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CLAMOROSO! Giornate estive sempre più bollenti? Si, ma solo nelle grandi aree metropolitane!

Anche sull’altra sponda dell’Atlantico fanno i conti con un aumento delle ondate di calore e del numero di giornate estive bollenti. Lo dice uno studio basato su dati NOAA/NCEI. Se però si scende nel dettaglio, si nota che l’aumento riguarda soprattutto le grandi aree metropolitane e poco o nulla i piccoli centri.

Editoriali - 1 Agosto 2018, ore 15.00

Didascalia: un confronto tratto direttamente dallo studio: Columbus, metropoli capitale dell’Ohio, posta mediamente a 275 mslm, con una popolazione di circa 2.450.000 abitanti nel 2017, che risultavano circa 950.000 nel 1970, ivi compresi i sobborghi; Lima, cittadina a 100 km nord-ovest di Columbus, a 268 mslm, con circa 38.000 abitanti attuali, che erano ben 54.000 nel 1970.

Già qualche anno fa pubblicammo un lavoro sull’aumento delle temperature limitatamente alle aree urbane, confrontando tale aumento con quello della popolazione. Nel caso specifico si trattava delle città di Osaka e Maizuru, dove si poteva notare che l’aumento della temperatura media annua, dal dopoguerra ad oggi, era riscontrabile solo su Osaka, la cui popolazione era cresciuta di 7 volte rispetto agli anni ’50. A Maizuru invece, base militare navale, nello stesso periodo erano rimaste stabili sia la popolazione che la temperatura.
Nel presente articolo viene preso in considerazione uno studio di Climate Central, organizzazione americana indipendente ma farcita di membri Istituzionalizzati, che si occupa di cambiamenti climatici e del loro impatto sull’umanità. Lo studio si pone come obiettivo di evidenziare l’aumento delle giornate estive bollenti, dal 1970 ad oggi, rispetto al totale delle 92 giornate che caratterizzano il trimestre estivo, basandosi sui dati di archivio NOAA/NCEI.
Sono state prese in considerazione le banche dati relative a 244 stazioni meteo rappresentative, con particolare riferimento alle principali località di ogni singolo stato. Per gli stati più estesi, come Texas e California, sono state considerate una decina di località; negli altri casi la media è di circa 3-4 località.
Le conclusioni dello studio rimarcano che l’aumento del numero di giornate estive roventi si registra nel 92% delle località, con picchi più evidenti negli stati meridionali (Texas, Florida, Louisiana, ecc.). Abbiamo dato un’occhiata ai vari grafici e ciò che emerge è effettivamente preoccupante e, sebbene negli anni si alternino alti e bassi nel novero delle giornate bollenti, il trend definitivo dell’ultimo mezzo secolo è decisamente votato all’aumento.
Abbiamo spulciato nei dati di quelle località in controtendenza, ovvero con numero di giornate bollenti stazionarie o addirittura in calo, e la situazione appare altrettanto sorprendente: nessuna grande città mostra un trend simile, tutte le località con trend al ribasso sono piccole città di provincia.
Abbiamo infine operato un confronto diretto tra piccole città e grandi metropoli entro il raggio di un centinaio di km, e possibilmente con altitudine simile. Quanto emerge ha dello straordinario, nel senso dell’immancabile conferma di quanto esposto in premessa:
A
- le grandi metropoli, specie quelle con incremento urbano e demografico eccezionale, presentano condizioni climatiche peggiorative, con particolare riferimento all’effetto “isola di calore urbana”.

B – L’aumento delle temperature medie è direttamente proporzionale all’aumento della popolazione e delle aree urbanizzate.
Di queste coppie ce ne sono diverse, distribuite un po’ in tutte le aree degli USA e a tutte le altitudini, tra queste: Birmingham e Tuscaloosa in Alabama, Phoenix e Flagstaff in Arizona, Denver e Grand Junction in Colorado, Atlanta e Macon in Georgia, Saint Louis e Jefferson City nel Missouri, Milwaukee e Green Bay nel Wisconsin, Pittsburgh e Altoona in Pennsylvania, dove la prima località è la grande metropoli, e la seconda una città di medio-piccole dimensioni.
Un caso davvero eccezionale è Waco in Texas, cittadina con meno di 100 mila abitanti, posta più o meno nel mezzo di un triangolo a circa 100-150 km da tre grandi megalopoli: Houston, Dallas-ForthWorth e San Antonio, dove il novero dei giorni “bollenti” è schizzato in alto, con aumenti superiori al 50%; mentre nella piccola cittadina di provincia è rimasto pressoché stazionario.
Il caldo fa notizia, crea disagio, può diventare davvero pericoloso, finanche ad uccidere, direttamente o indirettamente per mezzo di incendi e quant’altro, ma questo non accade nei vasti deserti o nelle aride steppe, bensì nei sempre più affollati agglomerato urbani del pianeta, in costante aumento di popolazione e cementificazione, e con numeri da capogiro dell’ordine delle decine di milioni di residenti.
Se al calore eccessivo si aggiungono le fonti inquinanti, ecco servito il cocktail ideale per uccidere chiunque, dal più tenero filo d’erba al più potente atleta olimpico!
 

 


Autore : Giuseppe Tito

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