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La meteorologia in rete (parte prima)

Siti della ricerca, cataloghi delle nubi e immagini di eventi meteorologici, educational, glossari di termini meteo, modelli meteorologici

Editoriali - 14 Marzo 2002, ore 17.27

Premessa Il mio lavoro mi porta spesso a navigare in rete alla ricerca di siti utili ai più disparati bisogni. Forte di questa mia esperienza, ho visitato migliaia di indirizzi, ho pensato di scrivere un articolo dedicato a quanto si trova in rete. Il tema, vastissimo, mi costringe ad affrontare il discorso in termini complessivi e, qualche volta, necessariamente approssimativi. Quindi più che fare una trattazione esaustiva, procederò per esempi significativi, esprimendo, se necessario, eventuali carenze. Tuttavia, dividendo i siti in singole categorie, spero di rispondere al meglio a quanto è possibile, di meteorologico, trovare in rete. Comunque molto dirò o molto non dirò, sia per la necessaria brevità ma anche per non togliere il piacere della navigazione ai lettori. Per quanto sopra affermato non potrò fornire indirizzi specifici. Altra considerazione da fare riguarda la lingua dei siti. La maggior parte sono in inglese, francese o spagnola, lingue che, ovviamente oltre all’italiano, sono in grado di capire, ma altre sono in tedesco o altre lingue per cui risultano di difficile comprensione ed un relativo giudizio risulta problematico. Una ulteriore notazione riguarda i siti MeteoLive e Meteoitalia, sui quali state navigando. Pur rendendomi conto che rientrerebbero in parecchie delle divisioni proposte, per opportunità, ho deciso di non considerarli. Ma per gli stessi motivi dovrò necessariamente essere generico quando dovrò occuparmi di realtà commerciali nostre possibili concorrenti. Siti della ricerca La parte del leone la fanno i siti anglosassoni. Non solo gli arcinoti NOAA e NASA degli Stati Uniti, con le decine di istituti e laboratori di ricerca ad essi collegati, ma anche molti centri della Gran Bretagna, ad es. il CRU (Climatic Research Unit) dell’università di Nottingham, dell’Australia e del Canada. Molto interessanti risultano anche i siti delle università tedesche, francesi e giapponesi. Singolarmente sono poi interessanti gli istituti di meteorologia delle università di Zurigo, Atene, Barcellona e Madrid, il Centro di Biometerologia dell’Università di Vienna, e, limitatamente all’influenza del Nino, alcune università cilene, brasiliane e peruviane. Inoltre sulla rete è possibile trovare una ricca documentazione sulle attività dei centri internazionali (l’Organizzazione Meteorologica Mondiale su tutti) ed intergovernativi europei, oltre al noto ECMWF, anche l’EUMETSAT (European organisation for the exploitation of meteorological satellites) o l’ICOD (Euro-Mediterranean centre on Insular Coastal Dynamics). Molto materiale è poi disponibile in merito ai progetti di ricerca internazionali come, ad esempio, il MAP (Mesoscale Alpine Program) o il WCRP (World Climate Research Program). Per quanto riguarda l’Italia, purtroppo, non c’è molto materiale disponibile. Notevoli informazioni si possono comunque avere dal CINECA di Bologna, dall’ENEA, dall’IFA e da alcuni istituti universitari geofisici o di fisica dell’atmosfera (ad es. Roma, L’Aquila, Modena, Firenze, etc.). Cataloghi delle nubi e immagini di eventi meteorologici Per quanto riguarda i tipi e le immagini sulle nubi, due cataloghi emergono su tutti gli altri: l’atlante delle nubi dell’università di Karlshrue, disponibile anche su cd rom, ed il prodotto analogo dell’Osservatorio del Monte Stomlo legato all’Australian National University. Sono poi presenti numerose foto nei siti amatoriali italiani, alcune anche molto belle ma, il più delle volte, disorganiche fra di loro e quindi poco utilizzabili come strumento scientifico (risultano però molto interessanti come pura cronaca meteo). Per quanto riguarda le immagini di eventi meteorologici sono soprattutto documentati: gli eventi estremi (trombe d’aria, uragani, tornados, etc.), i fenomeni ottici (arcobaleni, aurore boreali, etc.), le nevicate e gli effetti di grandinate e di forti venti . A parte i centri statunitensi preposti alla protezione civile (come ad es. il Disaster Center o il National Hurricane Center) o la ricchissima raccolta di foto satellitari della Nasa , ricche documentazioni si possono trovare negli archivi di Weather Channel o di alcuni quotidiani quali Usatoday o il Washington Post. I fenomeni ottici sono poi copiosamente presenti nei siti degli astronomi e degli astrofili. Educational, glossari di termini meteo Insieme alle mappe meteorologiche ed alle previsioni, di cui dirò in seguito, il settore educational è sicuramente il meglio rappresentato sulla rete. Si possono trovare