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Alla ricerca dell'inverno perduto

Dalle chiacchiere alla realtà...

Editoriali - 30 Dicembre 2002, ore 09.04

Per i terremotati del Molise e della Sicilia è sicuramente un problema in meno. Un motivo di soddisfazione l'avranno anche gli anziani e i freddolosi ma la mancanza del vero inverno sul Mediterraneo si sta facendo sentire. Spiazzati anche molti climatologi e i teorici dell'inverno "anticipato e breve". Quest'anno il meccanismo si è inceppato: nessun freddo anticipato, nè a novembre, nè a dicembre, nessuna gelata importante. Uccelli, foglie di pesco, zanzare, gerani, addirittura api, tutti sono almeno parzialmente rimasti al loro posto: la stagione li ha graziati e gli ha consentito di resistere agevolmente alla flebile offensiva del Generale. E adesso cosa si dirà? Che moriranno tutti a fine gennaio o a febbraio, colpiti da un ritorno in grande stile del freddo? Oppure che la stagione invernale attuale è la testimonianza inequivocabile del cambio climatico in atto e che dal prossimo anno spunteranno anche le palme in Valpadana? Il problema è la collocazione geografica. Spostiamo per un attimo l'Italia all'altezza dei Carpazi. Il freddo di dicembre ha colpito duramente quelle zone con temperature che per diversi giorni sono scese sotto i -10°C. Un gelo terribile, come da anni non si ricordava, ha avvolto la Russia, gran parte della Scandinavia, l'Ucraina, le Repubbliche Baltiche, l'Ungheria, la Moldavia, la Bielorussia. Ebbene, secondo voi che considerazioni staranno facendo i meteorologi di quei Paesi? Sicuramente qualcuno avrà sottolineato che forse è stato prematuro parlare di riscaldamento globale, qualcun'altro ricomprenderà l'episodio in una normale oscillazione invernale, altri ancora infine, fedeli alla tesi serrista, butteranno "fuoco sul gelo" indicandolo come l'eccezione che conferma la regola del riscaldamento globale, una normale irregolarità in un trend sempre votato all'aumento termico. Avessimo occupato geograficamente quelle zone la tesi maracchiana dell'inverno anticipato avrebbe funzionato anche questa volta, ma noi siamo collocati nel Mediterraneo e allora qualcosa ci sfugge. Rimediare con la legge della compensazione ci sembra un tantino infantile: "inverno mite a dicembre, freddo a gennaio e febbraio". Più probabile invece la legge della persistenza come già successo nei tristi inverni dell'88-89 e 89-90. Ma cosa manca a questo inverno per decollare? Una configurazione barica favorevole ad afflussi freddi da est perchè il freddo non si produce in loco nel Mediterraneo, nemmeno in Valpadana, una figura di alta pressione di un certo spessore ad ovest del Continente che possa almeno garantire ad ondate correnti da nord sulla Penisola e soprattutto un indebolimento del flusso zonale atlantico, responsabile del tepore di tutto il periodo natalizio. Inutile fare previsioni, bisogna aspettare gli eventi, anche se al momento l'inverno appare con le pile ultrascariche...

Autore : Alessio Grosso

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