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Clima e scienza: dall'altra parte della barricata c'è il negazionismo

Ma chi sono i negazionisti? Di che cosa si tratta? Cerchiamo di capirne qualcosa di più.

Editoriali - 13 Settembre 2012, ore 09.36

Alzi la mano chi è fermamente convinto che la posizione degli astri al momento della nostra nascita possa veramente influenzare la nostra vita, o chi è certo che la sicurezza delle centrali nucleari e la gestione delle scorie non costituiscano un problema, o chi è sicuro che tutte le attività industriali siano perfettamente in regola con le normative vigenti anti-inquinamento e che quindi non rappresentino un pericolo per la salute, o chi metterebbe la mano sul fuoco sul fatto che tutto quello che ci viene quotidianamente propinato dalle aziende, spesso multinazionali, per la soddisfazione dei nostri bisogni primari, cibo, acqua, farmaci, sia tutto perfettamente sicuro, salutare e controllato e quindi esente da ogni rischio sanitario.

Ecco, i dubbi e le perplessità, del tutto leciti ed anzi auspicabili, che in genere emergono di fronte ad argomentazioni di questo tipo, che prendono in considerazione eventi caratterizzati dalla mancanza della possibilità di un qualsiasi tipo di controllo rigoroso o di una sicura evidenza scientifica al riguardo, costituiscono lo scetticismo.

Lo scetticismo pertanto, soprattutto quando alimentato da individui con una soddisfacente preparazione scientifica di base, dovrebbe stimolare qualcuno a dare delle risposte che mancano o che non sono ancora abbastanza chiare.

Diverso  invece è il discorso per quanto riguarda il negazionismo.
In questo caso si tratta di un processo di negazione di fatti o argomenti anche quando invece l'evidenza scientifica  è solida e supportata da dati incontrovertibili ed inequivocabili. La casistica degli esempi è purtroppo come sempre molto ampia e variegata.

C'è chi nega ancora l'aumento delle temperature medie globali sul nostro pianeta negli ultimi cinquant'anni (attenzione, non stiamo parlando delle cause), o chi nega ancora lo sbarco dell'uomo sulla Luna, l'attentato alle Torri Gemelle, la tragedia dell'Olocausto, c'è chi nega l'esistenza del virus HIV o la sua correlazione con l'AIDS conclamato, e via dicendo.

Il confine tra scetticismo e negazionismo può essere a volte sottile, tuttavia è possibile riuscire a demarcare il fenomeno cercando di riconoscere alcune proprietà tipiche del negazionista.

Il negazionista in genere possiede delle caratteristiche psicologiche peculiari che alcune volte possono assumere carattere di veri e propri disturbi della personalità: autostima esagerata, sfiducia nel mondo e nelle persone, sfiducia nelle istituzioni, antisocialità, aggressività, tutto però portato all'esasperazione, all'estremizzazione. Non sempre possiede una solida preparazione scientifica di base, anzi spesso è animato da spirito antiscientifico e per questo si limita, spesso con estrema disinvoltura e superficialità, ad attaccare proprio laddove la scienza ed il metodo scientifico hanno più difficoltà ad esprimersi.

Altre volte può anche essere uno scienziato, ma che per chissà quale motivo misterioso decide di pronunciarsi su argomenti specifici, a volte di grande impatto sociale, anche se la sua competenza in materia può rivelarsi alquanto discutibile. Con quattro ragionamenti messi in croce, spesso non supportati da valide prove, pretende di mettere in discussione teorie scientifiche magari sviluppate e continuamente riviste e perfezionate in anni e anni di dura e coerente ricerca scientifica specialistica.

La sua posizione inoltre è spesso vaga, superficiale, evanescente, ma soprattutto il negazionista è categorico, non ammette dibattito, degrina il contradditorio e a volte anche le persone che non la pensano come lui; si aggrappa a congetture alternative, magari dettate da un apparente buon senso, ma che dal punto di vista scientifico si rivelano invece spesso inconsistenti.


É abile nel "cherry piching" (scelta delle ciliegie), il che significa che sà scegliere accuratamente i dati o la letteratura da citare, anche se scientificamente carente o incompleta, per sostenere le proprie argomentazioni, tralasciando tutto il resto.
 

Cercare di negare o ostacolare l'evidenza scientifica, indipendentemente dalle motivazioni (ideologie politiche, spirito anticonformista, interessi economici ecc.) determinando magari confusione nell'opinione pubblica e ritardo nelle eventuali decisioni da prendere per stabilire un piano di azioni correttive relativamente ad un determinato problema, può essere molto pericoloso, come la storia purtroppo o per fortuna ci insegna.
Ve le ricordate le storie dei raggi X innocui, o del fumo di sigaretta che non faceva male?
Le evidenze scientifiche che mano a mano si accumulavano a favore di una sempre più certa pericolosità di questi due fattori, per anni furono insabbiate da negligenza, indecisione, o come nel caso del fumo di sigaretta da pubblicazioni negazioniste, sostenute da potenti lobby del tabacco senza scrupoli.


Il timore è che oggi, anche grazie ai negazionisti, storie di questo tipo possano facilmente ripetersi, soprattutto considerando il terreno fertile rappresentato da una società così fortemente antiscientifica e prigioniera di un modello di crescita palesemente anomalo che tende a privilegiare il profitto ad ogni costo anzichè porre al centro dello sviluppo la tutela della salute ed il benessere della persona.

 

 


Autore : Fabio Vomiero

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