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Ci desertificheremo entro il 2070? Ma è proprio vero? Con tutta probabilità NO

Riflessioni sull'allarme UE.

Editoriali - 9 Gennaio 2007, ore 06.59

Mi sarebbe piaciuto che l'allarme dell'Unione Europea fosse arrivato l'anno scorso, durante uno degli inverni più freddi dell'ultimo ventennio sul Vecchio Continente e in Russia e invece NO, guarda caso è giunto proprio durante l'autunno-inverno più mite del nuovo secolo e con pochi precedenti anche in quello scorso. Era il momento giusto per gettare benzina sul fuoco, per sensibilizzare l'opinione pubblica su un problema che effettivamente esiste ma che non è così grave quanto si vorrebbe far credere. Vediamo cosa c'è di vero allora e quanto c'è di esagerato: VERO Il clima sta cambiando DA SEMPRE. E' in atto un riscaldamento che dall'inizio del secolo si può valutare mediamente in 1°C con effetti più importanti alle basse latitudini, quindi le nostre mediterranee. Il flusso perturbato atlantico si è alzato di latitudine: piove meno e nevica meno sul nostro Paese. Ci siamo mangiati oltre il 37% dell'artico dal 1980 ad oggi. I ghiacciai montani della Terra si sono ridotti del 42%. Le ondate di calore sono aumentate di intensità e durata. L'aumento della temperatura coincide con un progressivo aumento dei gas serra. Se l'attuale trend dovesse proseguire per altri 30 anni probabilmente scomparirebbero i ghiacciai alpini. C'è il rischio che l'aumento termico si faccia più intenso e rapido e le calotte polari fondano ulteriormente. FALSO Non ha mai fatto così caldo sulla Terra. Nel Mediterraneo si formeranno presto uragani. Il turismo sia estivo che invernale conoscerà una crisi senza precedenti. Il riscaldamento proseguirà senza sosta se l'uomo non ridurrà le emissioni inquinanti. La Valpadana sarà sommersa dalle acque e le coste verranno erose per chilometri dal mare. Entro pochi anni la neve alle basse latitudini sarà solo un ricordo. La crisi dell'agricoltura sarà drammatica. Andremo a fare il bagno nel Mare del Nord. RIFLETTIAMO La Terra da sempre ha conosciuto fasi glaciali ed interglaciali, le calotte polari si sono fuse e poi si sono riformate, i vulcani hanno rischiato di estinguere la vita sulla Terra con una sola super-eruzione e ne hanno comunque condizionato pesantemente il clima ma nessuno ne tiene conto. In tempi recenti dopo l'ultima glaciazione si sono vissute almeno due lunghissime fasi molto più calde di queste, basti pensare all'optimum climatico medievale. Viene presa come metro di misura la piccola era glaciale la PEG, tra il 1450 e il 1850 e non si tiene conto che ad esempio la Groenlandia è stata una terra verde, come recita il suo nome. Negli anni 60-70 è poi sopraggiunto un temporaneo raffreddamento che è diventata la norma per almeno due generazioni di italiani che hanno pensato che la regola climatica dell'inverno fosse il FREDDO. Molti scienziati, oggi convinti assertori dell'effetto serra antropico, in quegli anni pensavano che l'aumentata concentrazione di anidride ci portasse verso una nuova era glaciale imminente, salvo poi cambiare idea e nel 1988, dopo la lunga estate rovente americana, annunciare che entro il 2000 l'oceano si sarebbe sollevato di 6 metri! Ebbene siamo nel 2007...e ancora non è accaduto nulla di tutto questo. per giustificarsi ora dicono che è stata colpa dell'inerzia termica degli oceani, e che prima o poi essi non riusciranno più a contenere tutta quest'anidride e sarà la catastrofe. Senza contare che i vulcani e la chimica degli oceani emettono ogni anno quasi 100 milioni di tonnellate di biossido di zolfo, cinque volte quella prodotta dalle attività industriali americane. In genere i contributi naturali ammontano a 200 miliardi di tonnellate, il contributo umano: 7 miliardi di tonnellate -Ogni anno si stima un accumulo di 3 miliardi, possibile che sia proprio la goccia che fa traboccare il vaso? Siamo poi convinti che il caldo ci danneggerà più di quanto non possa fare il freddo, sia a livello agricolo che a livello turistico? Pensate se d'estate a luglio sulla spiaggia di Rimini ci fossero 10°C o se a Livigno a gennaio si patissero i -45°C? Sarebbe forse augurabile tutto questo per il nostro turismo? Ebbene, è vero, fa caldo ma non strappiamoci le vesti. L'uomo si è sempre adattato a tutti i mutamenti del Pianeta e lo farà anche questa volta con interventi di protezione delle coste ad esempio, con contenimento delle eventuali cattive intenzioni dell'Adriatico, cosa peraltro tutta da dimostrare visto che si parla dello scioglimento della calotta artica il cui ghiaccio non poggia su una piattaforma continentale. Bisogna poi smetterla di coltivare il mais, pianta che ha bisogno di una notevole quantità d'acqua, così come è necessario limitare la produzione di riso. Sull'ambiente basta ripetere la litania dell'energia alternativa se nessuno, a parte poche regioni, si decide ad investire, nel solare, nell'eolico, nelle vetture ibride. E poi i termovalorizzatori NO, i rigassificatori NO, il nucleare NO, le centrali idroelettriche NO, siamo il Paese che investe più soldi in tutta l'Unione Europea per lo smaltimento dei rifiuti e nessuno vuole nulla di tecnologico nel suo vicinato, diventeremo la Cenerentola d'Europa, anzi forse già lo siamo. E' necessario dunque cambiare mentalità per sopportare meglio le fluttuazioni del clima. Ridurre le emissioni si può ma proprio il ritiro dei ghiacci alle latitudini polari non offrirà nuove occasioni per ricavare combustibili fossili per almeno un altro ventennio? Un'altra cosa di cui NON si parla MAI è la possibilità CONCRETA che proprio questo riscaldamento possa innescare in tempi anche relativamente brevi un effetto FEEDBACK, una retroazione positiva che ci traghetti verso il freddo, un fenomeno di cui ho parlato a lungo su MeteoLive negli ultimi anni. Da notare anche un'altra cosa: alcuni scienziati hanno avanzato l'ipotesi che proprio il miglioramento della qualità dell'aria nelle zone fortemente industrializzate (l'uomo occupa a stento il 2-3% delle aree abitabili del Pianeta) con l'eliminazione dello zolfo, potrebbe aver consentito ai raggi solare di penetrare con maggiore successo nell'atmosfera e di riscaldare maggiormente il pianeta. Già, il sole: di lui si parla molto poco ma è lui probabilmente, insieme ai vulcani, il vero regista del clima insieme alle masse ocenamiche e dunque al vapore acqueo, anch'esso sempre trascurato nel bilancio serra. Invece molti scienziati di casa nostra preferiscono prendere alla lettera il motto del Prof Schneider: "quando vi trovate di fronte alla telecamera minimizzate i dubbi, divulgate opinioni semplificate, forzate sul caldo, cercate insomma di trovare il giusto mezzo tra l'essere efficace e l'essere...onesto".

Autore : Alessio Grosso

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