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Disastri prevedibili ma inevitabili

Nuove strade del clima?

Editoriali - 19 Novembre 2000, ore 17.33

In molte zone del nord Italia questo novembre si chiuderà con il raggiungimento o addirittura il superamento dei record (in alcuni casi secolare) di precipitazioni per questo mese e pensare che siamo poco oltre la metà! I mezzi di informazione stanno insistendo sull'effetto serra e sui cambiamenti che esso comporta, mescolando pillole di saggezza scientifica, con interviste a chi afferma che non esistono più le mezze stagioni...... In questo marasma informativo, posso solo rammentare che qualsiasi episodio di una certa intensità ormai viene collegato all'effetto serra e questo rappresenta un gravissimo errore. In primo luogo l'errore sta nel creare sempre l'eccezionalità; con il passare del tempo, il pubblico non attento alle vicende meteo, sarà assuefatto a qualsiasi catastrofe e non farà più caso se questa o quella zona andrà sott'acqua (a meno che non si tratti della propria casa) o quant'altro. I cambiamenti in atto riguardano la distribuzione dei fenomeni atmosferici sia nel tempo (stagioni e frequenza ciclica), sia nello spazio (estensione sul territorio), ma allo stesso modo se analizziamo bene gli eventi delle epoche passate, ci accorgiamo che quelli vissuti ora sono episodi che sono già avvenuti. L'eccezionalità va annotata come evento possibile, l'unica nota stonata è la frequenza con la quale si ripetono questi eventi. Ora dobbiamo tutti quanti abituarci ad un regime climatico differente da quello passato, ma non è neppure corretto credere che il Nord sarà sempre più bagnato ed il Sud sempre più secco (ultima moda in campo di affermazioni dei media). In questi ultimi anni ci sono stati parecchi problemi al Sud per la mancanza d'acqua, ma a livello nazionale, dalle notizie che sentiamo, non siamo in grado di stabilire quanto questa carenza sia imputabile alla siccità (che spesso è pesante) e quanto alla disastrata rete idrica, unitamente al cresciuto fabbisogno della popolazione. La conclusione è che tra cicli climatici e influenza umana, diventa via via sempre più difficile capire quanto sia cambiato il pianeta. Cambiato lo è di sicuro, ma non possiamo creare delle mode momentanee attorno a questo. C'erano gli anni dove era gettonato il buco dell'ozono, prima il riscaldamento globale, poi la tropicalizzazione e l'innalzamento del livello dei mari e così via... La parola andrebbe data a chi seriamente sta impegnando la propria vita nella ricerca su questo, ma spesso sono personaggi che poco hanno a che fare con la scienza e noi ci ritroviamo punto e a capo, con i servizi dei TG del 1989 che sono identici o quasi (nei contenuti), a quelli di oggi. La scienza intanto è andata avanti....

Autore : Luca Ronca

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