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La MALATTIA dell'INVERNO: le saccature di colpo da dicembre accelerano e non nevica, perché?

Perché succede tutto questo?

Editoriali - 5 Dicembre 2019, ore 10.00

Solitamente il vortice polare tende ad approfondirsi e a compattarsi durante il periodo natalizio, abbassandosi peraltro anche di latitudine, ma forzando la corrente a getto che accelera sensibilmente e porta parecchio scompiglio alle latitudini medie, impedendo anche per qualche settimana (specie sotto Natale) alle saccature di inserirsi con facilità nell'area mediterranea.

Mentre in novembre infatti i movimenti di tutta la struttura del vortice polare risultano molto meno significativi e questo consente il facile inserimento di saccature e depressioni a ridosso del nostro Paese, in dicembre tutto si complica, proprio quando tutti si aspetterebbero copiose nevicate sulle nostre montagne, sia alpine che appenniniche.

E' il mal d'inverno, di cui abbiamo già parlato, figlio dei nostri tempi, di un vortice polare fin troppo attivo, una situazione che si trascina ormai da alcuni anni e che è caratterizzato da due tipi di tempo:
1 o ne scaturisce una corrente da ovest molto tesa che rovina tutti i progetti delle saccature di abbassarsi di latitudine, come vediamo qui sotto, variabilità e mitezza:



2 oppure ne deriva una fase anticiclonica prolungata con il treno delle perturbazioni che scorre oltralpe senza peraltro incidere troppo nemmeno sul centro Europa.

E quest'anno? Stiamo assistendo allo stesso tipo di "teatrino" dopo aver pensato a lungo di poter vivere un dicembre diverso, speranza peraltro non ancora del tutto riposta nel cassetto, perché l'accelerata del getto potrebbe risultare solo temporanea, ma è inevitabile farne presente "la minaccia" ai lettori.

Intendiamoci: non è certo il caso di augurarsi un novembre bis, visto quanto accaduto sul territorio, ma il mantenimento della dinamicità, magari dai connotati più invernali, sarebbe certamente importante.

Ne derivano invece dai modelli clamorose strozzature dei cicloni: qui sotto vediamo una mappa che MOLTO difficilmente potrà realizzarsi, cioè un autentico ciclone che, sfuggito alle maglie delle forti correnti occidentali, si è incagliato ed impazza nel Mediterraneo:

Sarebbe invece già positivo se si realizzasse un'opzione debolmente perturbata come quello che evidenziamo qui sotto; in base a questa almeno non mancherebbero precipitazioni nevose a quote basse sull'arco alpino, sempre utilissime in vista delle festività:


Autore : Alessio Grosso

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