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L'INCOGNITA "STRAT-WARMING"

Nessuno sa quando, dove, come e soprattutto "se" colpirà; i modelli impazziscono!

Editoriali - 27 Dicembre 2000, ore 12.53

Il periodo natalizio è coinciso col ritorno del grande Atlantico che ha colpito di nuovo tutta la penisola con le sue depressioni riattivando il tanto ben poco amato Scirocco che ha tagliato in due l'Italia portando neve al nord e pioggia al centro sud. Temperature in rialzo notevole su queste ultime che si sono ritrovate di nuovo nella stagione autunnale con connotazioni primaverili: quasi un incubo ricorrente in questi ultimi mesi. Il tutto temporaneo, in quanto si profila a breve il ritorno del freddo su tutta la penisola, e qui inizia un calvario che sta facendo "sudare" i modelli e sospirare chi attende il tanto e molto decantato gelo, che sembrava alle porte ormai definitivamente a fine anno per non andarsene più e che ora sembra solo essere una comparsa nello scenario atlantico. Si è accertato che il grande freddo è arrivato sullo scacchiere nordeuropeo, che le depressioni viaggiano a latitudini medie essendosi abbassato il flusso zonale causa la presenza di anticicloni freddi, è una realtà anche lo stratwarming che ha scatenato i modelli su previsioni di gelido fine anno e gennaio polare, ma poi... Facciamo il punto della situazione: fino a prima di natale tutti i modelli disegnavano per fine anno la discesa di gelo sulla nostra penisola, dandola non come una episodica passata, ma una stabile sferzata che si sarebbe consolidata ancor più nel periodo dell'epifania. Questo tipo di previsione è stata a lungo sostenuta dai modelli ed anche i più oculati alla fine l'avevano abbracciata. Ma sotto il periodo natalizio, le convinzioni di ciò si sono assottigliate fino a divenire un caotico purè di variazioni che hanno detto tutto di tutto: pur lasciando la discesa fredda dell'ultimo dell'anno, l'hanno assottigliata, accorciata, fatta seguire da rimonte africane o flussi zonali atlantici con lievi ritorni del freddo seguiti da onde più temperate, e il gelo spostato a metà gennaio. Noi che stiamo a guardare e che pendiamo dalle labbra di detti modelli, siamo rimasti allibiti e delusi, personalmente convinto che è troppo comodo allontanare il freddo a date impossibili per essere attendibili così da poterlo poi rettificare con calma!!!! E allora mi sono chiesto come mai un episodio ormai dato per certo per giorni e giorni, sia stato ridotto ad un normale evento stagionale di breve durata? Facile è perdere fiducia nei modelli di previsione in questi frangenti, specie se non ci si interroga sulle motivazioni che possano aver spinto un cambio di rotta così deciso, dopo che si era tanto a lungo martellato su un sicuro arrivo di un ciclo freddo ben strutturato. E a mio parere, e credo che ragionandoci molti concorderanno, il bandolo della matassa è proprio lui, lo stratwarming. Non ne sappiamo che ben poco di questo fenomeno di cui tanto si parla, sappiamo che esiste, ne conosciamo le premesse e quindi possiamo riconoscerne la presenza, ma poi oltre questo cade il buio più totale. Quale sarà la sua intensità massima? Dove colpirà? Quando? Come? E per quanto? Sono tante le incognite da calcolare di questo fenomeno che sconvolge il clima di un intero emisfero, e purtroppo non sappiamo rispondere con certezza, ed è per questo che i modelli vagano nella nebbia di una previsione che al di la del giorno per giorno non ha ragione di esistere, almeno davanti ad una stagione che gode della presenza di detto fenomeno che in un istante può cambiare le sorti di un continente. Perché è proprio questo il punto: lo stratwarming è imprevedibile in quanto fulmineo: la discesa fredda potrebbe tagliare in poche ore i flussi zonali e precipitarsi al di là della presenza di varchi o meno, in quanto la sua potenza non ha bisogno delle debolezze altrui, ma le batte tutte, causando un repentino raffreddamento del continente lasciando tutti, modelli compresi, a bocca aperta, strabiliati ancora una volta dalla forza e imprevedibilità di una natura che non riusciamo proprio a controllare. Chissà che non sia proprio l'ondata fredda di fine anno la sorpresa che i modelli non considerano tale, e che darebbe inizio alla tanto straordinaria stagione invernale sulla penisola portando a tutti, settentrionali come meridionali, bianchi e gelidi paesaggi.

Autore : Costantino Meghini

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