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CLIMA: nessun serio scienziato è così ingenuo da affermare che il riscaldamento globale è causato solo dalla CO2 ma il sole...

Qualche spunto di riflessione che potrebbe tornare utile nella costruzione di un modello interpretativo del cambiamento climatico.

Editoriali - 1 Aprile 2016, ore 08.48

Il clima sta cambiando, su questo oramai non ci sono più dubbi, e nonostante le importanti incertezze che caratterizzano ancora i dati delle prime decadi del secolo scorso, è invece documentata con una certa accuratezza una fase di generale riscaldamento avvenuta negli ultimi quarant’anni. Molti continuano ancora a dubitare anche di questi dati chiamando in causa eventuali errori grossolani derivanti dai fenomeni delle isole di calore urbane o riferendosi ad una rete di misurazione ancora troppo eterogenea.

E’ bene sapere però che oltre ai dati strumentali di temperatura, esistono anche molte altre osservazioni, perlopiù legate ai cosiddetti indicatori climatici come per esempio l’aumento medio del livello del mare, lo scioglimento dei ghiacciai montani e continentali della Groenlandia e dell’Antartide occidentale, la riduzione della calotta artica, che portano tutte alle stesse conclusioni: il riscaldamento globale esiste ed è ampiamente documentato.

Vediamo ora come collocare questo mutamento climatico nel contesto più ampio della storia del clima. E qui iniziano certamente le prime complicanze, perché, anche se oramai è assodato che il nostro pianeta è soggetto da sempre a continui cambiamenti climatici anche importanti, non è invece affatto certo di come effettivamente questi avvengano, per quali cause e con quali frequenze, visto che il grado di dettaglio dei dati provenienti dalla climatologia storica e dalla paleoclimatologia non è nemmeno lontanamente paragonabile a quello attuale.

Storie di vichinghi e di terre da qualche parte verdi, come oggi del resto, di presunta viticoltura condizionata dal clima anziché dalle vicende legate ai mercati e ai contesti storici, di qualche fiume ghiacciato immortalato in un dipinto a testimoniare freddo duraturo in un intero continente.

Chiediamoci se queste informazioni, così poco scientifiche, possano essere sufficienti a descrivere l’enorme complessità del clima globale. Anche le ricostruzioni paleoclimatiche sono affette da un alto grado di approssimazione e quindi, in definitiva, nessuno può realmente sapere se un riscaldamento veramente globale di circa 0,7°C in quarant’anni, come quello attuale, sia mai avvenuto nel passato.

Passiamo ora alla nota ancora più dolente delle possibili cause. Il clima è un sistema complesso per cui proprio come qualsiasi altro sistema complesso è imprevedibile e resistente alla modellazione fisico-matematica in quanto complicato dalla comparsa di comportamenti emergenti (more is different) e da una moltitudine di interazioni biunivoche tra i vari elementi del sistema stesso.

Tuttavia, ciò non significa che non si possa tentare di comprendere, almeno a grandi linee, molte caratteristiche del sistema nel suo complesso e la scienza moderna, sotto questo punto di vista, è molto più attrezzata rispetto a quella, peraltro storicamente molto più riduzionista, di soltanto qualche decennio fa.

La composizione chimica dell’atmosfera è sicuramente un fattore climatico e la CO2 è sicuramente un gas ad effetto serra, il problema quindi non è tanto quello di stabilire se la CO2 antropica sia causa o meno di riscaldamento climatico, ma semmai è quello di riuscire a definire quanto la CO2 possa influire sul riscaldamento e rispetto alle altre possibili concause: fattori astronomici, attività solare, variabilità interna del sistema terra, opacità dell’atmosfera legata agli aerosol naturali e/o antropici, attività vulcanica.

Detto questo, nessun scienziato del clima serio sarebbe così ingenuo da affermare che il riscaldamento globale possa essere causato soltanto dall’aumento dei gas serra antropici.

Alcuni tra i non addetti ai lavori, invece, continuano a sostenere che la causa principale di questo riscaldamento globale sia l’attività solare, nonostante la stragrande maggioranza delle evidenze attuali e dei lavori scientifici suggerisca invece che questo fattore possa fornire in realtà un contributo sostanzialmente modesto.

Più promettente e produttivo in termini di relativa causalità, invece, sembra essere lo studio della variabilità climatica interna e delle dinamiche degli aerosol, se proprio vogliamo.

Poi, per carità, vista l’incertezza probabilistica che come abbiamo visto caratterizza lo studio dei sistemi complessi, si potrà continuare a ignorare la ricerca scientifica e a credere negli stereotipi dell’uomo che non c’entra nulla e del Sole che scandisce il cambiamento climatico, esattamente come si crede che i vaccini causino l’autismo o che il bere vino faccia buon sangue... anche se poi è sempre grazie alla scienza che si progredisce e non certo ragionando per stereotipi.

 

 


Autore : Fabio Vomiero, riduzione Alessio Grosso

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