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LA METEOROLOGIA IN RETE (II PARTE)

Strumentazione meteorologica tradizionale e tecnologicamente avanzata, centri e servizi meteo regionali ed altre strutture meteo nazionali, didattica-borse di studio, tesi di laurea, corsi di laurea, cambiamento climatico

Editoriali - 22 Marzo 2002, ore 10.35

1 Strumentazione meteorologica (tradizionale e avanzata) Numerosi sono i siti che trattano di strumentazione meteorologica tradizionale. Tra i tanti, consiglierei di visitare quelli degli osservatori meteorologici ed astronomici, riccamente presenti anche in lingua italiana, che garantiscono competenza e professionalità. Ad esempio, l’Osservatorio Astronomico di Palermo fornisce una dettagliata ed esauriente descrizione dei suoi strumenti tradizionali. Interessanti sono anche alcuni siti di costruttori e rivenditori di strumentazione. Molto spesso però si trovano dettagli tecnici, ad es. sull’elettronica o sulle caratteristiche costruttive, che risultano noiosi per l’utente medio. Impressionante è poi la documentazione disponibile per la strumentazione tecnologicamente avanzata. L’ENEA e l’ARPA dell’Emilia Romagna ne forniscono anche in lingua italiana, relativamente ad es. al Lidar (Light Detetction And Ranging) ed al Sodar (Sound Detection And Ranging). Ottima documentazione sul Wind Profiler e sul Rass (Radio Acustic Sounding System) si possono trovare sul sito della McGill University del Quebec oppure nel CRL (Communication Research Laboratory), istituto nazionale giapponese di ricerca, dove è disponibile anche una sezione unicamente dedicata al wind profiler. Analoga informazione specifica sul Lidar si trova sul sito del JPL (Jet Propulsion Laboratory) della Nasa. Altri siti interessanti sono quelli dell’AL (Aeronomy Laboratory) e dell’INEEL (Idaho National Engineering and Environmental Laboratory) collegati al Noaa. Informazioni di base sul Radar Meteorologico si possono ottenere dalle ARPA (Agenzia Regionale di Protezione Ambientale) delle regioni Emilia-Romagna, Veneto e Lombardia. Il CESI (Centro Elettrotecnico Sperimentali Italiano) oltre ad informazioni di base sul radar promette di mettere a disposizione le immagini del radar del Monte Lema del Servizio Meteorologico Svizzero. Naturalmente per saperne di più si deve far ricorso soprattutto ai siti statunitensi collegati al Noaa, come l’OAR (Ocenic Atmospheric Research) o l’ETL (Environmental Tecnology Laboratory). Ma il vero campo di sviluppo degli ultimi anni è stato quello dedicato a radiometria e spettrometria, soprattutto da satellite. I progetti internazionali di ricerca sono innumerevoli ed il conseguente materiale informativo è quanto mai vasto. Essendo però un campo ad alta specializzazione, i siti usano spesso un linguaggio da addetti ai lavori. Per chi fosse interessato ad approfondire l’argomento, suggerirei di tenere contemporaneamente in linea il glossario dell’università di Nottingham, dedicato specificamente al remote-sensing o quello del NESDIS (National Environmental Satellite Data and Information Service) relativo alle applicazioni satellitari. I siti sono quelli della Nasa, come il GSFC (Goddard Space Flight Center) e il JPL, o come il NESDIS e l’OSDPD (Office of Satellite Data Processing and Distribution) del Noaa. In Europa, oltre a molti centri spaziali nazionali fra i più interessanti il CNES (Centre National d’Etudes Spatiales francese, il BNSC (British National Space Center) della Gran Bretagna, l’IKI russo il NASDA (National Space Development Agency of Japan) del Giappone e l’ASI (Agenzia Spaziale Italiana), conviene visitare l’ESA (European Space Agency) e il centro tedesco DFD (Deutsches FernerkundungDatenzentrum) relativo al remote sensing da satellite. Strumentazione particolare è poi quella dedicata alla rilevazione dei fulmini. Si hanno reti di rilevazione a terra di utilizzo professionale, come ad es. quella gestita dal Cesi, come sensori installabili direttamente sul proprio personal computer, ad es. lo stormtracker della Boltek. Sulla rete si ritrova ben documentata la capacità e l’utilizzo di questi sensori. Inoltre all’interno del remote sensing da satellite si hanno vari strumenti progettati per lo più dalla Nasa, come il LIS (Lightning Imaging Sensor), l’OTD (Optical Transient Detector) o l’LMS (Lightning Mapper Sensor). La documentazione presente in rete è quanto mai ricca ed approfondita, andando dalla caratteristiche costruttive e di funzionamento, alle applicazioni nei singoli progetti, alle restituzioni cartografiche delle rilevazioni, etc. 2 Centri e servizi meteo regionali ed altre strutture meteo nazionali A partire dal 1995, a seguito dell’attuazione della legge nazionale, sono state create le agenzie di protezione ambientale. Gli esistenti servizi meteo regionali sono in genere confluiti in questi enti. I servizi meteo più attivi, e