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Il punto: "aspettiamo prima di giudicare l'inverno"

La nostra stagione invernale è caratterizzata spesso da lunghi momenti di stanca; gli inverni costantemente dinamici e votati al freddo costante non sono certo la norma. Sino ad ora comunque il sud ha già ricevuto 2 irruzioni fredde.

Editoriali - 5 Gennaio 2015, ore 08.45

L'inverno italico è caratterizzato da sempre da lunghe fasi di stanca, nelle quali si inseriscono 2-3 episodi, (4-5 in annate particolari) di freddo intenso e di neve.

Naturalmente si contano anche inverni particolarmente dinamici, oppure caratterizzati da freddo più costante, ma questi non sono la norma, bensì l'eccezione, così come non è certo frequente avere l'arco alpino o appenninico abbondantemente innevato per tutto l'inverno, come vorrebbero farci credere certe cartoline o pubblicità che arrivano dalle località di villeggiatura montane.

Nella fattispecie questa stagione ha già fatto registrare ben due ondate di freddo e neve sul nostro meridione, la prima davvero severa e per diverse regioni persino storica.

La prima metà del gennaio inoltre conosce spesso fasi caratterizzate da un forte flusso di correnti occidentali, salvo eccezioni (ad esempio 2009, 1985). Anche quest'anno non sembra sfuggire alla logica dell'inverno "addormentato", ma tutta l'insipienza di questa prima fase del 2015, che dovrebbe culminare nel week-end mite del 10-11, potrebbe essere gradualmente seguita da un fisiologico rallentamento delle correnti occidentali e da affondi depressionari importanti in sede mediterranea.

Chiaro, non siamo in grado di dire se questi affondi colpiranno la Spagna e la Francia inviandoci un respiro mite e piovoso in risposta, oppure se centreranno in pieno l'Italia portandoci neve e freddo, con eventuale formazione di altre depressioni mediterranee al suolo, però il segnale dal modello americano è oltremodo chiaro e si evidenzia anche stamane nella media degli scenari del modello gemello GEFS.

Dunque le condizioni di zonalità esasperata difficilmente persisteranno anche dopo la metà del mese, la dinamiticà stagionale insomma non sembra in discussione, confortata da un anticiclone certamente "grasso" ma non in grado di impossessarsi stabilmente dell'Europa e tantomeno del Mediterraneo.

Pertanto aspettiamo prima di giudicare l'inverno già dall'Epifania.
L'incidente di percorso atteso nei prossimi giorni, che ricorda molte certe "inquietanti" fasi del febbraio del 1989, potrebbe insomma restare isolato.
  




 


Autore : Alessio Grosso

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