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Alla ricerca della neve perduta

Panoramica su Alpi e Appennino a pochi giorni dal Natale.

Editoriali - 20 Dicembre 2006, ore 11.29

Con la conferma di un Natale e di un Santo Stefano all'insegna del bel tempo, e con prospettive di stabilità per tutta la settimana prossima, è già tempo di bilanci per il mese di dicembre sulle nostre montagne. Che, nel complesso, non vedevano così poca neve da diverse stagioni. Era già accaduto, di recente, di veder poca neve sull'arco alpino nell'ultimo mese dell'anno, ma a far la differenza con la situazione attuale sono due fattori di primaria importanza: 1) le temperature, per nulla basse, che -tranne qualche "strappo"- continuano a mantenersi stabilmente oltre le medie del periodo in quota; 2) la concomitante crisi di innevamento degli Appennini, solitamente ben imbiancati negli ultimi anni anni, e quest'anno invece miseramente a secco (o quasi). A proposito di Appennino, non vi ingannino le nevicate delle ultime ore su Marche ed Abruzzo: si tratta di accumuli modesti, che in molti casi difficilmente renderanno possibile l'apertura degli impianti. E' andata meglio stavolta all'Appennino Tosco-Emiliano, specie sui versanti esposti a nord-est, che hanno ricevuto discreti apporti nivometrici; qui gli impianti sciistici potranno aprire i battenti proprio in occasione del prossimo fine settimana. Anche perché tra giovedi e venerdi potrebbe arrivare qualche altro centimetro... E, continuando a parlare di Appennino, una citazione a parte meritano il settore Lucano e quello Calabro, dove, a partire dalle prossime ore, arriveranno nuove nevicate a quote progressivamente più basse. Per Sila, Pollino e Sirino arriveranno accumuli importanti, stante una fase di tempo perturbato piuttosto prolungata e il concomitante abbassamento delle temperature. Nevicherà solo a quote alte invece su Aspromonte e rilievi della Sicilia. Tornando alle Alpi, gli unici accumuli che arriveranno da qui al Natale saranno quelli nella notte tra giovedi e venerdi sull'Alto Cuneese. E, a parte il discreto innevamento delle piste che si trovano in quota sul settore centro-orientale, la situazione si presenta complessivamente deficitaria; a stento molte località potranno permettersi di rendere fruibili le piste da sci, specie quelle che raggiungono il fondovalle. Insomma, sulle Alpi di neve ce ne è il minimo indispensabile, specie a valle e alle quote medie. La situazione va facendosi preoccupante specialmente perché, se si guarda al futuro, le uniche certezze che arrivano sono quelle di tempo stabile e soleggiato, con valori termici diurni in netta ripresa.

Autore : Emanuele Latini

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