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Estate caldissima e ghiacci che si sciolgono? Si, ma...

Ecco come le informazioni spesso grossolane e parziali sugli eventi climatici determinano, nell'immaginario collettivo, una errata percezione del riscaldamento globale.

Editoriali - 28 Settembre 2012, ore 09.26

In generale, per poter studiare ed analizzare adeguatamente un evento, un fenomeno, un sistema, o soltanto per cercare di dare un senso logico ad una qualsiasi informazione utilizzando il metodo scientifico, bisogna prima di tutto saper collocare i fatti o i dati, nel loro giusto contesto.
Questo è un passaggio chiave del ragionamento scientifico e si chiama contestualizzazione.

Se infatti si acquisiscono gli strumenti necessari per riuscire ad utilizzare questa tecnica, ci si renderà presto conto di quanto invece oggi siamo bombardati da informazioni più o meno corrette, ma che comunque se presentate e considerate fuori dal contesto, inducono a trarre delle conclusioni spesso frettolose e fuorvianti.

Un caso emblematico di questo fenomeno riguarda l'errata percezione del riscaldamento globale che si è venuta a creare nell'opinione pubblica negli ultimi tempi.
Le ultime informazioni che l'italiano medio ha ricevuto al riguardo, esclusivamente attraverso la stampa, i telegiornali, o al massimo ascoltando qualche talk-show improvvisato, ci parlano di recenti mesi estivi con temperature record o quasi in Italia, in Europa e negli Stati Uniti, di fusione record dei ghiacci marini artici e dei ghiacciai alpini, di uragani particolarmente intensi e distruttivi.
 

Tutto vero in effetti, o quasi.
Conclusione: il riscaldamento globale accelera e siamo tutti spacciati.
Peccato però che le cose, se considerate nel loro giusto contesto, non stiano affatto in questo modo.

Ma andiamo con ordine e proviamo a stabilire dei criteri minimi di contestualizzazione.
Primo: esistono sempre delle fonti ufficiali dove possiamo andare a cercare i dati veri, completi e affidabili per poter verificare le informazioni che riceviamo.

Secondo: se parliamo di riscaldamento globale, non ci possiamo limitare ad analizzare i dati riguardanti l'Italia o gli Stati Uniti, ma dobbiamo sempre considerare il sistema nella sua interezza (sistema Terra).

Terzo: non possiamo ritenere significativi i dati di una singola stagione o di un singolo anno, ma dobbiamo necessariamente rapportarli ai tempi climatici (decine d'anni) e concentrarci eventualmente sui trend in corso.

Se procediamo in questi termini, il quadro generale che alla fine ne scaturisce, cambia sensibilmente e forse anche inaspettatamente. Si scoprono infatti alcune cose molto interessanti che contribuiscono ad allargare ed a elevare il nostro livello conoscitivo.

Non sapevamo ad esempio che l'inverno scorso è stato relativamente rigido in tutto il nostro emisfero, Europa compresa, con temperature mediamente inferiori alla norma in tutta la fascia posta a medio-basse latitudini del continente euroasiatico, oltre che in Africa del nord, Alaska e Siberia orientale.

Non sapevamo che anche in questa estate definita frettolosamente "eccezionale", le temperature medie globali si sono mantenute sostanzialmente in linea con quelle delle estati degli ultimi anni e che per esempio ad un passo da noi, e cioè nel nord europa, l'estate appena trascorsa è stata addirittura complessivamente fresca.

Non sapevamo inoltre che quest'anno i ghiacci marini antartici hanno praticamente uguagliato il record storico di estensione massima del 2007, confermando un trend orientato all'aumento, e che le temperature registrate dalle stazioni scientifiche sparse in tutto il continente antartico hanno rilevato temperature quasi sempre eccezionalmente basse.
Forse non sapevamo nemmeno che le temperature medie globali del nostro pianeta sono sostanzialmente  stabili da oramai circa quindici anni e cioè dalla fine degli anni novanta del secolo scorso, e che negli ultimi dieci anni si è addirittura instaurato un trend di leggera decrescita,  evidenziabile sia dai dati ricavati da stazioni meteo terrestri, sia dai dati satellitari, che misurano le temperature della bassa troposfera e le temperature superficiali degli oceani.

Ecco, questa è l'attuale dinamica del global warming, questo è quanto ci dicono i dati ufficiali a nostra disposizione e che chiunque può verificare; l'idea quindi, di un riscaldamento generalizzato, continuo e costante, se non addirittura  accelerato, non corrisponde alla realtà dei fatti, non almeno in questo momento storico.

Poi, disquisire eventualmente sull'attendibilità dei dati, o interrogarsi sulle vere cause del sensibile riscaldamento globale registrato negli anni ottanta e novanta del secolo scorso (circa mezzo grado in poco più di vent'anni), o ancora pronunciarsi e sbilanciarsi su previsioni climatiche per il futuro, beh, come sappiamo, questo è tutto un altro paio di maniche.

Oggi quindi, più che mai, diventa assolutamente indispensabile possedere strumenti ci conoscenza che ci permettano di saper filtrare le informazioni e di saperle contestualizzare, riconoscendo quelle utili ad arricchire veramente il nostro bagaglio culturale, da tutta quella spazzatura informativa che ci viene propinata quotidianamente; ecco, questo è il grande e ineguagliabile vantaggio del metodo scientifico.


 


Autore : Fabio Vomiero

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