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I danni provocati dall'assottigliamento della fascia d'ozono

Aumento di melanomi maligni, cataratta, riduzione del raccolto, scomparsa di alcuni organismi viventi. Vediamo una sintesi delle ultime notizie in merito provenienti dal mondo della scienza.

Editoriali - 1 Febbraio 2005, ore 08.57

L'erosione dello strato di ozono genera, più di qualsiasi effetto dovuto al cambiamento di clima, danni molto gravi alla salute dell'uomo. I raggi ultravioletti non sono pericolosi in modo uniforme. Le radiazioni ultraviolette A con lunghezze d'onda superiori ai 320 nanometri sono necessarie per formare la vitamina D. L'energia che contiene invece un fotone UV-B è molto più potente di quella di un UV-A; di conseguenza l'UV-B può danneggiare le cellule. Nella luce solare in cui siamo cresciuti, l'ozono e l'ossigeno della stratosfera schermavano la maggior parte delle radiazioni solari con lunghezze d'onda comprese fra i 290 e i 320 nanometri. Ai livelli attuali le radiazioni UV-B che raggiungono la Terra possono seriamente danneggiarci facendo invecchiare la pelle o peggio provocandone il cancro. La pelle e gli occhi, infatti, sono gli organi maggiormente esposti alle radiazioni che penetrano nei primissimi strati delle cellule e vengono così assorbiti. La melanina è un pigmento della pelle che nello strato superiore assorbe le radiazioni facendo da schermo. La quantità di melanina però cambia da un individuo all'altro e da una razza all'altra; pertanto le radiazioni possono penetrare fino a livelli inferiori provocando nelle cellule mutazioni cancerogene. Le persone di razza bianca hanno più probabilità di quelle di razza nera di contrarre melanomi maligni. La malattia aggredisce più chi lavora in ufficio rispetto a chi lavora nei campi; sembra che ciò sia causato dal sole preso durante le vacanze, cioè tanto in una sola volta senza abituare la pelle. Il calo della concentrazione di ozono potrà causare malattie prevalentemente in Nord America, Europa, Unione Sovietica, Australia, Nuova Zelanda, Giappone. Gli esquimesi per difendere gli occhi dalle radiazioni ultraviolette portano occhiali a fessura perchè la neve riflette dall'80 al 90% delle radiazioni UV-B che la colpiscono. Una lunga esposizione degli occhi alle radiazioni ultraviolette può provocare cataratta e cecità. Secondo l'Istituto per la politica ambientale la diminuzione dell'ozono del 3% porterebbe circa quattrocentomila nuovi casi di cataratta all'anno, molti dei quali nel Terzo Mondo dove la gente lavora prevalentemente all'aperto. Se il danno all'ozono si rivelerà più grave di quanto si pensa i contadini, secondo alcuni studiosi, dovranno misurare in minuti la loro esposizione al sole per non danneggiare gli occhi e addirittura far pascolare i bovini all'imbrunire. Una grave riduzione dell'ozono potrebbe diminuire di un quarto un raccolto o addirittura dimezzarlo. Gravemente minacciati sarebbero i piccoli animali marini (zooplancton) e la flora marina (fitoplancton). Essendo infatti estremamente minuti, sarebbero colpiti in modo irreversibile dai raggi ultravioletti. I gamberi, come molte altre specie appartenenti allo zooplancton, programmano la loro stagione riproduttiva in modo da non trovarsi in superficie con livelli di luce ultravioletta massima: una riduzione di ozono del 7,5% potrebbe dimezzare il loro periodo riproduttivo.

Autore : Redazione

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