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Chi ha incastrato l'anticiclone delle Azzorre?

L'incapacità dell'anticiclone delle Azzorre di estendersi sull'Europa centrale e sul Mediterraneo favorisce il passaggio di perturbazioni temporalesche in serie sul nord Italia e su parte del centro.

Editoriali - 6 Agosto 2002, ore 16.06

L'estate in crisi? Chi ci legge dal sud non avrà certamente avuto questa impressione. Sicuramente le regioni meridionali hanno conosciuto qualche provvidenziale precipitazione inopinata nel notoriamente secco mese di luglio, ma complessivamente hanno fatto segnare troppo spesso temperature elevate, soffrendo per lunghi periodi la costante presenza di un sole infuocato. Eppure anche al meridione qualcosa non ha quadrato: quel caldo talora afoso ed opprimente, talora torrido, non è stato generato dall'anticiclone delle Azzorre che, del resto, non avrebbe potuto nemmeno cimentarsi in una simile impresa, quanto dall'anticiclone sub-tropicale, una figura sempre più presente nell'estate mediterranea. Tale anticiclone però non può sostituirsi completamente a quello azzorriano e non riesce sempre a salire alle latitudini dell'Europa centrale, se non per un periodo relativamente breve. Per prendere piede caparbiamente ha bisogno di essere spalleggiato. Il "cugino" più famoso quest'anno però non ha voluto sentire ragioni e dopo aver collaborato per buona parte del mese di giugno facendo soffire tutto lo Stivale con un caldo eccezionale, ha deciso di rimanere di quinta sull'Atlantico o di proporsi in modo piuttosto anomalo verso Islanda, Regno Unito e addirittura Scandinavia. Dovevamo aspettarcelo: un ciclo non può protrarsi all'infinito. La simbiosi durava quasi dall'agosto scorso: un patto d'acciaio che si era trascinato pericolosamente per tutto l'autunno e per buona parte dell'inverno, sia pure sotto molti volti e qualche "metamorfosi" (ricorderete una transitoria alleanza con un anonimo anticiclone russo), limitando sensibilmente le classiche piogge autunnali sull'Italia, portandoci un inizio d'inverno secco, anche se freddo e temporaneamente anche tempestoso. Poi il graduale cedimento della struttura, il ritorno delle piogge, soprattutto al nord e anche di alcune situazioni alluvionali, infine la stretta finale in giugno. Ora qualcosa si è inceppato: un anticiclone sulla Groenlandia ha costretto il flusso perturbato atlantico a percorrere traiettorie più meridionali del solito e ha contemporaneamente affievolito la baldanza dell'anticiclone delle Azzorre che, pur gonfiandosi come un pavone, non riesce ad introdursi nel Mediterraneo. Pensare che grazie a lui ritroveremmo un'estate dalle temperature meno ballerine e sarebbe assicurata una gradevole stabilità senza eccessi termici. Invece ecco il nord e, spesso anche il centro, a fare i conti con rovesci e temporali anche violenti e grandinigeni e il sud che sembra lontano anni luce con la sua calura. Mentre esperti, super-esperti o presunti tali profetizzavano un agosto canicolare, il tempo si divertiva a smentirli e probabilmente continuerà ancora. Nei prossimi giorni infatti le depressioni nord-atlantiche attaccheranno la Penisola in modo ancora più diretto. Ci attende un trittico di fronti freddi in rapido passaggio tra il fine settimana e l'inizio di quella di Ferragosto. Addirittura potrebbe scavarsi un minimo tra il Mar Ligure e l'alto Tirreno che andrebbe solamente a deprimere quanti stanno già combattendo in montagna con maglioni, felpe e giacche a vento che avrebbero voluto ragionevolmente tenere nell'armadio e a stizzire gli amanti della tintarella che, indispettiti dai nuvoloni neri, non avranno certamente disdegnato una seduta al "centro abbronzatura" più vicino alla spiaggia pur di stupire parenti, amici e colleghi d'ufficio al ritorno dalle vacanze. E come andrà a finire la stagione: con una fine del mese o un settembre compensatore? Non è detto, non ci sono certezze in meteorologia. Nell'estate del 2000 dopo una stagione altrettanto capricciosa, salvo qualche raro episodio stabile, giunse un autunno tristemente piovoso al nord, molto mite al centro e caldo al sud, ma arrivò anche molta neve in inverno sulle Alpi ed in Valpadana. State tranquilli però, non esistono annate-fotocopia. Buon agosto comunque, ovunque voi siate, anche in città a lavorare.

Autore : Alessio Grosso

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