lezioni, esercizi, interpretazioni di modelli, curiosità e molto altro. I centri e le università statunitensi, tedesche, inglesi e francesi forniscono vaste possibilità di apprendimento online a vari livelli: ognuno è libero di scegliere quello che è più confacente ai suoi interessi e bisogni. Sempre a livello di esempio si possono citare la Columbus University, il Massachusetts Institute of Tecnology, l’Università dell’Illinois, l’Ecole National de la Meteorologie, il Met-Office della Gran Bretagna, etc. Molto importanti sono poi i glossari che riguardano spesso non solo i termini meteorologici ma anche la spiegazione di acronimi di progetti scientifici ed enti ricerca (soprattutto gli anglosassoni nei loro articoli o nell’illustrazione dell’attività scientifica fanno molto ricorso agli acronimi). Fra i tanti glossari possiamo citare quelli del NWS (National Weather Service) e del PMEL (Precision Measurament Equipment Laboratories) degli Usa o quello del Geographics Department della British Columbia del Canada. Anche l’Italia può vantare numerosi link relativi all’educational e glossari di termini meteorologici. Tuttavia queste pagine sono quasi sempre gestite all’interno di portali ed il conseguente livello è di tipo non professionale, inoltre nei glossari mancano spesso numerosi termini basilari. All’interno di indirizzi amatoriali è però possibile individuare dei corsi dignitosi di meteorologia, uno dei quali disponibile anche su cd rom. Modelli meteorologici (mappe a breve, medio e lungo termine) Come sopra accennavo, modelli e previsioni meteorologiche abbondano nella rete. Ma la documentazione sui modelli numerici è spesso dedicata ad esperti con un linguaggio di non facile comprensione, così che non è facile orientarsi nella scelta dei prodotti migliori. Il materiale disponibile è comunque ricco e variegato. Considerando le mappe sull’Europa (a breve ed a medio termine), ancora una volta c’è da notare la differenza tra i siti americani (statunitensi soprattutto) e quelli europei. I principali servizi meteorologici nazionali europei (DWD tedesco, Met-office britannico, Meteo France francese, Meteoschweitz svizzero) sono poveri di informazioni in chiaro (non è nemmeno il caso di citare quello italiano, veramente penoso). In compenso i siti statunitensi sono prodighi di informazioni di base ed al NOAA si affiancano oltre a vari servizi meteorologici militari, anche università come la Florida State University. Sempre riguardo all’Europa, degni di nota sono le mappe proposte dai servizi meteorologici del Giappone, della Corea e dell’università del Quebec (Canada). Materiale interessante è anche quello delle università tedesche (sopratutto Amburgo, Karlsrhue e Berlino), dei servizi idrometeorologici jugoslavi (Belgrado e Podgorica), del servizio meteorologico islandese e da siti commerciali come Unisys, Tiscali, etc. Infine buoni prodotti, ma non comprensivi di tutto il territorio continentale, si hanno dai servizi meteorologici spagnolo, polacco, sloveno, slovacco, ceco, olandese, etc. e dall’università di Atene. Per quanto riguarda l’Italia, sono rappresentati numerosi modelli a scala locale come il Lambo (Limitated area model Bologna), il Rams (Regional atmospheric meteorological system), il Lilam (Liguria limitated area model), l’MM5 (Mesoscale model ver.5) ed il Dalam (Data assimilation limitated area model) proposti da servizi meteorologici regionali o da enti di ricerca. I modelli previsionali a lungo termine, come è logico, sono molto meno numerosi di quelli a breve e medio termine. Ottimi prodotti sono proposti , ad esempio, dalle università di Karlsruhe e Berlino e dai siti statunitensi della Columbus University, dell’UCAR (University Corporation for Atmospheric Research), dell’ECPC (Experimental Climate Prediction Center) e dell’NCEP (National Centers for Environmental Prodiction). Tutto quanto detto riguarda essenzialmente la previsione generale. Ma in rete si trovano numerose risorse anche nel campo applicativo come modelli e previsioni sull’ozono, sui raggi UV, sugli aerosol e la qualità dell’aria, sulle polveri, sulla proliferazione degli allergeni, sulle fasi fenologiche delle essenze vegetali, etc . Altre informazioni specifiche riguardano indici climatici o loro derivati come il raffreddamento da vento, l’indice di calore, il FWI (Fire Weather Index), l’umidità del suolo, etc. Tra i tanti siti che forniscono quanto abbiamo detto, possiamo citare sempre l’ECPC, l’ICOD, l’Istituto di Biometeorologia dell’università di Vienna, il COLA (Center of Ocean and Land Atmosphere studies), l’ISAO di Bologna, il LAMMA della Toscana, vari servizi agrometeorologici italiani, etc. (fine prima parte)

Autore : Antonio Ghezzi

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