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Solstizio d'inverno con un mese di ritardo: che succederebbe ai nostri inverni?

Ogni anno quando si giunge ormai in prossimità del solstizio invernale il pensiero degli appassionati va inevitabilmente all'allungamento delle giornate che dal 22 dicembre inizia inesorabile la sua corsa sino alla stagione estiva. Immaginiamo per un attimo di poter navigare con la fantasia: che succederebbe alle nostre stagioni invernali se il solstizio cadesse con un mese di ritardo il 21 di gennaio?

Curiosità - 20 Dicembre 2012, ore 18.00

Ogni inverno quando ormai si giunge a ridosso delle giornate più corte dell'anno si ha sempre l'impressione che le giornate ricomincino ad allungarsi proprio sul più bello. Quando il sole si allontana così tanto dallo zenit a tal punto che anche nelle ore centrali del giorno la temperatura rimane fresca e la nostra famigerata palla infuocata croce e delizia delle nostre stagioni invernali scalda pochissimo, le domande e la nostra fantasia iniziano a navigare su quali potrebbero essere le conseguenze di un'ulteriore accorciamento della durata del giorno sino ad avere notti veramente lunghe e giornate estremamente corte con un sole debolissimo.  

Ovviamente un pensiero di questo tipo resta e resterà sempre una fantasia. In barba a catastrofiche previsioni sulla fine del mondo del 21 dicembre, nessun sconvolgimento astronomico sarà mai in grado di inclinare così tanto l'asse terrestre da spingere i nostri inverni su estremi così esasperati. Navigare con la fantasia tuttavia non è certo un peccato!

Potremo quindi domandarci cosa succederebbe in termini pratici se le giornate seguitassero ad accorciarci ancora per un altro mese.  

Le conseguenze più immaginabili sarebbero probabilmente un ulteriore rinforzo del Vortice Polare il quale estenderebbe le sue maglie sino a coinvolgere probabilmente il Mediterraneo con delle tempeste di vento occidentale o sud-occidentale a spazzare il Mediterraneo.

Le cause di tanta furenza zonale sarebbe da ricercarsi nell'ulteriore consistente raffreddamento in sede polare con una notevole estensione e spessore della massa d' ghiaccio derivante dal congelamento dei mari alle latitudini polari. Il raffreddamento di questi settori andrebbe così ancor più in contrasto con le temperature calde delle aree tropicali alimentando ulteriormente l'intensità del getto occidentale di natura zonale. 

Ondate di aria fredda anche da ovest quindi? Contrariamente a quanto si possa pensare, l'oceano Atlantico essendo una vasta porzione d'acqua che attraversa fasce climatiche completamente differenti le une alle altre è dotato di una straordinaria inerzia termica la quale non smetterebbe mai di far sentire i propri effetti anche qualora le giornate dovessero accorciarsi per altri 30 giorni oltre il canonico 21 dicembre. 
In caso di flusso teso di correnti occidentali sull'Europa sarebbe quindi da attendersi solo un modesto calo delle temperature rispetto all'ordinario. 2-3 gradi soltanto, principalmente in conseguenza dell'ulteriore accorciamento delle giornate con una potenza solare che risulterebbe così ulteriormente ridotta. 

Abbiamo citato il pattern barico più tiepido che possa esserci durante il periodo invernale. Gli scenari potrebbero in realtà diventare strabilianti se immaginassimo di assistere in queste condizioni ad un inverno "fortunato", cioè dominato da un Vortice Polare piuttosto debole ed una forte tendenza alla creazione di esasperati scambi meridiani. In queste condizioni le masse d'aria fredda continentale avrebbero a disposizione ben 60 giorni di buio in più per potersi raffreddare a dovere, influenzando in modo determinante anche zone normalmente abituate ad avere clima mite durante l'inverno.

Un cambiamento di questo tipo porterebbe con sè formidabili ondate di gelo, esasperazioni sinottiche condite da temperature eccezionalmente rigide con una estensione ed una intensità delle colate d'aria fredda quasi impensabili.


Autore : William Demasi

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