rappresentati sulla rete, sono quelli dell’Emilia Romagna, della Liguria, della Toscana, del Veneto, del Friuli Venezia Giulia, del Piemonte, della Lombardia, dell’Abruzzo oltre che delle Province Autonome di Trento e Bolzano. Come precedentemente ricordato, le regioni Emilia Romagna, Liguria e Toscana si sono anche dotate di un proprio modello meteorologico a scala locale, ripettivamente LAMBO, LILAM e RAMS. Nei siti menzionati è inoltre possibile avere dati meteo e, limitatamente a Emilia Romagna, Toscana, Veneto, Trentino e Friuli Venezia Giulia, anche immagini radar. L’informazione che si ricava da questi siti è generalmente di buona qualità, ma in alcuni casi, la connessione è estremamente lenta (vedi ad es. la regione Piemonte). Legate alla nivometeorologia, ci sono due distinte organizzazioni: l’AINEVA (Associazione Interregionale Neve e Valanghe) ed il METEOMONT. La prima ha come proprio ambito le Alpi ed ha sedi in tutte le regioni del nord, eccetto la Liguria, elaborando bollettini meteo generalmente autonomi, distinti cioè da quelli del servizio regionale, rivolti in particolare ai rischi connessi alla neve ed alle valanghe. La seconda, composta dal Comando delle Truppe Alpine e dal Corpo Forestale dello Stato, fornisce a sua volta informazioni sullo stato della neve comprendendo, non solo le zone alpine, ma anche le aree montuose di quasi tutto il territorio nazionale, sono escluse le due isole maggiori. Le previsioni generali che si trovano in rete sono però elaborate dal Centro Meteorologico Regionale di Linate dell’Aeronautica Militare. Questi siti sono molto professionali e si possono ricavare ottime informazioni locali. Altre strutture importanti nell’ambito della previsione nazionale sono l’UCEA (Ufficio Centrale di Ecologia Agraria), l’INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare) di Bari ed il Dipartimento di Scienze dell’Atmosfera de l’Aquila. 3 Didattica (borse di studio, tesi di laurea, corsi di laurea, altro) Il livello in cui versano le scienze dell’atmosfera in Italia ha l’evidente riflesso nel materiale in rete, relativo alla disponibilità scientifica rispetto alla meteorologia. L’offerta di contratti, borse o assegni di ricerca è piuttosto scarsa. Comunque qualche estemporanea opportunità è segnalata da Enea, Ifa, centri di ricerca bolognesi (Cineca, Smr, Isao, etc.). Altre informazioni che riguardano corsi, tesi o corsi di laurea non sono molto frequenti (si ricorda che attualmente gli unici corsi di laurea in meteorologia sono a Bologna e Ferrara inoltre a Napoli c’è il corso di laurea in oceaonografia e meteorologia). Si devono spesso fare ricerche interminabili per ottenere molto poco. Una delle voci maggiormente rappresentate è relativa ai corsi sul radar meteorologico ed in generale al remote sensing. Come al solito, se ci si rivolge all’estero, Stati Uniti, Francia, Germania etc., le informazioni risultano copiose e le possibilità di ricerca e di didattica interessanti. Inutile citare, anche singoli esempi risulterebbero discriminatori, le numerose università statunitensi che permettono corsi di laurea di buon livello se non addirittura con contenuti d’avanguardia. 4 Cambiamento climatico A parte gli indirizzi specifici, connessi comunque con il cambiamento climatico tipo ENSO (El Nino Southern Oscillation), di cui diremo a parte, la voce cambiamento climatico è molto rappresentata sulla rete. Purtroppo, al solito, la diffusione dell’informazione, stante poi la conoscenza media italiana delle lingue straniere, è limitata dalla lingua largamente prevalente che risulta l’inglese. Numerosa è la documentazione nel settore educational fornita dalle università e dai centri studi statunitensi. Forse uno dei siti più completi è quello del MIT Integrated Global System Model. Informazioni si possono avere da vari indirizzi dell’EPA (Environmental Protection Agency) del governo statunitense, dalla John Hopkins University, dal CMDL (Climate Monitoring and Diagnostic Laboratory), dal GCDIS (Global Change Data and Information System), dal CGCS (Center Global Change Science), dal NCDC (National Climate Data Center) o dal USGCRP (United States Global Change Research Program) o la Homepage delle Reutgers University degli Stati Uniti, dal CRU (Climate Research Unit) dell’università dell’East Anglia (Gran Bretagna), dal IPCC (Intergovernmental Pannel of Climatic Change) del WMO. Sempre a cura del WMO è possibile avere un elenco dettagliato dei progetti di ricerca sul cambio climatico, mentre la Nasa, attraverso il GCMD (Global Change Master Directory), mette addirittura disponibile un motore di ricerca dedicato all’argomento. Infine tra le raccolte dei link sul cambio climatico, si può segnalare quella gestita dall’OECS (Organisation Eastern Caribbean States).

Autore : Antonio Ghezzi (Meteorologo e Climatologo)

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