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Il buio oltre...l'isobara

Errori di inizializzazione dati a parte, si capisce che non è stagione, ma c'è comunque la possibilità di salvare il salvabile.

Editoriali - 18 Gennaio 2012, ore 12.23

Con il cuore del vortice polare centrato sul Canada e le briciole sparse qua e là tra Europa orientale e Siberia, l'inverno italiano seguita a stentare. La nebbia e le recenti nevicate adriatiche ne stanno nascondendo l'indubbia mediocrità, al pari della stagione 2006-2007, che pure riservò un finale di gennaio discretamente invernale.

C'è poi la scarsa propensione degli anticicloni, per svariati motivi, a non rimontare mai verso il nord Atlantico e tantomeno a posizionarsi sul territorio scandinavo, fatto che innescherebbe tutta una serie di possibili, anche se non certe, risposte perturbate e magari anche fredde in sede mediterranea. 

In più qui c'è una preoccupante carenza d'acqua per le regioni settentrionali e centrali tirreniche che, per ora, resta sotto traccia ma che in primavera, mancando ulteriormente la pioggia, rischia di farsi grave. Infatti la natura in un certo senso è ancora "dormiente", ma ai primi tepori potrebbe mostrare sofferenza.

C'è poi da considerare l'aspetto turistico: è cominciato il periodo delle settimane bianche e ci sono zone come il Piemonte e più in generale di tutta la fascia prealpina dalla Lombardia al Veneto, che risentono della scarsissima nevosità.

Oltretutto, proprio nel momento topico della stagione i grandi cervelloni matematici che dispensano le carte meteo risentono gravemente di un errore di inizializzazione dati, derivante dal mancato prelievo di dati di alcune boe dell'Oceano Atlantico. Una situazione che si rifletterà inevitabilmente sull'attendibilità previsionale. Pare che vi siano stato il tentativo di metterci una pezza "umana" prima di avviare i processi di equazione, ma resta il fatto che il tutto ancora non convince. 

In questo caos in cui le giornate invernali sembrano scivolare via tristemente e inesorabilmente senza essere state pienamente vissute, un lumicino di speranza arriva per le Alpi, dove per il 25-26 sono attese importanti precipitazioni nevose con convergenza dei 3 principali modelli matematici: l'inglese, l'americano e il canadese.
Anche parte del nord Appennino, segnatamente quello ligure, potrebbe fare il pieno di neve.
Naturalmente l'attendibilità di una simile previsione, soprattutto dopo quanto esposto sopra, resta molto bassa, ma il dovere di cronaca resta e qualcosa al pubblico va pur detto.


Autore : Alessio Grosso

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