo passaggio e non sa che tale asserzione può risultare clamorosamente falsa. Così è infine anche per le proiezioni stagionali: il primo esperto di turno viene interrogato su come sarà l'inverno e lui, pur di apparire, è ben contento di sbilanciarsi rendendo noti DATI SPERIMENTALI, che non dovrebbero essere divulgati con tanta superficialità. Se proprio ci si vuole esprimere in tal senso si cerchi almeno, come sempre abbiamo fatto dalle pagine di questa testata scientifica, di far notare alla gente come tali previsioni abbiano al momento una valenza scientifica estremamente bassa, solo così non si ingannerà la gente e la scienza crescerà in credibilità.

Autore : Report Alessio Grosso

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