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La primavera NON è proprio dietro l'angolo

Il progetto invernale europeo "regge" ancora, potrebbe esserci solo un ritardo di qualche giorno.

Editoriali - 7 Gennaio 2014, ore 11.33

Alla fine di dicembre si parlava di normalità invernale in arrivo sull'Europa e poi sull'Italia nel corso della seconda decade di gennaio. E' quello che si scorge anche oggi nelle mappe realizzate dai modelli matematici, pur con qualche giorno di ritardo. E' sembrato per la verità di assistere alle "baruffe chiozzotte" di Goldoni tra il modello inglese e quello americano.

Il primo (ECMWF) ostinato nel prevedere l'inverno ma costretto a posticiparlo sempre di qualche giorno, l'americano (GFS) invece proiettato su scenari ben più miti di matrice atlantica e dunque favorevole al mantenimento dello status quo, con un gennaio mite ancora per parecchio.

Gradualmente però, come spesso accaduto anche in passato, le due posizioni si sono avvicinate e ora si è trovata una graduale convergenza perturbata e progressivamente più fredda per la metà del mese.

Si scaverebbe infatti nel Mediterraneo una depressione che finirebbe per ricevere un contributo freddo da est in Valpadana e porterebbe ulteriore neve sulle Alpi e questa volta forse anche su parte delle pianure del settentrione entro venerdì 17.

Nel frattempo si andrebbe a strutturare un ponte anticiclonico Azzorre-Scandinavia in grado di frenare almeno in parte le scorribande atlantiche. In un secondo tempo l'anello debole della catena si spezzerebbe all'altezza della Francia, consentendo la penetrazione di saccature che andrebbero ad interagire con l'aria fredda dell'est europeo durante l'ultima decade di gennaio.

A quel punto l'inverno potrebbe diventare qualcosa di più che "normale", ma prima di questo passaggio occorrerà osservare quel reset barico di cui tanto si è parlato ma che deve ancora trovare conferme reali.

L'appuntamento della verità? Lunedì 13 gennaio: all'arrivo della nuova perturbazione atlantica prevista da quasi tutti i principali modelli. Sembra comunque ridicolo parlare di primavera anticipata, soprattutto con tutto il serbatoio di freddo che si è accumulato al Polo e che certamente non si sfogherà tutto solo sugli States, ma dovrà trovare presto altre valvole di sfogo, magari non per l'Italia, ma l'Europa è grande, ricordiamocelo bene.
 


Autore : Alessio Grosso

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