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La circolazione a livello emisferico è VIZIATA da due "problemi"; vediamo quali...

La circolazione a livello emisferico propone due macigni altopressori che non si schiodano dalle loro sedi. Ciò si ripercuote anche sul tempo a livello locale.

Editoriali - 27 Marzo 2019, ore 11.36

Osserviamo molto attentamente la mappa EMISFERICA estrapolata questa mattina dal modello europeo per i primi giorni di aprile (in particolare per martedi 2 aprile); Si consiglia di ingrandire l'immagine per avere un migliore contesto visivo: 

Si deve partire da molto lontano per capire come mai le perturbazioni non riescano più a giungere da ovest sull'Europa occidentale, ma soprattutto perchè l'oceano Atlantico invece di essere la porta della pioggia e delle perturbazioni (come era un tempo) si sia trasformato in una fucina di alte pressioni che con una velocità esasperante "spanciano" verso levante determinando inverni inesistenti e periodi fortemente siccitosì sull'Europa occidentale e il nord Italia. 

Partiamo da lontano, ovvero dalle coste occidentali del Continente Americano. Notate quel promontorio di alta pressione che in questo periodo dovrebbe essere posizionato verso il Pacifico e che invece si trova completamente addossato alla costa occidentale degli States. Ciò sta facendo tribolare da anni la California, che è soggetta a siccità sempre più preoccupanti, mentre più ad est (verso la costa orientale) sembra esserci il ritrovo del freddo e del maltempo in quasi tutte le stagioni dell'anno. 

La corrente a getto si comporta come una corda: se in un punto vi è un'interferenza (come nel caso del promontorio sulla costa occidentale americana), essa si propaga con moto ondulatorio su tutto l'emisfero. 

Al promontorio suddetto fa seguito (più ad est) un cavo d'onda semistazionario sul settore centro-orientale degli States, dove le ondate fredde ormai non si contano piu. 

Piu ad est, in Atlantico, ecco salire la radice di tutti i nostri problemi, ovvero un'alta pressione delle Azzorre che spinta dal getto esasperato in uscita dal continente americano si stira e si allunga verso l'Europa occidentale, lasciando spesso delle "succursali" in loco come sta succedendo ormai da mesi. 

La cosa bizzarra è che i settori orientali europei si comportino alla stregua del settore centro-orientale degli States, divenendo meta di tutti gli affondi freddi e perturbati che ad esempio stanno triplicando le medie pluviometriche della Grecia e zone limitrofe. 

Fin tanto non verrà meno l'interferenza altopressoria sulla west coast americana, l'ingranaggio che muove il motore del tempo atmosferico sul nostro emisfero sarà SEMPRE viziato da questa interferenza, con tutti i problemi di siccità (sui rispettivi settori ovest del continente europeo e americano) che faranno da controaltare ad esuberi pluviometrici riscontrabili invece più ad est, dove si andranno a gettare gli affondi. 

Si tratta di un cambiamento di circolazione reversibile o irreversibile? Quasi sicuramente reversibile, ma i tempi e i modi di questa presunta reversibilità non si conoscono. 


Autore : Paolo Bonino

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